Operaie morte a Barletta: un comunicato non basta

Se ci guardiamo indietro, se ripensiamo alle battaglie dell’UDI e del movimento di emancipazione, vediamo quanto coraggio, quanto pensiero politico abbiamo speso per definire nel tempo i diritti e i doveri della lavoratrice e della lavoratrice madre.

Ci chiediamo che fine abbiano fatto quelle leggi e quelle regole per le quali abbiamo lottato per tanti anni, per combattere il lavoro nero, lo sfruttamento del lavoro a domicilio, il caporalato.

E  mentre ci apprestiamo ad una Anteprima Congresso tutta dedicata al lavoro nella convinzione che le donne sono cambiate ed è cambiato il lavoro, la tragedia di Barletta ci restituisce una realtà che annienta. Realtà che accomuna donne italiane, del Sud e tante immigrate Continua a leggere

«Guadagnavo solo 4 euro l’ora, ma chi mi ridà il lavoro?»

La sopravvissuta del maglificio della strage di Barletta: «Crepe? Zitti o qui chiudono»

di Marco Imarisio

BARLETTA (Bat) – Oltre i lumini e le corone di fiori disposte sul marciapiede, c’è la porta. I furgoni che portavano i sacchi con le felpe e le tute in stireria, cinquecento metri più in là, al fondo di via Roma, si fermavano lì davanti. Adesso il vetro è scheggiato, bisogna sollevare l’anta dai cardini, e girarla fin che si può, un’apertura di pochi centimetri prima di incontrare il muro di tufo che ha ucciso le quattro operaie di Barletta e la piccola Maria Continua a leggere

Post per le operaie di Barletta. E contro chi sfrutta il lavoro oltre ogni principio di civiltà

Non dimentichiamo i loro nomi: Maria, Matilde, Giovanna, Antonella, Tina.
Non dimentichiamo il richiamo di Napolitano: una sciagura inaccettabile
di Dario Di Vico Continua a leggere