Barbara Spinelli alla Vigilanza Rai: «Giornalisti e registi imparino a evitare gli stereotipi di genere»

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Aggiorniamo questo post con la foto di Barbara Spinelli all’aeroporto Marconi di Bologna di ritorno da Istanbul dove, il 13 gennaio 2017, è stata respinta alla frontiera e rimpatriata in Italia. L’avvocata ha partecipato come osservatore internazionale ai processi in corso contro gli avvocati turchi. Con lei, in questa immagine da https://www.radiocittadelcapo.it/ il presidente dell’Ordine degli avvocati del capoluogo emiliano, Giovanni Berti Arnoaldi Veli

«Quando si evidenzia la necessità di modificare la rappresentazione di uomini e donne, non entrano in gioco solo i valori, ma anche i diritti fondamentali della Persona, ed in particolare quelli di donne e bambine».

È la premessa fondamentale delle richieste presentate dell’avvocata Barbara Spinelli e dalla Piattaforma Cedaw nell’audizione dell’8 gennaio al presidente della Commissione di vigilanza Rai, Roberto Fico, in vista dell’approvazione del nuovo contratto di servizio della televisione pubblica. Impossibilitata a partecipare di persona, la firmataria di questo importante documento, che vi invito a leggere integralmente, è stata rappresentata da Claudia Signoretti di Pangea.

(Paola Ciccioli)

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Le lacrime e le parole

di Barbara Spinelli

Tendiamo a dimenticare che in tutti i monoteismi, il cuore non è la sede di passioni o sentimenti sconnessi dalla ragione. Nelle tre Scritture, compresa la musulmana, il cuore è l’organo dove alloggiano la mente, la conoscenza, il distinguo.
Se il cuore di una persona trema, se quello del buon Samaritano addirittura si spacca alla vista del dolore altrui, vuol dire che alla radice delle emozioni forti, vere, c’è un sapere tecnico del mondo. Per questo il pianto del ministro Fornero Continua a leggere

Cala il sipario sul Truman Show

di Barbara Spinelli

Ci sono due scene, nel fine regno di Berlusconi, che dicono la sua caduta con crudezza inaudita: più ancora del voto del rendiconto dello Stato che ha attestato, ieri, lo svanire della maggioranza. Ambedue le scene avvengono fuori Italia, trasmesse dal mezzo che Berlusconi per decenni ha brandito come scettro: la tv Continua a leggere

L’altrove del narcisista

di BARBARA SPINELLI
FORSE, se vogliamo capire un poco quel che accade in Italia, bisogna pensare alle guerre, ai tabù che esse infrangono. Clausewitz, ad esempio, diceva che le guerre napoleoniche avevano “abbattuto le barriere del possibile, prima giacenti solo nell’inconscio”, e che risollevarle era “estremamente difficile”. Non dissimile è quel che ci sta succedendo Continua a leggere

Cara Rai, vogliamo più donne e più qualità

convegno

Aggiorniamo questo post (attenzione alle date!) con il programma del convegno che si terrà a Roma il 23 gennaio 2017

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Quando finirà la notte

di Barbara Spinelli

C’ è qualcosa, nel successo strappato a Sanremo dalla canzone di Vecchioni, che intrecciandosi con altri episodi recenti ci consente di vedere con una certa chiarezza lo stato d’ animo di tanti italiani: qualcosa che rivela una stanchezza diffusa nei confronti del regime che Berlusconi ha instaurato 17 anni fa Continua a leggere

Legittima difesa – Rinviata la manifestazione

Cari amici,
il presidente del Consiglio è stato costretto a cancellare la manifestazione annunciata per il 13 febbraio contro i magistrati di Milano. Una vasta opinione pubblica, che ha nella rete il suo punto di forza, gli ha fatto intendere con determinazione che non gli sarà più consentito di aggredire le istituzioni della nostra Repubblica nata dalla Resistenza.
Noi non chiediamo altro se non che tutti, dai magistrati ai giornalisti, possano svolgere il proprio lavoro senza subire ingerenze da parte del governo Continua a leggere

Barbara Spinelli, un anno fa

Ecco le parole che hanno fatto finire sul rogo Barbara Spinelli

Un anno fa, per esattezza il 9 dicembre 2009, la sesta commissione del Consiglio superiore della magistratura giudicava incostituzionale il disegno dilegge sul processo breve. Il giorno dopo Berlusconi, a Bonn per il congresso del Partito popolare europeo, attacca la magistratura e la Corte costituzionale del nostro Paese. Il Paese che lui dovrebbe rappresentare. Al Corriere della sera, l’ex presidente della Repubblica Ciampi dichiara: «… ma stavolta ci sarebbe quasi da valutare anche se chi lancia questo genere di accuse sia davvero compos sui, Continua a leggere

La parola a una intellettuale rigorosa

Le parole di una intellettuale rigorosa, per fare il punto sullo stato di salute della nostra democrazia.

L’osceno normalizzato

di Barbara Spinelli

Ci fu un tempo, non lontano, in cui era vero scandalo, per un politico, dare a un uomo di mafia il bacio della complicità. Il solo sospetto frenò l’ascesa al Quirinale di Andreotti, riabilitato poi dal ceto politico ma non necessariamente dagli italiani né dalla magistratura, che estinse per prescrizione il reato Continua a leggere

La disonorevole nomina a ministro spiegata da Barbara Spinelli

La nomina a ministro di non-si-sa-che-cosa di Aldo Brancher è uno dei casi più disonorevoli dell’attuale stagione politica. L’autorevolissima Barbara Spinelli ne delinea i contorni in un intervista di Silvia Truzzi sul Fatto quotidiano del 27 giugno.

«L’errore? Farlo ministro»

La Spinelli su Brancher: giusto l’intervento del Quirinale. Ma il capo dello Stato doveva dire no a Berlusconi

di Silvia Truzzi, da Il Fatto Quotidiano del 27 giugno 2010

Questo ministero non s’aveva da fare. Peccato che ad ammettere l’imbarazzante verità sia colui che l’ha resa possibile. Così parla Barbara Spinelli, scrittrice ed editorialista de La Stampa. Continua a leggere

Oltre 250 partecipanti all’incontro di Roma

Miriam Mafai all’incontro di “Donne della realtà” a Roma

Eravamo in tante, nel pomeriggio di sabato 21 novembre, alla Casa internazionale delle donne di Roma. Oltre 250 persone, ad affollare le suggestive stanze di via della Lungara 19.

Molte, non trovando posto, hanno dovuto seguire il dibattito dalla saletta adiacente collegata in video.

Tantissime donne (e anche qualche uomo), di generazioni diverse, a riflettere e a discutere delle donne della realtà, della loro scomparsa dai nostri giornali e dalle nostre tv, di come giornalisti e media possano ridare spazio alle vicende di un’Italia al femminile più vera di quella raccontata dalle immagini di escort e veline e dalle loro storie di mera apparenza e di compiacenza del potente di turno. Continua a leggere

Donne della realtà: l’incontro del 21 a Roma (www.casainternazionaledelledonne.org)

Sabato 21 novembre 2009

L’incontro è il secondo appuntamento dopo quello organizzato a Milano per iniziativa di 5 giornaliste che hanno firmato il seguente grido d’allarme lanciato da Paola Ciccioli:

«Dove sono finite le donne che lavorano,
che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà?
Sono scomparse o quasi dai media italiani. Altri sono i modelli imperanti: escort, veline, donne che sembrano avere come unico obiettivo ingraziarsi il maschio più ricco e potente.
E conquistare così una visibilità e un ruolo per i quali non servono curriculum, impegno e neppure valori morali ma aspetto fisico e spregiudicatezza» Continua a leggere

Un appuntamento delle giornaliste verso il 25 novembre

All’interno del percorso di appuntamenti verso la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, si colloca anche l’incontro che si terrà a Roma sabato 21 novembre, organizzato dal gruppo Donne della realtà con l’adesione e la collaborazione di un gruppo di giornaliste romane e di colleghe de la Repubblica, il quotidiano che ha lanciato l’appello per la dignità delle donne, scritto da Michela Marzano, Barbara Spinelli e Nadia Urbinati e firmato da oltre centomila persone. L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 17 nella sede della Casa internazionale delle donne, in via della Lungara 19.

L’incontro è il secondo appuntamento dopo quello organizzato a Milano per iniziativa di 5 giornaliste che hanno firmato il seguente grido d’allarme: “Dove sono finite le donne che lavorano, che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà? Sono scomparse o quasi dai media italiani. Altri sono i modelli imperanti: escort, veline, donne che sembrano avere come unico obiettivo ingraziarsi il maschio più ricco e potente. E conquistare così una visibilità e un ruolo per i quali non servono curriculum, impegno e neppure valori morali ma aspetto fisico e spregiudicatezza.”

Da il Paese delle Donne

giovedì 12 novembre 2009

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