Con il mio nome ma non a nome mio!

La strage di Madrid in 192 scatti

di Alba L’Astorina

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Le stazioni ferroviarie si assomigliano tutte un po’. Ovunque binari, treni, panchine, sale d’attesa, cartelloni, e passeggeri che partono, arrivano, sostano, si affrettano.
La mattina, poi, nelle stazioni ferroviarie, si ripetono rituali comuni a milioni di persone nel mondo. Donne e uomini “della realtà” abbandonano le loro case, dopo aver salutato genitori o figli, e diventano pendolari che incrociano altri pendolari, studenti, professionisti, operai.
E’ questo rituale della vita che la mattina dell’11 marzo del 2004, tra le 7:36 e le 7:42, è stato spezzato, impedito nel suo ripetersi. Quattro convogli ferroviari delle linee regionali spagnole, un treno fermo e uno in arrivo verso la stazione di Atocha, un treno nella stazione di Santa Eugenia e uno in quella di El Pozo, sono saltati in aria a seguito dello scoppio di diversi ordigni piazzati nei loro vagoni[1]. Continua a leggere