«Io sono il culo»

di Paola Ciccioli

Prima di tutto si chiama Karima, Karima el Mahroug. Ho letto in un articolo pubblicato dall’Unità il 28 ottobre, lo trovate postato sul blog di Donne della realtà, che il suo nome in arabo significa “onorata”. È scappata da Letojanni, dalla Sicilia in cui il padre, la madre e i tre fratelli minori hanno cercato un vita più dignitosa di quella che avrebbero potuto averein Marocco. Poi è scappata anche dalle varie comunità a cui era stata affidata. «Io mi sono sempre sentita donna. Donna e basta, né bambina né ragazza. E ho sempre badato a me stessa». È questa è la descrizione che Karima ha dato di sé il primo novembre 2010, giorno del diciottesimo compleanno, quando ormai agli occhi del mondo era già Ruby, Ruby Rubacuori, l’identità fittizia che si è costruita con la lap dance e la prostituzione. Fino a diventare una parte anatomica, soltanto una parte del proprio corpo, quella più gradita all’uomo immensamente ricco e potente che, secondo l’inchiesta della procura della Repubblica di Milano, aveva rapporti sessuali con lei. Quando lei, Karima el Mahroug, “onorata”, era minorenne.

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Ossessione Rosy

Dopo aver subito attacchi di ogni sorta dall’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Rosy Bindi deve ora difendersi dalla violenza verbale del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Rosy Bindi è presidente della Commissione parlamentare antimafia dal 22 ottobre 2013

di Natalia Aspesi
L’altra sera a “L’infedele“, Gad Lerner indagava sul perché il premier ce l’abbia tanto con l’aspetto di Rosy Bindi, e insieme non ne sono venuti a capo. Ma la risposta è semplice: perché pur essendo lei molto intelligente (soprattutto per un politico), informata come nessuno, di pronta risposta, placida e sorridente, praticamente imbattibile, (l’altra sera a “Otto e mezzo” ha steso secco il pur zelante Rossella), non è brutta! 59 anni, quindi di 15 anni più giovane del suo detrattore, assomiglia a milioni di sue coetanee che hanno altro da pensare che tirarsi, tingersi, imbalconirsi, far diete, portare tacchi e scosciarsi. Continua a leggere

Qualche domanda su Miss Italia

Lorenzo Davani, che si definisce un nostro “assiduo lettore” ci segnala “questo breve ma stimolante contributo di Aldo Grasso su Miss Italia 2010, una specie di baracconata che è arrivata quest’anno a toccare il suo fondo più fondo che si può…” Continua a leggere

Se anche la scrittrice è trattata da velina

di Gad Lerner

Ero seduto anch’io sul palcoscenico della Fenice di Venezia, sabato sera, quando d’improvviso abbiamo visto illuminarsi la faccia di Bruno Vespa: “Assegniamo ora il Premio Campiello opera prima a Silvia Avallone, autrice del romanzo ‘Acciaio’, e prego la regia di inquadrare il suo strepitoso décolleté”. Non pago, quando s’è ritrovato al fianco la giovane scrittrice vestita di chiffon, Vespa ha indugiato sul tatuaggio che ne orna una spalla, gliel’ha cinta e – rivolto alla platea degli industriali veneti promotori del Campiello – ha soggiunto: “La sto toccando e vi assicuro che nonostante il grande successo già conseguito, vibra ancora d’emozione”. Continua a leggere

La velina islamica

di Gad Lerner

Ci mancava la velina islamica, dopo la donna tangente. Degna commistione fra due paesi mediterranei diversamente retrogradi, ma entrambi contraddistinti dall´abitudine a trattare la femminilità come ornamento del potere. Continua a leggere

Non solo veline nel paese che offende le donne

di Gad Lerner da Repubblica del 19 maggio 2010

Nei giorni scorsi è stato promosso il lancio di un nuovo canale televisivo Mediaset attraverso un annuncio sensazionale: su La5 finalmente le Veline, ultraventennale muto ornamento dell’umorismo nazionalpopolare, saranno parlanti. Nientepopodimeno! Siamo o non siamo il paese delle “ragazze immagine”, mute per definizione? È naturale che la rottura del codice – sia pure nella nicchia del digitale – faccia scalpore. Dubito che l’apprendere di un tale progresso della cultura italica sarebbe bastato a distogliere la filosofa Michela Marzano dall’intenzione di denunciare, con un pamphlet costellato di punti esclamativi, l’anacronismo che contraddistingue la condizione femminile nel suo paese d’origine, noto ormai come l’ultima roccaforte occidentale della misoginia. Sii bella e stai zitta (Mondadori) è solo l’ ultimo di una serie di bei libri pubblicati di recente da donne esterrefatte (Lorella Zanardo, Conchita Sannino, Caterina Soffici, Anais Ginori, Sandra Puccini). Continua a leggere

Andiamo tutte a L’Infedele per il compleanno de “Il Corpo delle Donne”

L’infedele, su La7, giusto un anno fa ha fatto uscire dalla Rete, portandolo in televisione, il documentario di Lorella Zanardo Il corpo delle donne. Lunedì 24 maggio il programma di Gad Lerner chiude la sua stagione con una puntata-bilancio su tutto ciò che è accaduto in Italia alle donne e alla loro rappresentazione mediatica in questi 12 mesi. Pubblichiamo di seguito l’invito della redazione de L’Infedele rivolto a tutte, spettatrici, gruppi e associazioni che vogliano far parte del pubblico della trasmissione. Noi contiamo di esserci. Continua a leggere