«Macerata, 1991. Cara amica lontana, siamo dominati dai corrotti ma i giornalisti scelgono carriera veloce e tranquillità»

Paola con l’amica Gigliola e la sua figlioletta nel Nord-Est del Brasile nel 1990

Paola con l’amica Gigliola e la sua figlioletta nel Nord-Est del Brasile nel 1990

di Paola Ciccioli*

Macerata, 20 novembre 1991

Cara Gigliola,

forse ti arrabbierai vedendo una mia lettera scritta a macchina. Ma, forse, il mezzo non conta. E l’ultimo disco di Paolo Conte si intitola proprio “Parole d’amore scritte a macchina”. Mi è più facile, soprattutto in questo pomeriggio di riposo e di pioggia. Oggi che posso rimanere tappata in casa, in pigiama alle cinque del pomeriggio, ad assaporare il piacere di sedere alla mia scrivania, di battere sui tasti di questa Olivetti “Lettera 35” che ha accompagnato Sandro e me nell’ormai sputtanatissimo esame di idoneità professionale Continua a leggere

Lettera a Bruno Manfellotto (direttore dell’Espresso)

Gentile Dott. Manfellotto,
in risposta alle critiche che alcune donne le fecero su “L’Altra Copertina” del novembre scorso, che mostrava un servizio sull’influenza illustrato da una donna mezza nuda in posizione sexy, lei scrisse:
“Da che mondo è mondo nell’arte, nel cinema, nel teatro, nella poesia l’immagine della donna è sempre segno di serenità e vitalità. Non c’è nulla di cui scandalizzarsi, l’importante è muoversi sempre nell’ambito dell’eleganza, del buon gusto e del rispetto per il mondo femminile. E così mi sembra che sia stato.”
“Sono direttore dell’Espresso da poco un anno e mezzo e sono sempre stato molto attento a non strumentalizzare l’immagine femminile: provi a ripercorrere le 75 mie copertine e altrettante “Altra copertina” dell’Espresso e ne avrà la conferma: non si arriva alle dita di una mano.”

Le chiediamo oggi:
1) anche il sedere in bella mostra dell’Altra Copertina di venerdì 17 febbraio, pezzo di donna senza volto e identità che introduce un articolo sui test medici, è segno di serenità e vitalità? Continua a leggere