Betancourt: io, tra gli incubi e Harry Potter

di Angelo Aquaro

Di notte, quasi ogni notte, Ingrid Betancourt continua a essere svegliata dai suoi incubi: ma il tormento è più sottile di quei 2321 giorni nella giungla. «Sogno di essere all’aeroporto. O in una stazione. Potrebbe essere Charles De Gaulle o un posto qualsiasi nella mia Colombia». «Oppure è un palazzo: un grattacielo come questi qui a New York – continua Betancourt – e loro sono là: i miei guardiani. Riconosco le uniformi: rivedo quei volti, rivivo l’orrore. Mi cercano. Mi inseguono. Mi acchiapperanno di nuovo».

Quando si sveglia di soprassalto «ci vuole ancora qualche secondo per realizzare dove mi trovo davvero». Continua a leggere