Un percorso tutto di libri per ciclo-lettori

di Luca Bartolommei

Nella foto scattata da Paola Ciccioli lo scorso ferragosto al Circolo Arci Francesco Pessina di Chiaravalle, a Milano, un particolare della biblioteca Antonia Pozzi. Domenica 19 settembre ospiterà un evento dedicato alla poeta nell’ambito della biciclettata letteraria “La lettura intorno”, iniziativa di BookCity Milano 2021.

Un’intera giornata da trascorrere insieme ai libri lungo un itinerario che ci porterà anche a scoprire una parte di Milano, quella a sud, tra Baggio e Chiaravalle passando per la Stadera, la Chiesa Rossa, Gratosoglio e il Corvetto. Il tutto in bicicletta. Sì, perché domenica 19 settembre sarà possibile spostarsi tra i vari luoghi che vedranno lo svolgersi della biciclettata letteraria “La lettura intorno“, organizzata all’interno di BookCity, seguendo una parte del percorso di AbbracciaMI, circle line di circa 70 km di lunghezza, proprio con il nostro mezzo a due ruote. Continua a leggere

In Cineteca con Sylvia e le altre “poetesse”

by Elizabeth Winder*

Sylvia 2

“Sylvia”, della regista neozelandese Christine Jeffs, apre la rassegna “Poetesse” in programma dal 3 al 19 maggio al Museo Interattivo del Cinema di Milano. Un grazie per le immagini a Margherita Giusti Hazon dell’ufficio stampa (www.cinetecamilano.it)

Sylvia Plath committed suicide with cooking gas. She was thirty, and she will always be thirty, wearing her long hair braided in a brown crown round her head. Her skin had gone pale from insomnia and English weather – it was the nuclear winter of 1963 – London’s coldest since the days of King James when the Thames froze over.

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Antonia Pozzi e la “profonda commozione umana”

di Antonia Pozzi*

Il volto e i versi di Antonia Pozzi (Milano, 13 febbraio 1912 – Milano, 3 dicembre 1938) in un cartello turistico alle porte di Pasturo, la località in provincia di Lecco dove la poeta è sepolta. La foto è stata scattata da Paola Ciccioli il 4 maggio 2021.

Flaubert, o dell’uomo-artista: tale è il problema di chi si ponga dinnanzi a questa umanissima figura di lavoratore dell’arte e cerchi di penetrare il segreto della sua genialità creativa.

Se è vero che in arte, a differenza che in filosofia, solo i problemi risolti contano e sul marmo nessuno cerca l’impronta delle mani che hanno foggiato la statua, ma piace in genere di considerare l’opera come già nata e avulsa per sempre dalla persona umana, dalla carne, vorremmo dire, del suo creatore, a noi è parso invece che qui, e soltanto qui, forse, nella storia della moderna cultura, non solo fosse lecito, ma anzi necessario, non recidere il legame vitale che intercorre fra problema di vita e problema d’arte, poiché questo legame costituisce da solo, in questo caso, il fondamento e il valore di tutta una personalità. Continua a leggere