Le donne oggi offese e umiliate

di Iole Murruni

C’è una ragazza che scrive un libro, partecipa al Campiello, vince il premio sezione giovani, e quando sale sul palco viene apprezzata più per il suo decolleté  che per la sua opera letteraria. Continua a leggere

Se anche la scrittrice è trattata da velina

di Gad Lerner

Ero seduto anch’io sul palcoscenico della Fenice di Venezia, sabato sera, quando d’improvviso abbiamo visto illuminarsi la faccia di Bruno Vespa: “Assegniamo ora il Premio Campiello opera prima a Silvia Avallone, autrice del romanzo ‘Acciaio’, e prego la regia di inquadrare il suo strepitoso décolleté”. Non pago, quando s’è ritrovato al fianco la giovane scrittrice vestita di chiffon, Vespa ha indugiato sul tatuaggio che ne orna una spalla, gliel’ha cinta e – rivolto alla platea degli industriali veneti promotori del Campiello – ha soggiunto: “La sto toccando e vi assicuro che nonostante il grande successo già conseguito, vibra ancora d’emozione”. Continua a leggere

Il silenzio degli uomini

Ci piacerebbe approfondire il ragionamento che abbiamo avviato sul silenzio degli uomini. Ci riferiamo innanzitutto al silenzio che ha paralizzato i destinatari della nostra lettera, i giornalisti e i parlamentari presenti a Porta a Porta la sera in cui il premier,Silvio Berlusconi, ha offeso Rosi Bindi. Annichiliti durante la trasmissione, nessuno di loro ha risposto alle nostre sollecitazioni.

Ma esiste un silenzio degli uomini più generale e dunque più inquietante.

Davvero non hanno nulla da eccepire sulla overdose di corpi e di sesso che si trova spalmata ovunque, come una marmellata? Continua a leggere

Offese alla Bindi: lettera aperta a Bruno Vespa, Angelino Alfano, Pierferdinando Casini, Roberto Castelli e Riccardo Barenghi

Donne della realtà, solidale con l’on. Rosy Bindi dopo le offese che il presidente del Consiglio le ha rivolto durante la puntata di Porta a Porta del 7 ottobre, ha inviato una lettera aperta a Bruno Vespa, Angelino Alfano, Pierferdinando Casini, Roberto Castelli e Riccardo Barenghi.

la bella e la bestiaGentili Signori,
vogliamo esprimere il nostro stupore e la nostra indignazione per il silenzio colpevole che è sceso nello studio di Porta a porta, nel corso della trasmissione di mercoledì 7 ottobre, sull’insulto greve e intollerabile rivolto in diretta dal Presidente del Consiglio all’onorevole Rosy Bindi come persona prima ancora che come donna.

Siamo un gruppo di giornaliste, convinte che sia necessario riportare sui nostri media un modello di donna più aderente alla realtà, parlare delle italiane che lavorano credendo nei valori dell’impegno e della professionalità, della cultura e dell’intelligenza, e non lasciare che le donne siano rappresentate unicamente come persone che preferiscono puntare sulla propria bellezza e sulla disponibilità dell’uomo potente di turno per fare carriera e ottenere favori. Abbiamo lanciato un appello in questo senso a inizio agosto e lunedì scorso abbiamo tenuto a Milano il primo di una serie di dibattiti sull’argomento che intendiamo proporre in molte altre città.

L’incapacità di indignarsi e di reagire con fermezza da voi dimostrata di fronte a un commento volgare, ingiustificato ed estraneo a corretti rapporti personali, ci ha lasciate davvero esterrefatte. L’indifferenza è il passo ultimo prima dell’accettazione supina di quella cultura priva dei valori di rispetto e considerazione dell’altro, e in particolare delle donne, che noi vogliamo denunciare e combattere.

Le donne della realtà non sono nella disponibilità del Premier né di chiunque pensi di poterle usare a proprio piacimento. Le donne della realtà vivono, lavorano, soffrono, gioiscono, ma prima di tutto esigono rispetto. Da tutti.

Paola Ciccioli
Francesca Mineo
Cristina Morini
Letizia Mosca
Daniela Stigliano