Joyce Carol Oates: «Scrivere è re-inventare, re-immaginare, ricostruire un universo»

Joyce Carol Oates è nata a Lockport, negli Stati Uniti, nel 1938

di Maria Elena Sini

Un mio professore di inglese sostiene che non esistono donne scrittrici all’altezza dei più grandi nomi della letteratura di sesso maschile: non è una differenza genetica che ha determinato l’assenza di Tolstoj o Hemingway donne ma a suo parere motivi storici, che hanno consentito l’accesso all’istruzione per le donne solo più tardi rispetto agli uomini, e ragioni culturali, che per molti anni hanno reso la vita delle donne povera di esperienze significative impedendo la formazione di quel substrato che alimenta la creazione letteraria. Tuttavia nella sua misoginia letteraria il professore in questione ha citato Joyce Carol Oates tra le poche donne capaci di fare letteratura ad alto livello e questo ha suscitato la mia curiosità e ho iniziato a leggere i suoi libri che non sono stati una delusione ma una continua piacevole scoperta.

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Leggiamo, così diventiamo davvero pericolose

Leggiamo che “Le donne che leggono sono pericolose”, come recita il titolo del libro di Stefan Bollmann ed Elke Heidenreich in cui attraverso dipinti, disegni e fotografie viene raccontata la storia della lettura femminile dal Medioevo al XXI secolo. Una citazione-pretesto per riproporre un articolo di Paolo Giordano apparso sul Corriere della Sera su Joyce Carol Oates.

Arriva in Italia l’autrice più volte candidata al Nobel. La sua prosa parte da una sola molecola e si infiltra ovunque

L’ossessione di Joyce Carol Oates (per la madre e per la scrittura) Continua a leggere