Sto sulla nuvoletta da due mesi (e più non mi riesce di scendere)

Rosalba Griesi il 25 marzo 2014, giorno in cui si è laureata in Lettere Moderne all'università degli studi della Basilicata

Rosalba Griesi il 25 marzo 2014, giorno in cui si è laureata in Lettere Moderne all’università degli studi della Basilicata

di Rosalba Griesi

Sto sulla nuvoletta da due mesi e più e non mi riesce di scendere. Da quassù è tutt’altra cosa, i contorni sono netti, i colori nitidi. Non c’è traffico, non ci sono scontri: tutto fila liscio come olio. Malumori? Non se ne vedono. Amarezze? Nemmeno l’ombra… soltanto qualche nuvola più grande della mia, ma fugace, passeggera.

Rivedo lo sguardo del presidente della Commissione di laurea, che d’improvviso si leva dalle scartoffie e tra lo stupito-ammirato, perfino compiaciuto, constata che trattasi di signora candidata e non signorina. Rivedo un altro sguardo, quello di un professore che per tutto il tempo smanetta su un notebook, levarsi interessato verso quella insolita signora dai capelli rossi e ricci che sta disquisendo.

Insomma, cara Paola, mi chiedo come mai la mia laurea abbia suscitato tanto scalpore, e chissà perché…

Io sono abbastanza rilassata e decisa a vuotare il sacco sul Ramayana e Kaikeyi, l’affascinanate e intrigante regina indiana. Chiedo infine di declamare alcuni dei versi del poema che ho tradotto per la mia tesi. In effetti vorrei rendere piacevole questo momento accademico… troppo accademico direi, tanto da appensantire l’entusiasmo generale. Continua a leggere

Sono in fibrillazione da laurea. E i figli mi dicono: «Ma’, sei forte!»

di Rosalba Griesi

Rosalba Griesi

Rosalba Griesi

Non sto nella pelle! La fibrillazione mi sale fino in gola, pulsa, bussa, freme… Devo far presto: il lavoro, la strada che percorro ogni giorno, le buche da evitare…il fango, la pioggia! Ma dopotutto ne vale la pena se ad un certo momento mi si para innanzi il mio monte, non di certo l’ermo colle che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude, ma il mio gigante buono, che maestoso e solitario si erge, guardiano delle dolci vallate.

Ogni mattina ha un umore diverso. Ora ha la testa fra le nuvole, ora indossa una sciarpa di nubi. Ora strisce di luci s’adagiano sui fianchi poderosi, come di donna fiorente, smerlando i crinali sino allo sfumare, ora l’arcobaleno s’inarca fra le sette cime. Quel monte è la mia forza.  Continua a leggere