Abbiamo il coraggio della conoscenza?

di Maria Grazia Iannone

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Maria Grazia Iannone ha studiato all’università di Milano e svolge, con passione, la professione di infermiera. Questo nuovo consiglio di lettura arriva in un momento particolare perché, come ha scritto anche su Facebook (da cui proviene questa foto), ha deciso di sposarsi con il suo Valerio e metter su casa: auguri!

La storia di Amore e Psiche è descritta come la favola nella favola. È inserita nel libro di Apuleio “L’asino d’oro” e costituisce essa stessa un racconto a sé stante.

Il brano che ho scelto di citare nel post di ieri mi ha impressionata in particolare per un aspetto: la curiosità di sapere.

Nella favola, Psiche compie un chiaro percorso di crescita. Inizialmente non ha alcun merito a parte quello di essere eccezionalmente bella. Questa caratteristica non si dimostra del tutto positiva perché le impedisce di trovare marito e attira sulla fanciulla le ire di Venere, dea della bellezza che si sente defraudata dei riti a lei dovuti.

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«Presa da una temeraria curiosità»

di Lucio Apuleio*

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“Amore e Psiche” di Antonio Canova (1797) © 2004 Musée du Louvre / Pierre Philibert http://cartelfr.louvre.fr/

(La torre altissima da cui Psiche si vuole gettare le parla).

Non lontano da qui si trova Sparta, una bellissima città dell’Acaia. Ai confini di essa devi cercare un promontorio di nome Tenaro, che si trova in un luogo nascosto e fuori mano. Lì si trova una spaccatura che porta al regno degli Inferi, e attraverso le sue porte spalancate si intravede un cammino inaccessibile. Tu supera la porta e avviati per quella strada; arriverai attraverso questo cunicolo alla reggia dell’Orco.

Ma non dovrai andare là, in quelle tenebre, a mani vuote: porta in entrambe le mani una focaccia d’orzo impastata con vino e miele, e mettiti in bocca due monetine.

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