«Fini, les yeux de nos enfants au fond de la mer»

par Laura Fusco* 

Per la poesia di Laura Fusco una splendida immagine dalla mostra “Africa. Raccontare un mondo” al Pac di Milano fino all’11 settembre 2017 (http://www.pacmilano.it/exhibitions/africa-raccontare-un-mondo/). Malala Andrialavidrazana (Madagascar), Figures 1850, Various Empires, Kingdoms, States and Republics 2015, pigment print on Hahnemuehle cotton rag, laminated on aluminium and framed under glass, cm 116 x 148,7 x 5 Courtesy private collection

CHANT DE L’EXIL

Pendant que le blackout dans le cybercafé promet un soir

qui ne viendra pas

et que le mot d’ordre est renaître,

pendant que des milliers de jeunes se noient en cherchant à

gagner l’Europe

les mères de ceux qui partent lancent un chant contre l’exil. Continua a leggere

«Non più gli occhi dei nostri figli in fondo al mare»

di Laura Fusco*

Per la poesia di Laura Fusco una splendida immagine dalla mostra “Africa. Raccontare un mondo” al Pac di Milano fino all’11 settembre 2017 (http://www.pacmilano.it/exhibitions/africa-raccontare-un-mondo/). Malala Andrialavidrazana (Madagascar), Figures 1850, Various Empires, Kingdoms, States and Republics 2015, pigment print on Hahnemuehle cotton rag, laminated on aluminium and framed under glass, cm 116 x 148,7 x 5 Courtesy private collection

CANTO DELL’ESILIO

Mentre il blackout nel cybercaffè promette una sera che non arriverà

e la parola d’ordine è rinascere,

mentre migliaia di giovani affogano cercando di raggiungere l’Europa

le madri di chi parte lanciano un canto contro l’esilio.

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«Non l’ho sognato?»

di Laura Fusco*

LEICA

 

Non l’ho sognato?

Sei morto davvero?

O devo ancora

incontrarti?

Ho dimenticato gli alberi

che entravano dal lucernario,

e Chien,

le sere di vento impazziva dietro l’ombra delle foglie.

Apro l’acqua,

la ascolto come se parlasse,

non parla,

potrei stare lì notti e notti.

Prendere in mano la Leica,

guardare nell’obiettivo.

Cosa cambierebbe?

Nulla.

Faccio la spesa,

alle 11 torno,

ordino i cartoni di latte nel frigo,

poi li guardo,

da quello più alto a quello più basso,

sui ripiani illuminati,

rifaccio i letti già fatti,

tolgo una polvere inesistente.

Poi

mi seggo e aspetto.

Era questa la stanza?

Questo l’Avon?

Questi i fiori?

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