Cade la corona (quando ti fai un giretto in certi ospedali)

di Elisabetta Baccarin

betta coi papaveri

Elisabetta, un fiore

ebbene sì, ne prendo atto. sono decisamente una donna di mezzetà.
inutile che io tiri le somme. non ho mira.
però qualcuno in passato sosteneva che, sebbene avessi il 3 fisso in matematica e me la cavassi di gran lunga meglio con le parole,
avessi una sorta di pensiero scientifico.
probabilmente solo per il fatto che mi ritrovo a scomporre tutto ai minimi termini o a trovare il comun denominatore delle cose in generale e nelle mie in particolare, felicità e infelicità comprese.
dell’insieme felicità e infelicità, classifico quelle reiterate e quelle una tantum, scarto le infelicità infinitesime o elevo le piccole felicità a potenza per renderle infinite.
vale lo stesso per le paure, per le ansie non apro nemmeno l’argomento.
anzi sì. la classificazione è per quelle del momento, per quelle che durano e non se ne vanno e che vivono nutrendosi della statistica che da sempre me le incute dicendomi che devo morire, o che divento cieca o che mi amputano le gambe. io chiedo solo che non mi si fottano gli occhi e la testa perché giuro che me ne torno da di là dove finisco e me li riprendo a suon di calcinculo. ehm. scusate, mi è caduta la corona.  Continua a leggere