«Anche Sant’Antonio aumenta gli oboli per le grazie. E vuole essere pagato sull’unghia»

di Mariagrazia Sinibaldi

Mariagrazia compleanno

Bella, colorata, elegante: Mariagrazia Sinibaldi fotografata dal figlio Francesco Cianciotta la sera del 20 settembre scorso. La sedicente “signora Vecchiottina” sta aspettando gli ospiti per la festa del suo ottantesimo compleanno.

La signora Vecchiottina si avviò verso la cucina per prepararsi una straccio di cena. Diversamente dal solito aveva le spalle curve e uno strano senso di inutilità. Veramente era da qualche giorno che si sentiva così. Sulla porta della cucina si fermò improvvisamente, colpita da una domanda: ma dove erano finiti il suo ottimismo e la sua ben nota combattività?

Cosa aveva determinato questo stato di prostrazione?
Dimenticandosi completamente della cena, la nostra signora tornò indietro, si sedette sul divano e cercò di riprendere il filo di se stessa e cartesianamente cominciò a mettere in ordine, uno dopo l’altro, i fattacci che l’avevano colpita da quindici giorni a questa parte.

Tutto era cominciato la sera in cui era andata dal suo dottore per farsi fare una ricetta e anche per fare due chiacchiere con lui; perché il suo medico era una persona gentilissima e sempre pronta a fornirle la possibilità di una buona risata.

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“Non è più tempo di tramonti infuocati”. Poesia in lutto

di Miriana Ronchetti*

Una mattina dello scorso maggio, molto presto, guardando le nuvole a forme d’arte nel cielo, pensai di essere una persona così fortunata, perché ho avuto il dono della fantasia, della scrittura, questo grande amore per il teatro. Quante persone sono animate dalla passione verso varie forme artistiche. Quasi saltellando scesi nel vecchio cortile con la mia cagnolina Wally… felice! Strano: il postino era già arrivato. Quasi svolazzando aprii la letterina che mi avrebbe ispirato la poesia che ho scritto: la letterina era una cartella equitalia di € 42.000… sulla mia compagnia teatrale, che ha un reddito di quasi 14.000 € all’anno… ma le tasse vanno pagate!! Quindi per 7 anni dovrò scontare la pena di lavorare (sempre che riesca a trovarlo, il lavoro, nel teatro) per pagare circa 600 € al mese su entrate che mi servono solo a produrre spettacoli che ispirino poesia, arte e che possano alimentare anche altri animi Continua a leggere