La Resistenza raccontata da una ragazza di oggi

di Concita De Gregorio 

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4 giugno 1944, gli alleati a Roma. Nuove immagini per la recensione di Concita De Gregorio al libro d’esordio di Paola Soriga “Dove finisce Roma” (foto da http://anpi-lissone.over-blog.com/)

È una bambina, da una grotta, a raccontarci cos’è che ci manca. Cos’è che non abbiamo più e non sappiamo ritrovare qui e ora, in questi giorni sfusi pieni solo di rabbia e di impazienza, di calcoli brevi e di sfinimenti vani. È il personaggio di un romanzo  –  che come accade è la finzione la più precisa a raccontare la realtà – a dirci piano all’orecchio da dove ripartire.

A dirci dove ritrovare le parole e le emozioni, le ragioni collettive che tengono dentro le storie di tutti, e un cammino da fare insieme, con fatica e con dolore ma insieme, verso un posto che sia un più bel posto per tutti giacché tutti l’hanno patito e guadagnato insieme. Un orizzonte comune, la storia grande che partorisce nel sangue e nel sollievo le vicende di ciascuno. È Ida Maria, una ragazzina sarda sbarcata in continente giusto in tempo per scoprire cosa sia l’amore mentre arriva la guerra, una piccola staffetta partigiana che si nasconde per giorni sottoterra, nelle cave di Roma ad aspettare che finiscano gli spari. E che nei giorni, dalla grotta, per domare la paura ricorda e racconta: la vita sua, quella delle persone intorno, la storia grande e quella piccola, la forza delle cose, l’immensa energia che scaturisce da ogni lutto se solo c’è un posto dove andare, dopo, un luogo dove correre che sia così bello da giustificare la corsa.

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Concita!

Concita De Gregorio: “Il Pd ha perso di proposito le elezioni regionali del Lazio”

L’ex direttore de l’Unità, ospite all’assemblea nazionale di Tilt a Pisa, ha raccontato i particolari della strategia del Partito democratico. Che volutamente non ha appoggiato il referendum , il NO B. Day, le manifestazioni studentesche e, soprattutto, la candidatura di Emma Bonino a presidente del Lazio. E i Radicali vanno all’attacco Continua a leggere

Parroco legge ai fedeli l’Unità per spiegare il bunga bunga

In attesa che il caso Ruby rivoluzioni il panorama politico, una conseguenza dei festini di Arcore c’è già stata: è saltata la storica rivalità tra Don Camillo e Peppone. Così capita che per spiegare ai fedeli il degrado del bunga bunga, un parroco trevigiano usi l’Unità anziché i testi sacri. Don Giorgio Morlin ha infatti pensato di distribuire in chiesa le fotocopie di un editoriale della direttrice Concita De Gregorio – titolo “Le altre donne” – per aiutare i fedeli a chiarirsi le idee Continua a leggere

Respirare aria pulita

di Concita de Gregori

Ho respirato aria pulita, ho incontrato persone magnifiche nelle ultime quarantott’ore ed ho ascoltato parole bellissime: è talmente un sollievo, di questi tempi, che voglio condividerlo con voi.  Mi hanno invitata le donne, sia a Udine che a Milano. A Udine, anzi a Percoto – a casa loro – Giannola Nonino e la sue figlie. A Milano Iaia Caputo, scrittrice, che ha raccolto al volo la richiesta che sale dalla rete Continua a leggere

In fondo che male c’è

di Concita De Gregorio

La prima pagina di Libero del 30 aprile 2009, direttore Vittorio Feltri, è in vendita su E-Bay, categoria “classici”. 7 euro e 99, oggi in offerta con 2 euro di sconto. Tre foto di scena di Miriam Bartolini in arte Veronica Lario a seno nudo, in gioventù difatti la signora recitava a teatro. Titolo: “Veronica velina ingrata” Continua a leggere

Le altre donne

di Concita De Gregorio

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, Continua a leggere

La Berlinguer replica a Berlusconi: «Telekabul? Per noi è un onore»

Il direttore del Tg3: «Un telegiornale di lotta»
L’elenco dei maestri: Minoli, Curzi e Santoro

MILANO – «Berlusconi continua a paragonarci a Telekabul. Ma io rispondo: per me è un onore essere paragonati al tg diretto da Sandro Curzi». Con molta ironia, così risponde Bianca Berlinguer, direttore del Tg3, Continua a leggere

Il tempo di contarsi

di Concita de Gregorio

Ci sono dei vantaggi ad essere governati da «un uomo di buon cuore che aiuta chi ha bisogno». Certo, è un po’ limitante che si attivi solo per le donne («le amo») in specie se minori di età, in questo caso fino ad «adoperarsi per il loro affidamento». Faremo comunque di necessità virtù e – certo senza approfittarne – gli suggeriamo di volgere lo sguardo fuori dalla finestra e di esercitare la sua generosità anche all’esterno Continua a leggere

Statista bunga bunga

di Concita De Gregorio
Ce lo possiamo permettere? Chiediamoci questo. L’Italia, noi italiani viviamo in un paese così prospero, così egualitario, così giusto, così salubre e così efficiente, in un paese così ricco di tutte quelle ricchezze che fanno dignitosa la vita degli uomini da poterci permettere – in questa democrazia avanzata e matura, solida e coesa – la bizzarria di avere a capo del governo un uomo anziano ossessionato Continua a leggere

Feltri, l’offesa più grave a Concita De Gregorio «Se la mamma dei cretini abortisse…»

di Giovanni Maria Bellu
Se non si trattasse di Vittorio Feltri, che può anche fare di meglio, diremmo che è il livello più basso mai raggiunto dal giornalismo italiano. Ecco come si conclude l’odierno editoriale de Il Giornale: “Solamente un cretino poteva immaginare che in quattro mesi la nostra direzione fosse in grado di assorbire 22 milioni e rotti di disavanzo. A proposito, siccome si dice che la mamma dei cretini è sempre incinta, aggiungeremmo che sarebbe ora che prendesse la pillola (e in certi casi estremi è ammesso persino l’aborto)”. Continua a leggere

Giornalismo e maschilismo: Sallusti offende la direttrice de l’Unità

Non passa giorno che, seguendo i programmi televisivi, perfino quelli più accreditati e seri, non si assista ad una qualche umiliazione nei riguardi delle donne. L’altra sera, durante la trasmissione di aggiornamento giornalistico “In Onda”, la direttrice de l’Unità, Concita de Gregorio è stata insultata da Alessandro Sallusti, direttore de il Giornale.

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Concita De Gregorio: Molto più di un bavaglio

Quel che sta accadendo in Italia è qualcosa che riguarda il mondo intero. Si sta scrivendo una legge che impedisce il lavoro d’indagine, che favorisce le mafie, che imbavaglia la stampa. Confinarla ad una sacrosanta rivendicazione del diritto di cronaca ed accontentarsi di qualche modifica in favore di editori e giornalisti è un errore. Continua a leggere

L’esortazione di Concita

Non dimenticare è il nostro imperativo. E anche per questo riproponiamo l’articolo di Concita De Gregorio, direttrice dell’Unità, che quasi un anno fa faceva il punto sullo smarrimento delle donne italiane. Qualcosa è cambiato, nel frattempo. E Donne della realtà è qui a testimoniarlo.

«Ribelliamoci come in Iran e in Birmania»

di Concita De Gregorio da L’Unità 12 agosto 2009

Tutto avviene nel silenzio. C’è un’idea diffusa di impotenza, di rassegnazione. Alla politica si è sostituito il potere. La gestione delle cose, gli affari privati. Tutto è ormai una faccenda privata: di scambi, di soldi, di favori. Dove sono i cittadini, in questo paese? Dove sono le donne? In tutto il mondo le donne sono in piazza. Continua a leggere

Roberto Castelli a Concita De Gregorio: “Dimostri che non è una prostituta…”

Una giornalista donna che argomenta le proprie posizioni, un politico che in diretta tv si rivolge a lei con una frase del tipo: «E se le dessero della prostituta?». É successo martedì sera durante la trasmissione di Rai2 Ballarò. Vi proponiamo la registrazione dell’intervento della direttrice dell’Unità Concita De Gregorio, alle prese con le “argomentazioni” provocatorie del vice ministro Roberto Castelli.

Si tratta, a nostro parere, di un nuovo esempio della distorsione dell’immagine delle donne e della violenza verbale che viene troppo spesso esercitata su di loro sui media e persino nelle tv del servizio pubblico. Un episodio che va al di là della stessa De Gregorio, e che non perde il suo valore e il suo impatto negativi sul pubblico con le goffe scuse successive di Castelli.