«Eccola, la mia Trieste»

di Lelio Luttazzi*

Lo “Studio Luttazzi” raccoglie documenti del percorso artistico del musicista, attore, regista, scrittore triestino. Nato da una donazione della moglie Rossana, lo Studio, terminati i lavori di ampliamento, è di nuovo aperto al pubblico. Il disegno del manifesto è di Walter Molino (http://www.bsts.librari.beniculturali.it/QR/index.html)

Oggi, 11 agosto (ore 21,25), su Rai1 va in onda lo speciale sul Premio Luttazzi per giovani musicisti, registrato al Blue Note di Milano: noi c’eravamo.

Ma Trieste sono io, con le mie nevrosi, con i miei livori senili, con le mie idiosincrasie, col mio usare l’italiano come lingua scolastica, non madre.
E dire che per metà sarei laziale, perché mio padre approdò a Trieste con le truppe “irredentrici” del 1918.
E il cognome Luttazzi (in passato Lutazi) (Cfr. Lutazio Catulo – Battaglia delle Egadi – Guerre Puniche) è così latino che di più non si potrebbe.

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