La dolcezza di Eliana, una eccezione in questi tempi tormentati

di Mariagrazia Sinibaldi

cologno

Sabato 3 dicembre 2016, presentazione di “È come vivere ancora” nella Biblioteca civica di Cologno Monzese. Da sinistra: Marilena Cortesini, direttrice della Biblioteca, Eddo Ferrarini, volontario del progetto “Nessuno escluso”, Mariagrazia Sinibaldi, nostra blogger e autrice del libro, Paola Ciccioli, presidente dell’Associazione Donne della realtà (lo scatto è di Francesco Cianciotta)

Mia cara Eliana,

quando lei nasceva e si agitava piccola piccola nella culla, io mi iscrivevo all’università, avevo e avevo avuto i miei giovani corteggiatori, e mi preparavo ad entrare nel mondo dei “grandi”. Diciotto anni sono tanti e io dall’alto dei miei (quasi) 83 mi permetto di darle del tu e desidero che anche tu lo faccia. Considerami, ti prego, non come una mamma (le mamme non si toccano) ma come una (ormai) vecchia zia.

Continua a leggere

«Got the book, e con autografo!»

di Giorgia Zucconi*

giorgina

Una donna, un uomo, uno sguardo d’amore. La foto è quella del profilo Facebook di Giorgia Zucconi e questo commento risale a giugno quando Giorgia e Mariagrazia si sono date appuntamento alla stazione Termini di Roma dove l’autrice di “È come vivere ancora. La vera signora del blog” ha consegnato all’amica una copia autografata del libro pubblicato dall’Associazione Donne della realtà (per informazioni e ordinazioni scrivete a donnedellarealta@gmail.com)

Got the book, e con autografo!

Spiritoso, autoironico, saggio, ben scritto. Alcune pagine le avevo già lette su Donne della Realtà ma mi sono divertita lo stesso. E come ho trovato bene Mariagrazia! Sprizza energia da tutti pori!

Un abbraccio.

Giorgia

Continua a leggere

«Cara signora Vecchiottina, non riuscirò mai a eguagliare la sua cocciutaggine»

di Eliana Ribes*

eliana-ribes-e-silvano

Eliana Ribes e il marito Silvano Fazi nella Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata dove, il 6 dicembre scorso, hanno presentato il loro libro in dialetto “Per quanti fjuri caccia ‘m prate”. Basato sulle lettere che il nonno di Eliana inviava alla giovane moglie dal fronte della prima guerra mondiale, il libro verrà presentato domenica 18 dicembre alle ore 17 anche nel Teatro comunale di Urbisaglia (Mc).

Cara signora Mariagrazia,

con quanta grazia e leggerezza è passata per il mondo, ma anche con quanta forza e determinazione! L’amore per la vita, l’entusiasmo di fronte alle cose belle, la tenerezza dei sentimenti traspare da tutti i suoi ricordi e dalla realtà presente.

Con tutta sincerità le dico che ho provato un po’ di invidia per tutto l’affetto e le attenzioni che le sono state riservate nell’infanzia, per tutte le cose belle di cui ha goduto durante l’adolescenza e la gioventù, ancor di più per la complicità che riceveva da tutte le donne di casa, addirittura dalla mamma, così aperta e intelligente da capire che i sensi di colpa generano solo insicurezza e frustrazione.

In queste fasi la nostra vita è stata nettamente diversa perché nei paesini delle Marche la vita era tanto più modesta, i genitori più disattenti perché dovevano “tirare a campare” per tutte le lunghe ore della giornata, la mentalità più ristretta, soprattutto nei confronti delle figlie femmine, sempre con l’attenzione rivolta a quello che la gente poteva dire o pensare.

Io ho diciotto anni meno di lei ma ricordo le passeggiate in macchina dei fidanzati con la madre seduta sul sedile posteriore; addirittura al camposanto mi è capitato di vedere i fidanzati avanti con la madre che camminava alcuni passi indietro. Io e il mio ragazzo, per fortuna, avevamo solo la Vespa, e nessun altro poteva salirci, tutto il percorso si svolgeva “allo scoperto”!

Continua a leggere

«Quanto abbiamo dovuto combattere, noi, nella nostra infanzia»

di Eliana Ribes*

pagliaio

Scolaresca delle Elementari con pagliaio, anzi due. Eliana Ribes, in prima fila seconda da destra, in una foto che descrive benissimo il contesto in cui è nata e cresciuta a Urbisaglia, nelle Marche (dal suo diario Facebook)

Cara Paola, volevo “ripassare” il libro di Mariagrazia Sinibaldi prima di esprimere la mia modesta opinione, volevo fare le cose per benino, ma ancora non ci sono riuscita ed allora ti dico semplicemente questo: è un libro vero, piacevole, scritto bene, in cui ti immedesimi a tal punto che rischi di fare gli stessi errori della protagonista.

Continua a leggere

«Che voglia di aprire anch’io gli scatoloni dei ricordi»

di Donatella Cividini*

donatella-cividini

Donatella Cividini durante un viaggio a Budapest (novembre 2016)

Ciao Mariagrazia! Non ho resistito: appena ho ricevuto il tuo libro ho iniziato subito a leggerlo. È stato un bellissimo regalo. Ho approfittato di ogni momento libero nella mia incasinata quotidianità, scordandomi pure di scendere alla fermata giusta del bus che avevo preso per recarmi al lavoro (stavo leggendo il racconto della mortadella coi pistacchi). È un libro frizzante, spiritoso ed a tratti molto emozionante ma soprattutto è un libro VERO: la generosità con la quale ci regali i tuoi ricordi mi ha davvero emozionata e mi ha fatto venire una voglia matta di aprire le mie scatole (in realtà sono “scatoloni”) dei ricordi.

Continua a leggere

«Brava Nanà, lo scrivere è la tua forza!»

di Laura Sinibaldi Lupieri*

mariagrazia-sorella

Laura Sinibaldi Lupieri. Di lei, la sorella Mariagrazia sul nostro blog ha scritto: «Lauretta ha preso una signora laurea in microbiologia, ha insegnato all’università, alla facoltà di medicina, e ha fatto ricerche importanti» (la foto è stata scaricata da Whatsapp)

Che dire? Nanà, come la chiamano i miei figli, ha saputo ritrovare, spolverare nella sua mente, nel suo cuore, nei suoi sentimenti, quella che è stata la nostra infanzia, la nostra giovinezza.

Ha saputo ritrovare tutti quegli insegnamenti e sentimenti dati dai nostri genitori e dalla nostra famiglia e che per un certo periodo di tempo sono rimasti lì, forse un po’ polverosi, ma sempre presenti, tanto che l’hanno fatta nonna, moglie, madre, figlia e sorella eccezionale.

Continua a leggere

«Il libro di Mariagrazia? È terapeutico»

di Roberta Valtorta

«E come sempre mi assalgono i ricordi, strana cosa i ricordi; belli o brutti che siano, hanno una loro strana forza, una loro terribile volontà, vivono di vita propria e se, avvicinandosi, mi afferrano in qualche modo, diventano i miei padroni. Sono loro che mi trascinano via. Io non posso che seguirli.»

(È come vivere ancora – La vera signora del blog, Mariagrazia Sinibaldi)

porto-recanati

Porto Recanati, 22 luglio 2016, presentazione di “È come vivere ancora”, il libro di Mariagrazia Sinibaldi, prima da sinistra nello scatto della nipote Elisabetta Volpini. Accanto a lei, sul divano del Circolo della vela, le giornaliste Paola Ciccioli e Maria Luisa Scassellati Sforzolini

Se dovessi descrivere “È come vivere ancora – La vera signora del blog” di Mariagrazia Sinibaldi in una sola parola, userei sicuramente un aggettivo: TERAPEUTICO. Sfido chiunque abbia già letto questo libro (e chi lo leggerà) a non essere travolto dall’irrefrenabile voglia di riavvicinarsi ai propri ricordi, alla propria scatola delle foto, ai profumi e ai suoni del proprio passato. Per me la tentazione è stata fortissima e, nostalgica come sono, ci ho messo davvero poco a lasciarmi trascinare.

Ho pensato a quell’odore che la terra tira fuori dopo le prime gocce di pioggia, ho pensato all’odore di erba bagnata e a quanto sia forte ancora oggi il collegamento immediato di quel profumo con Casasco d’Intelvi, piccolissimo comune comasco nel quale ho trascorso quasi tutte le estati della mia infanzia. Ho pensato a due persone speciali che ora non ci sono più, persone che mi sono state vicinissime e che ho sempre considerato sangue del mio sangue, anche se di sangue non ne abbiamo mai avuto in comune nemmeno una goccia. In un cassetto della memoria ho ritrovato il suono delle loro voci e il profumo della loro casa.

Continua a leggere

“È come vivere ancora. La vera signora del blog”

di Paola Ciccioli

mariagrazia

Mariagrazia Sinibaldi in un ritratto del figlio Francesco Cianciotta. Con lei l’inseparabile computer e, ora, anche il suo libro che raccoglie una selezione ragionata dei post pubblicati su questo blog

«Siamo due viaggiatrici o no?», mia domanda. «Ok» di risposta con tre coccinelle beneauguranti a colorare il messaggio. Dunque, partiamo (a dio piacendo). Per dove? Per la prima presentazione ufficiale di “È come vivere ancora”, il primo libro di Mariagrazia Sinibaldi, che è anche la prima creatura dell’Associazione Donne della realtà (che non ha neppure compiuto il suo primo anno di vita). Porterà bene questa serie di “primo”, “prima”? Ce lo auguriamo, ovviamente. Ma credo che le tre coccinelle abbiano già fatto un discreto lavoro.

Continua a leggere

Kader e Fatima: i nostri “schiavi d’amore”. Dal Marocco a Osimo (e ritorno)

di Mariagrazia Sinibaldi

Kader e Fatimà

Kader e Fatima

Abdelkader ben Abdallah: sembra il nome di un principe del deserto, pensammo noi quando arrivammo in Marocco. Il “ben” vuol dire “figlio di” e quindi nulla di strano.

E la moglie, Fatima, ma lei contava poco, nemmeno il “ben”. Era una donna, due passi dietro all’uomo, chiunque egli fosse.

Questi erano i nomi per esteso di quelli che oggi si chiamano “collaboratori domestici”, che lì si chiamavano “servi” e che noi, con infinito affetto, avevamo soprannominato “schiavi d’amore”; perché amore era quello che alla fine ci legava a loro e loro a noi.

Lui aveva una espressione sempre, seria («truce», diceva mio marito). Perché era un uomo e doveva dimostrare di essere “uomo serio”; parlava e scriveva arabo e francese. Oh dio, diciamoci la verità, il suo francese era veramente raffazzonato, ma noi ci capivamo lo stesso. Il guaio fu che alla fine il mio francese, così fluente e letterario all’inizio, era diventato… come dire? Tout à fait Kaderien. Continua a leggere