Dato che vado a Dublino

Quasi un apologo sulla “Chi”izzazione del giornalismo italiano

Paola Ciccioli in Irlanda, luglio 1992 (il camper è di Leonardo Angeletti)

Paola Ciccioli in Irlanda, luglio 1992 (il camper è di Leonardo Angeletti)

di Paola Ciccioli*

I

ALL’ORA DI CENA

«La giornalista irlandese Elisabeth Murphey è stata trovata uccisa questa mattina nella sua casa di Dublino. La giovane cronista aveva realizzato dei servizi sui collegamenti tra la malavita organizzata e alcuni ambienti politico-finanziari del suo Paese. La Murphey, che lo scorso anno aveva vinto il Premio internazionale di giornalismo Veritas, aveva 33 anni. Le hanno sparato un colpo alla nuca da distanza ravvicinata».

Tutto qui. Quando il conduttore del telegiornale finì di leggere queste nove righe, dallo schermo scomparve anche l’immagine di una ragazza dai capelli rossi e un sorriso da liceale. Senza audio, si sarebbe potuto pensare a un servizio sugli esami di maturità. E invece era la notizia di un omicidio Continua a leggere

La grande truffa è servita

di Paola Ciccioli

Gentile Matteo Renzi,
qui se c’è un vecchio da rottamare, e subito, questo è lei. Ha disseminato ragioni in ogni dove. Ma ritengo che nel numero 45 di Chi (Carlo Conti in copertina) ci sia la prova provata. Il settimanale, edito dalla Mondadori e diretto da Alfonso Signorini, offre ai propri lettori una “intervista” di Cristina Parodi a Giorgio Gori, cioè la moglie “intervista” il marito, sul “Perché scendo in campo con Renzi (e non l’ho fatto con Berlusconi)”.

Si tratta di una operazione, tra le più spudorate, di truffa dell’altrui buona fede Continua a leggere