La politica e il silenzio delle donne

La crisi economica e quella istituzionale: le onorevoli spariscono. Altro che quote rosa

di Marina Terragni

Può essere che neanche ci fai caso. Hai tanto da fare e disfare, sei talmente presa dalla vita, che la cosa può anche lasciarti indifferente. Nel mondo-duplex della rappresentazione pubblica tu proprio non esisti. Ci sono le Gheddafi girls: 80 euro e ti sventolo il libretto verde, qualcosina in più e mi islamizzo del tutto. C’è il “vespaio” sul décolleté delle scrittrici e la corona turrita di Miss Italia. Ma di te, la metà abbondante del Paese reale, dal biberon alla womenomics, ben poche tracce. Continua a leggere

«La parità non può iniziare dalla pensione»

Kostoris: sgravi fiscali per le assunzioni. Profeta: più spazio nei consigli di amministrazione

di Rita Querzé

MILANO – «E va bene, è l’ Europa che ce lo chiede. Ma non ci si poteva pensare prima? Non si poteva cominciare a investire vent’ anni fa su una reale parità uomo-donna? Invece le italiane si trovano ad avere solo gli svantaggi della parità, mentre nella carriera come nella partecipazione al lavoro siamo per molti versi all’ anno zero. L’ unica speranza è che l’ equiparazione donne-uomini sul piano previdenziale spinga a intervenire seriamente per correggere quella che chiamerei una cittadinanza imperfetta». Continua a leggere

Un manifesto contro il gallismo

di Cinzia Sasso. La Repubblica — 8 giugno 2010

Tutto comincia con un vorticoso giro di telefonate. Donne che chiamano, donne che rispondono. Il povero Massari, l’assessore con l’occhialino dorato e quell’idea balzana di essere un tombeur, finisce sullo sfondo. Non ce n’è una, mentre parla con le altre, che si chieda quello che invece, ancora, si chiedono gli uomini: ma cos’ha fatto con la funzionaria del consolato norvegese e con la stagista in attesa di rinnovo del contratto? E non se lo chiedono perché non ha importanza: mica – e per fortuna – siamo di fronte ai giudici di un tribunale, siamo qui a discutere come cittadini. Anzi, e fa la differenza, come cittadine. Continua a leggere

Anche Emma Bonino costretta a guardare la Tv (per contrattaccare)

L’esponente Radicale, donna simbolo della conquista dei diritti civili in Italia, oggi vice presidente del Senato, ha scritto questa lettera-appello al Corriere della sera.

Osservatorio su uomini e donne in tv

di Emma Bonino

Caro Direttore, le donne italiane non partecipano abbastanza alla vita economica del lavoro, dovrebbero lavorare di più e fare più carriera. Così ci dicono l’8 marzo gli economisti, la classe politica, l’Europa, i giornali. Ne sono convinta io, probabilmente lei, ne sono convinti tutti, proprio tutti. Viene allora da chiedersi come mai tutte le reti televisive Continua a leggere