«Il piccolo popolo custodito nello scatolone dei libri. I miei libri»

di Mariagrazia Sinibaldi

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Una foto dalla scatola dei ricordi: Mariagrazia Sinibaldi con la nonna Anna a Osimo, in provincia di Ancona. Alla “Giovinezza marchigiana” è dedicatao un capitolo di “È come vivere ancora”, il libro edito dall’Associazione Donne della realtà che Mariagrazia presenterà, con la preziosa collaborazione della giornalista Margherita Rinaldi, sabato 1° ottobre proprio a Osimo, nella specialissima sede dell’Istituto Campana (http://www.istitutocampana.it/)

A pensarci bene, ci sono scatole e scatole, ci sono scatoloni e scatoloni. La casa della signora Vecchiottina, per esempio, era quasi del tutto priva di cassetti (i cassetti a lei, signora Vecchiottina che soffriva di attacchi di claustrofobia, non erano troppo confacenti) ed era, al contrario, sovraccarica di scatole: scatole di tutte le dimensioni. Dalla scatola immensa, quasi un armadio, alle scatoline piccole piccole adatte a contenere una singola monetina e nulla più.

Amava la nostra Signora questi contenitori che potevano essere spostati qua e là, o impilati uno sull’altro, o addirittura sistemati uno dentro l’altro, secondo le  necessità, e che potevano contenere in bell’ordine tutte le cose sue e quelle affidatele da figli e nipoti. Tutte le cose ben divise, secondo la loro funzione, o stagione, e ciascuna scatola aveva la sua bella etichetta indicante il contenuto. Perché la signora Vecchiottina, checché se ne dicesse in giro, amava l’ordine.

Tutto ciò, sopra descritto, era lo stadio iniziale.

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“È come vivere ancora. La vera signora del blog”

di Paola Ciccioli

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Mariagrazia Sinibaldi in un ritratto del figlio Francesco Cianciotta. Con lei l’inseparabile computer e, ora, anche il suo libro che raccoglie una selezione ragionata dei post pubblicati su questo blog

«Siamo due viaggiatrici o no?», mia domanda. «Ok» di risposta con tre coccinelle beneauguranti a colorare il messaggio. Dunque, partiamo (a dio piacendo). Per dove? Per la prima presentazione ufficiale di “È come vivere ancora”, il primo libro di Mariagrazia Sinibaldi, che è anche la prima creatura dell’Associazione Donne della realtà (che non ha neppure compiuto il suo primo anno di vita). Porterà bene questa serie di “primo”, “prima”? Ce lo auguriamo, ovviamente. Ma credo che le tre coccinelle abbiano già fatto un discreto lavoro.

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L’Associazione Donne della realtà chiama a raccolta i propri sostenitori

di Paola Ciccioli

Foto Associazione

Paola Ciccioli è la presidente dell’Associazione Donne della realtà. Qui è con il vice presidente Lorenzo Di Palma e il notaio Fabio Capaccioni (al centro) il 17 settembre 2015, giorno in cui l’Associazione è stata formalmente costituita

Si assomigliano nel nome ma, attenzione, non sono la stessa cosa. Camminano ciascuno sul proprio specifico sentiero: il primo si è conquistato “palmo a palmo” spazio e autorevolezza, la seconda ha un avvenire da costruire con caparbia e gioiosa determinazione.

Mi riferisco al blog di Donne della realtà e all’Associazione Donne della realtà. Il blog è nato nel settembre del 2009 – quanto tempo! – quando i media avevano raggiunto il picco dell’infestazione da immagini e contenuti oltraggiosi nei confronti del genere femminile. Informazione e politica avevano formato un blocco unico (soltanto in apparenza rimosso) e le redazioni finite nell’anestesia della volgarità e del conformismo. Così, ascoltando in primo luogo il richiamo deontologico, ho contattato altre giornaliste e insieme abbiamo cercato di mobilitare chi i giornali li fa, nella convinzione che spetta proprio ai professionisti della comunicazione dover dire “no” e prendere le distanze quando le “linee editoriali” diventano veicoli di disvalori pericolosi e di bugie.

Scorrere le nostre annate significa fare un ripasso della non onorevole storia del giornalismo e della pubblicità italiani dal punto di vista delle donne. Le stesse alle quali abbiamo deciso di passare poi la parola e che adesso sono diventate le protagoniste, insieme con padri, mariti e figli, di questo nostro amatissimo contenitore di idee, riflessioni, passioni, curiosità. Vita.

Qualche mese fa, esattamente il 17 settembre 2015, per gemmazione è nata l’Associazione donne della realtà che non ha fini di lucro e che per statuto «ha lo scopo di promuovere ogni iniziativa possibile per la piena valorizzazione delle capacità espressive di bambine, bambini e adulti di ogni età, provenienza e ceto sociale, superando gli ostacoli e la scarsa attenzione tipici dei mezzi di informazione e comunicazione tradizionali».

IO con Mariagrazia

Paola Ciccioli e Mariagrazia Sinibaldi (foto di Barbara Ulisse)

La presiedo io e il vice presidente è il collega Lorenzo Di Palma, mentre nel ruolo di segretaria ho voluto coinvolgere Mariagrazia Sinibaldi: il destino ha deciso di farci conoscere grazie a uno dei miei lavori sul tema che da sempre mi appassiona – la ricchezza della vecchiaia – , poi lei ha imparato a usare il computer, ha riscritto (è il caso di dire) la sua vita grazie a questo blog e io ora pubblicherò un libro con i suoi racconti.

Ed eccoci al punto: l’Associazione Donne della realtà chiama  a raccolta tutte le persone che ci apprezzano e ci seguono e chiede un segno concreto di riconoscimento del nostro ruolo e del nostro lavoro.

Abbiamo aperto un conto in Banca Prossima e questo è nostro il codice Iban: IT15 B033 5901 6001 0000 0142 267. Qui potete versare la quota di iscrizione all’Associazione (il minimo è 10 euro), fare donazioni, aiutarci a coprire le spese che abbiamo sostenuto (700 euro soltanto per il notaio) e dare l’indispensabile supporto ai progetti che intendiamo realizzare.

Gli aggiornamenti sull’attività dell’Associazione verranno dati in totale trasparenza su questo blog ma ci siamo già attrezzati per avere uno spazio sul web ancora più grande e bello e ricco.

Grazie.

«Un’altra dimensione dentro agli occhi»

di Nikos Dimou

MUPSI

 

Stoico come un filosofo romano.

Immoto per ore, giornate.

Un’altra dimensione dentro agli occhi

Non un gesto di troppo

né un pensiero di troppo.

 

Quando sento parlare d’autoanalisi,

d’introspezione, di concentrazione,

io penso sempre a Mupsi –

il compatto rigore d’un teorema.

Gatta+Corfù

La poesia Mupsi è tratta da “La Gatta di Corfù” di Nikos Dimou. Un grazie al grande amico che mi ha donato (anche) questa antologia. Sotto, anche la versione originale in greco

* E così buona domenica. E una carezza a quella bambina lontana che gioca con la sua gattina Francesca, sì, lei ha voluto chiamarla così. E una carezza (di incoraggiamento) anche a noi che davanti a un notaio che migliore non si può il 17 settembre abbiamo fatto nascere l’Associazione Donne della realtà. E che adesso, su Facebook, al posto di un profilo abbiamo una pagina. E che (Lorenzo Di Palma ed io) ci diamo tanto da fare a mettere il più possibile in ordine nei nostri pensieri e nell’archivio del blog perché presto presto partiremo con il tesseramento e vi chiederemo – a chi c’è sempre stato e a chi vorrà unirsi a noi – di darci carezze, affetto, sostegno e amicizia. Perché c’è tanto da fare e da inventare.

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Un libro. E le parole per dirlo

Q copertina solo frontedi Paola Ciccioli

Emozione e paralisi. L’emozione è stata quella di ritrovarmelo tra le mani, questo libro. L’estate scorsa, quella del lutto più grande – la perdita di mia madre –, da far scorrere via dai pensieri e dalla vita precedente. E poi la paralisi, l’incapacità di sfogliarlo, studiarlo, trovare le parole per farlo conoscere. A partire dalla copertina che ripropone un’altra copertina, quella del settimanale Tempo del 13 maggio 1954. Nella quale Anna Magnani ascolta con le labbra socchiuse Salvatore Quasimodo che legge i propri versi, cinque anni prima che gli venisse conferito il Premio Nobel per la letteratura.

Soltanto quando Alessandro Quasimodo, il figlio del poeta, è riuscito a trovare con la consueta amorevole caparbietà questa immagine, è arrivato il momento di dare alle stampe il volume Continua a leggere

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