Lettera alla nipotina della nonna Grande Ufficiale della Repubblica

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Una “spaziale” novità editoriale: http://www.scienzaexpress.it/ Rosa Oliva, meglio conosciuta come Rosanna, ha fondato la “Rete per la Parità” che tuttora presiede ed è stata nominata da Giorgio Napolitano Grande Ufficiale della Repubblica.

di Monica Marelli e Rosa Oliva*

Quando Irene arrivò davanti al portone, si alzò leggermente sulle punte e premette il pulsante del citofono. Salì le scale rapidamente, nonostante il pesante zaino sulle spalle.

La nonna Rosanna l’aspettava sulla porta: era appena tornata da una riunione in Comune, dove aveva discusso come ottenere l’apertura di un parco pubblico nel quartiere al posto di un centro commerciale.

L’assessore non la finiva più di parlare e Rosanna aveva temuto di non tornare a casa in tempo per accogliere la nipotina. Era in pensione ma il suo impegno per le questioni sociali era sempre presente nella sua vita. Così, dopo aver dato un bacio a Irene e averla aiutata a liberarsi le spalle dal pesante carico, le disse di andare subito a lavarsi le mani perché il pranzo era pronto.

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She is a prostitute, then “his own” property: Italian sheets and newspapers drifting

 by Roberta Valtorta*

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The author of the post has analyzed the use of words in the prostitutes’ murder chronicles.

«Maybe due to the heat or to a sudden hormone derangement, but the blameless and good guy achieved the Guinness World Records in a few hours. It would have been the particularly engaging and pleasant appearance of the young girl, the first to be approached, to provoke a real insanity act by that guy who defined the girl as “very cool with the miniskirt”». Il Giornale

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È una prostituta, dunque di “sua” proprietà: fogli e quotidiani italiani alla deriva

di Roberta Valtorta*

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L’autrice del post ha analizzato l’uso delle parole nelle cronache sull’omicidio di una prostituta

«Saranno stati il caldo oppure un’improvvisa tempesta ormonale, fatto sta che il ragazzino, incensurato e di buona famiglia, nel giro di poche ore è praticamente entrato a far parte del Guinness dei primati. A scatenare in lui quello che a tutti gli effetti è definibile come un raptus di follia sarebbero state le forme particolarmente gradevoli e accattivanti dell’adolescente, la prima ad essere stata adescata, che lui stesso ha definito «una fighissima, con la minigonna».

“Tenta di stuprare tre ragazze: «Erano belle…”, Il Giornale (1)

Questo è un esempio di ciò che è possibile trovare sui giornali che sfogliamo ogni giorno. Sempre più spesso, infatti, capita di leggere articoli che, nel descrivere un fatto di cronaca, altro non fanno che giustificare il carnefice colpevolizzando la vittima. L’immagine dell’uomo che ne traspare è così quella di un primitivo totalmente incapace di controllare i propri impulsi di fronte a una donna che, stando a quanto si legge, per il solo fatto di indossare una minigonna suscita reazioni “da stupro”. Ecco che allora la vittima del reato diventa, nella maggior parte dei casi, l’istigatrice e la responsabile della violenza. Partendo da queste osservazioni, il mio lavoro vuole analizzare il linguaggio utilizzato da alcuni quotidiani del nostro Paese, con lo scopo di rilevare il modo in cui viene presentata l’immagine della donna in relazione a un fatto di cronaca.

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Barbara, saltata in aria con i due figli. Perché la mafia sbagliò il bersaglio designato: il magistrato Carlo Palermo

di Maurizio Struffi e Luigi Sardi*

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Carlo Palermo con Paola Ciccioli a Roma, inizi Anni ’90 (foto di Sandro Rossi)

Due aprile 1985. Ore otto del mattino. L’assassino aspettava sulla strada S. Vito-Trapani, a poche centinaia di metri dalla spiaggia dove una stele ricorda la leggenda dell’approdo di Enea alle coste italiane. Non lo distraevano l’incanto di quel mare che s’allarga fino alle Isole Egadi e neppure quei fiori che la primavera siciliana andava accendendo in una incredibile violenza di colori e profumi, lungo le pendici della montagna di Erice. In mano un telecomando, puntato su un’automobile imbottita d’esplosivo. Premendo solo un pulsante, doveva uccidere Carlo Palermo, il giudice che a Trento, cinque anni prima, aveva aperto un’inchiesta su un incredibile, gigantesco contrabbando di stupefacenti ed armi e che, appunto a Trapani, prometteva di trasferire il suo rigore, la sua cocciutaggine, nella lotta alla mafia.

Il killer sapeva che ogni mattina, lungo quella strada, l’auto blindata del magistrato, scortata dalla polizia, portava quasi con cronometrica puntualità Carlo Palermo dalla sua abitazione al palazzo di giustizia, un edificio nuovo di vetro e cemento sorto fra case che sembrano seccate dal sole. Un percorso obbligato sulla litoranea, un agguato in corrispondenza di una curva, di fronte a una stradina che si perde verso la montagna. Le auto, in quel punto, sono costrette a rallentare; lì era parcheggiata quella rubata e riempita di esplosivo, messa a ridosso di un muretto, sul lato del mare. Una trappola preparata in tutti i particolari. Continua a leggere

Ma noi siamo donne o bambole?

di Irene Tinagli

Molte donne in questi giorni si stanno interrogando sul loro ruolo nella società italiana, come è accaduto ogni volta che, in questi ultimi anni, qualche scandalo sessuale ha scosso il mondo della politica. Eppure la questione del ruolo femminile in Italia ha radici più profonde e diffuse di quanto emerga dalle ultime vicende di cronaca e va ben oltre i confini di Arcore o di via Olgettina. Se l’ennesimo scandalo che coinvolge il premier serve a riaprire il dibattito su un tema così importante, va bene, ma se vogliamo davvero cogliere l’occasione per una riflessione approfondita, non possiamo fermarci lì. Continua a leggere

“Il Governo non sa gestire i Beni Culturali”

La denuncia del Presidente del FAI: è meglio che certe bellezze d`Italia vengano affidate a noi. «Per perle come la Valle dei Templi non servono politici e speculatori»

di Renato Rizzo Manta

(Cuneo) Il signor Tremonti? «La sua politica dei tagli denuncia grande miopia politica». La signora Brambilla? «Fare il ministro del Turismo non è davvero il suo mestiere, lei viene da altre attività: se non è in grado di far rendere al meglio, anche economicamente, perle come la Valle dei Templi le dia in gestione a noi: in 35 anni abbiamo dimostrato d’avere le carte in regola nell’accollarci compiti del genere. Continua a leggere

Who makes the news? Quale visibilità hanno le donne e le pari opportunità nell’informazione? Un incontro il 29 settembre a Milano

La Provincia di Milano in collaborazione con le associazioni DonneInQuota e Amiche di ABCD organizza l’incontro: Who makes the news? Quale visibilità hanno le donne e le pari opportunità nell’informazione? Presentazione dei risultati del Global Media Monitoring Project

Mercoledì 29 settembre 2010 – ore 15.30 – Sala Nuovo Spazio Guicciardini – Via Macedonio Melloni, 5 – Milano Continua a leggere