E finalmente capiamo quel che cantiamo

Testo e traduzione di Luca Bartolommei

Giustizia e pace. Insieme. Ma potrebbero non bastare se non cambierà l’atteggiamento di ognuno di noi nei confronti degli altri, dei nostri vari prossimi. Questo il messaggio che ci arriva dalla canzone di oggi. Justice and peace. Together. That might not be enough if our personal approach with others won’t change, if our attitude towards any of our neighbours won’t change. This is the message we get from today’s song. Foto da http://www.radiofujiko.it

E torniamo a parlare dei bei tempi andati, in milanese definiti i temp indree o meno elegantemente l’epoca del Carlo Codega anche se in fondo di anni non ne sono poi passati così tanti…

Chi mi legge e mi conosce sa bene quanto io abbia amato e ami tuttora la musica non italiana, le canzoni che arrivavano da Oltremanica se non da Oltreoceano, insomma le canzoni cantate in lingua inglese. La musica è qualcosa di immediato, emozionale, ascolti e sai subito se ti piace o meno quel genere, quel gruppo o quella cantante. Il problema che mi ponevo da ragazzino era quello di capire che cosa dicessero i testi, quindi spendevo molto del mio tempo a tradurre quelli degli LP che a tremilacinquecento lire cad. (ma in Magenta da Bigi e Buscemi costavano duemilaseicento, e vi assicuro che non era un risparmio da poco) stavano cominciando a formare la mia discoteca personale. Continua a leggere

L’empatia di Wisława Szymborska e la vita psichica dei cani

di Wisława Szymborska*

Alla Szołayski House di Cracovia resterà aperta fino al 30 dicembre 2020 la mostra Szymborska’s Drawer (La scrivania di Szymborska) che presenta pezzi di arredamento della poeta Premio Nobel e alcuni dei suoi mitici collageche nel 2016 furono esposti a Bologna. 

Collage © Fondazione Wislawa Szymborska

Uno dei collage di Wisława Szymborska: fa parte della mostra ” La fiera dei miracoli”, allestita da Sebastian Kudas nella sala Ercole del Palazzo d’Accursio di Bologna. Da oggi fino al 31 maggio (Collage courtesy Fondazione W. Szymborska http://www.istitutopolacco.it)

In questo libro sulle malattie canine troviamo una trattazione completa di quasi tutti i disturbi umani, dall’anemia all’itterizia. I cani soffrono e muoiono proprio come gli uomini. Si sforzano di tenerci compagnia persino in questo ambito. Naturalmente soffrono in maniera molto più discreta: non ci raccontano ogni dettaglio dei loro malanni, non sono vittima di insopportabili attacchi di ipocondria, e nemmeno si accorciano la vita fumando sigarette o bevendo vodka. Ciò non significa che da un punto di vista statistico la loro salute sia migliore di quella umana, dal momento che, oltre alle malattie comuni all’uomo, i cani sono afflitti anche da morbi specificamente canini. Non per nulla il libro ha più di quattrocento pagine e dà l’impressione di essere un’opera fondamentale al riguardo. Tuttavia non lo è. L’autore ha tralasciato le più frequenti affezioni tra i cani, vale a dire psicosi e nevrosi d’ogni sorta. Un tempo la scienza veterinaria non stava a perdersi dietro a cose del genere, adesso invece la vita psichica degli animali domestici è divenuta oggetto di specifiche ricerche. Peccato che a questo proposito nel libro non troviamo nulla. Verremmo senz’altro a sapere che, al nostro fianco, i vari Fido e Rex non se la passano benissimo. Per tutta una vita tentano di capirci, di adattarsi alle norme di comportamento che imponiamo loro, di cogliere nelle nostre parole e nei nostri gesti ciò che li riguarda. Si tratta di uno sforzo immenso, di una tensione continua.

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Da un anno mia sorella è… «quella nelle foto»

L’Aquila: questa è una delle immagini simbolo del terremoto che il 6 aprile 2009 alle 3:32 fece 309 vittime, 1500 feriti, danni per oltre 10 miliardi e più di 60 mila sfollati (fonte http://www.ansa.it/)

di Ilaria Carosi

Il 6 aprile 2009 mia sorella è diventata quella sulle fotografie. Quella che ci sorride senza poter rispondere. Quella a cui si possono regalare solo fiori perché i cioccolatini non li mangia più. Continua a leggere