She is a prostitute, then “his own” property: Italian sheets and newspapers drifting

 by Roberta Valtorta*

Valtorta 1

The author of the post has analyzed the use of words in the prostitutes’ murder chronicles.

«Maybe due to the heat or to a sudden hormone derangement, but the blameless and good guy achieved the Guinness World Records in a few hours. It would have been the particularly engaging and pleasant appearance of the young girl, the first to be approached, to provoke a real insanity act by that guy who defined the girl as “very cool with the miniskirt”». Il Giornale

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È una prostituta, dunque di “sua” proprietà: fogli e quotidiani italiani alla deriva

di Roberta Valtorta*

prostituta

L’autrice del post ha analizzato l’uso delle parole nelle cronache sull’omicidio di una prostituta

«Saranno stati il caldo oppure un’improvvisa tempesta ormonale, fatto sta che il ragazzino, incensurato e di buona famiglia, nel giro di poche ore è praticamente entrato a far parte del Guinness dei primati. A scatenare in lui quello che a tutti gli effetti è definibile come un raptus di follia sarebbero state le forme particolarmente gradevoli e accattivanti dell’adolescente, la prima ad essere stata adescata, che lui stesso ha definito «una fighissima, con la minigonna».

“Tenta di stuprare tre ragazze: «Erano belle…”, Il Giornale (1)

Questo è un esempio di ciò che è possibile trovare sui giornali che sfogliamo ogni giorno. Sempre più spesso, infatti, capita di leggere articoli che, nel descrivere un fatto di cronaca, altro non fanno che giustificare il carnefice colpevolizzando la vittima. L’immagine dell’uomo che ne traspare è così quella di un primitivo totalmente incapace di controllare i propri impulsi di fronte a una donna che, stando a quanto si legge, per il solo fatto di indossare una minigonna suscita reazioni “da stupro”. Ecco che allora la vittima del reato diventa, nella maggior parte dei casi, l’istigatrice e la responsabile della violenza. Partendo da queste osservazioni, il mio lavoro vuole analizzare il linguaggio utilizzato da alcuni quotidiani del nostro Paese, con lo scopo di rilevare il modo in cui viene presentata l’immagine della donna in relazione a un fatto di cronaca.

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Ospedale San Raffaele: delegate e lavoratrici rispondono a Don Verzé su Silvio Berlusconi

Risposta delle delegate sindacali di USB Unione Sindacale di Base e USI sanità alla lettera di Don Verzé pubblicata da “Il Giornale” il 25.01.2011

Come donne e lavoratrici dell’Ospedale San Raffaele di Milano siamo scandalizzate ed offese per il contenuto della lettera scritta dal presidente, don Luigi, difendendo incondizionatamente il presidente Berlusconi. Innanzitutto, per l’immagine di donna che ne emerge: sirena tentatrice, procuratrice di dolori, prostituta in cerca di assoluzione Continua a leggere

Feltri, l’offesa più grave a Concita De Gregorio «Se la mamma dei cretini abortisse…»

di Giovanni Maria Bellu
Se non si trattasse di Vittorio Feltri, che può anche fare di meglio, diremmo che è il livello più basso mai raggiunto dal giornalismo italiano. Ecco come si conclude l’odierno editoriale de Il Giornale: “Solamente un cretino poteva immaginare che in quattro mesi la nostra direzione fosse in grado di assorbire 22 milioni e rotti di disavanzo. A proposito, siccome si dice che la mamma dei cretini è sempre incinta, aggiungeremmo che sarebbe ora che prendesse la pillola (e in certi casi estremi è ammesso persino l’aborto)”. Continua a leggere

Giornalismo e maschilismo: Sallusti offende la direttrice de l’Unità

Non passa giorno che, seguendo i programmi televisivi, perfino quelli più accreditati e seri, non si assista ad una qualche umiliazione nei riguardi delle donne. L’altra sera, durante la trasmissione di aggiornamento giornalistico “In Onda”, la direttrice de l’Unità, Concita de Gregorio è stata insultata da Alessandro Sallusti, direttore de il Giornale.

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Teheran insulta Carla Bruni. Tutti zitti, nessuno s’indigna

I giornali iraniani danno della “prostituta” alla signora Sarkozy. La sua colpa: essersi schierata contro la lapidazione di Sakineh

di Fiamma Nirenstein

In altri tempi sarebbe stata una dichiarazione di guerra: non si è mai dato di prostituta alla moglie di un re, di un primo ministro o un presidente di un Paese straniero, e nemmeno all’anima gemella di un qualsiasi uomo di onore senza che, nella storia e nella letteratura, questo creasse reazioni di sdegno popolare, diplomatico, ritiro di ambasciatori, duelli, cazzotti… Continua a leggere

Mamme in radio, le dritte per cavarsela con il bebè

di Cecilia Lulli
Depressione post-partum? L’aiuto viene dalla rete. È l’idea di Elena Salomoni, una mamma milanese che, dopo averla vissuta in prima persona, ha pensato di creare una web radio per offrire consigli e il conforto di una voce amica, perché altre donne non dovessero affrontare la stessa esperienza. «In occasione della nascita di mio figlio mi sono capitate una serie di sfortune – racconta – così due settimane dopo il parto mi sono ritrovata sola, con i punti del cesareo dolenti, un inverno piovoso e mio figlio che non dormiva mai! Avevo bisogno di assistenza ma non potevo permettermela. Morale: dopo 1 mese e mezzo ero in piena crisi post-parto». Da qui il pensiero che sarebbe stato bello avere una radio dedicata Continua a leggere

Le parole che fanno la differenza

I lettori spesso non lo sanno, ma buona parte dei giornali italiani – di tutti i giornali – è costruita grazie ai lanci di agenzia. Questo vale ancor di più per free press, siti internet, radiogiornali. E l’agenzia più autorevole di tutte, almeno per le cronache italiane, è l’Ansa.

Ieri pomeriggio alle 18 ha battuto un lancio che lasciava basiti. Si intitola «Studente tenta stupro 3 donne, “Alla bellezza non resisto”» e riporta la cronaca di tre tentate a violenze sessuali, nell’imperiese. L’autore delle aggressioni è un minorenne. Il caso è grave, ma il lancio di agenzia è scritto come se fosse quello che in gergo si chiama un pezzo di costume. Che so: «Contro il caldo in città, bagni nelle fontane». Un passaggio, in particolare, è sconcertante: Continua a leggere

Molestie sessuali e discriminazione, cosa ci insegnano le donne che hanno osato dire “no” all’assessore

di Paola Ciccioli

Dieci anni esatti dopo le dimissioni da assessore comunale a Milano per uno scandalo sessuale, il giornalista Mediaset Paolo Massari è stato arrestato per stupro nei confronti di una ex compagna di studi al liceo Parini che gli aveva chiesto aiuto perché in difficoltà a causa della crisi sanitaria da Corona Virus.

Nel post sono pubblicati gli articoli del Corriere della sera sulle lettere che due donne scrissero contro Paolo Massari, che nel 2010 era assessore all’Ambiente della giunta di centrodestra guidata da Letizia Moratti, e il mio commento di allora.

Paolo Massari, 54 anni, giornalista, ex assessore comunale a Milano, in seguito all’arresto per stupro avvenuto nella notte tra sabato 13 e domenica 14 giugno 2020 è stato sospeso da Mediaset

Con due lettere due donne hanno costretto alle dimissioni l’assessore all’Ambiente del Comune di Milano Paolo Massari. La dirigente del Consolato norvegese e la dipendente con contratto a termine dello stesso Comune hanno dichiarato di aver subito molestie sessuali ma, al momento, non risulta abbiano presentato denuncia all’autorità giudiziaria. Questo aspetto viene sottolineato (in alcuni casi con bieca e scontata malevolenza) in alcune delle cronache che hanno raccontato lo scandalo di Palazzo Marino. Vi proponiamo due articoli del Corriere della sera che danno conto dei commenti in proposito di giuriste e psicologhe. Continua a leggere

Andrea Tornielli: «Chiesa, più potere alle donne contro i pedofili»

Eva Brunne, 55 anni (la seconda da destra nella foto) vescovo della Chiesa Luterana di Stoccolma

Riprendiamo un articolo pubblicato da il Giornale, giovedì scorso 11 marzo 2010, che a sua volta riprende un intervento di Lucetta Scaraffia sull’Osservatore Romano che introduce degli interessanti spunti di riflessione, passati forse sotto silenzio…

“Chiesa, più potere alle donne contro i pedofili”

di Andrea Tornielli
La tesi della Scaraffia proposta sulla prima pagina de L’Osservatore Romano: “Una maggiore presenza femminile avrebbe fatto scoprire prima le violenze dei religiosi ai minori”

La firma è quella dell’editorialista Lucetta Scaraffia, la collocazione in grande evidenza sulla prima pagina del quotidiano della Santa Sede non può certo essere casuale: L’Osservatore Romano chiede a gran voce più potere per le donne nella Chiesa mettendo in relazione questa richiesta proprio con le polemiche per i casi di pedofilia del clero che dopo gli Stati Uniti e l’Irlanda ora travolgono la Germania. Continua a leggere