Makramè, il tessuto del benessere imbastito di asimmetrie

di Antonella Piccolo e Wanda Di Pierro

Makramè apertura

Donne del mondo creano insieme. Tutte le foto sono dell’associazione Macramè

«Makramè – tessere percorsi relazionali –  è un’associazione che nasce nel settembre 2005 e che inizia

la sua attività operando nei campi della convivenza, dell’integrazione e del disagio psicologico, sociale e istituzionale.

L’immagine del makramè, come tessuto costituito da fili di diverso spessore intrecciati e annodati, rappresenta per noi l’idea delle possibili connessioni tra la pluralità di persone, relazioni, spazi e significati all’interno del tessuto sociale. Fondiamo dunque la nostra azione a partire dall’assunto che il benessere delle persone sia strettamente connesso all’appartenenza a reti sociali plurali.

Le proposte di lavoro dell’associazione nei primi anni si concentrano sulla promozione del benessere psicofisico e intercettano differenti tipologie di destinatari: dagli anziani, agli adolescenti, ai bambini. Ma sin da subito, un occhio di riguardo viene dedicato alle donne tutte, italiane e migranti, nel tentativo di attivare percorsi che restituiscano alle donne un’adeguata visibilità e la possibilità di ottenere un riconoscimento del proprio ruolo e del proprio spazio sociale. Continua a leggere

Le Donne della realtà fanno sentire la loro voce su Radio Trotter: evvai!

di Laura Querci

radiotrotterVia Padova si racconta” è lo slogan di Radio Trotter, la prima web radio di quartiere che vuole raccontare tutto ciò che rende via Padova “meglio di Milano”.

In effetti, quella mattina d’inizio maggio di due anni fa, via Padova era particolarmente vivace. Sembrava svegliarsi improvvisamente dal letargo di un lungo inverno e pareva in festa. I profumi delle spezie che caratterizzano la cucina etnica erano intensi, più del solito e l’atmosfera era piacevolmente carica di colori e odori. Ma la vera contaminazione era data dalla musicalità di lingue molto lontane, eppure, in quel momento, così realmente vicine e che si sovrapponevano e riecheggiavano nella mia testa. Una mamma araba invitava i suoi figli ad affrettarsi per non arrivare tardi a scuola, un gruppo di ragazzi, probabilmente compagni di classe, si scambiavano saluti in più lingue e poi, ancora, tanti bambini e tante famiglie entravano e uscivano dal Parco Trotter, come del resto accade ogni giorno da quelle parti Continua a leggere