Città al voto. “Una campagna devastante”

Il confronto sui programmi è andato a farsi benedire. Al suo posto gli insulti e un esercito di “fantasmi”: imam, drogati, gay e zingari

Come ha scritto Matteo Bordone nel suo blog, in questa campagna elettorale a Milano “si parla di zingari, negri, zecche: mancano solo gli ebrei.” Il confronto politico, quello sui programmi e sui problemi della gente, è andato a farsi benedire. Al suo posto sono spuntati una serie di fantasmi, di figure aliene: dal drogato al terrorista, dal gay all’imam. Come mai? Lo abbiamo chiesto a Chiara Volpato, ordinario di Psicologia sociale all’Università di Milano-Bicocca Continua a leggere