“Le donne reggono il mondo”: presentazione del libro all’Unione Femminile di Milano il 23 febbraio 2011

Mercoledì 23 febbraio 2011, ore 18.30 presso l’Unione Femminile – Corso di Porta Nuova, 32 – 20121 Milano, parliamo di donne ed economia a partire dal libro “Le donne reggono il mondo. Intuizioni femminili per cambiare l’economia” (Altreconomia Edizioni), con le curatrici, Elena Sisti e Beatrice Costa, e con Andrea Di Turi, giornalista economico e blogger. Coordina Pietro Raitano, direttore del mensile Altreconomia. (www.altreconomia.it)
Le donne reggono il mondo. Lavorano più degli uomini, si fanno carico del “welfare domestico” quotidiano, gestiscono l’economia e il denaro con più lungimiranza, in situazioni di crisi, in casa o nella propria azienda Continua a leggere

La politica e il silenzio delle donne

La crisi economica e quella istituzionale: le onorevoli spariscono. Altro che quote rosa

di Marina Terragni

Può essere che neanche ci fai caso. Hai tanto da fare e disfare, sei talmente presa dalla vita, che la cosa può anche lasciarti indifferente. Nel mondo-duplex della rappresentazione pubblica tu proprio non esisti. Ci sono le Gheddafi girls: 80 euro e ti sventolo il libretto verde, qualcosina in più e mi islamizzo del tutto. C’è il “vespaio” sul décolleté delle scrittrici e la corona turrita di Miss Italia. Ma di te, la metà abbondante del Paese reale, dal biberon alla womenomics, ben poche tracce. Continua a leggere

Poveri giornali tra Signore e Gnocche

di Paola Ciccioli

« Le liste capeggiate da due signore…». Rileggo: «Le liste capeggiate da due signore…». Eh no, signor Franco Abruzzo, signore sì, ma prima di tutto colleghe. Anzi: una è l’attuale presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Letizia Gonzales, che si ripresenta alle prossime elezioni del 23 e 24 maggio. E l’altra, Marina Terragni, è in corsa per la stessa carica. Perché decido di scriverne, a titolo rigorosamente personale, su questo blog? Perché credo fermamente che la questione riguardi ogni singola cittadina e cittadino di questo Paese. Perché quella che viene definita crisi della nostra professione è invece, a mio giudizio, qualcosa di più: quasi una mutazione genetica che ha eroso il significato di termini fondamentali come deontologia, etica, correttezza, rigore, verità, imparzialità, rispetto, empatia e sensibilità nei confronti dei nostri interlocutori: le lettrici e i lettori. Continua a leggere