Sono una “tardodiscente”, proprio come la regina

di Simona Zucconi*

Simona Zucconi

Simona con Peeta (che sembra gradire alquanto)

Ho terminato il libro La sovrana lettrice di Alan Bennett che mi aveva suggerito Paola Ciccioli.
 È stata una lettura gradevole. Se non mi fosse stato consigliato, forse non l’avrei mai scelto. 
Ultimamente chiedo molto agli altri,  non ho preferenze, mi piace essere coinvolta in ciò che mi accingo a leggere. Non tutti i testi riescono nell’intento, con alcuni creo un legame, da altri ricevo nuove nozioni, è vero, che però a volte restano fine a se stesse. 
La regina nel romanzo di Bennett si approccia ai libri un po’ come me, senza un filo conduttore, ma leggere per conoscere e ampliare i propri orizzonti mentali diventa pian piano una necessità.

Nel mio caso, leggere è un po’ viaggiare, raggiungere mete altrimenti inaccessibili. La sovrana ritaglia del tempo per la lettura e poco a poco si appassiona: lo stesso accade a me. 
Leggere mi apre mondi nuovi e soprattutto mi dà la consapevolezza di ciò che sono. Quando leggo attingo sempre cose nuove, dalla vita e dalle esperienze di coloro (in questo caso gli autori) che mi danno la possibilità di crescere nel sapere.

Sapere non è un dono, sapere è impegno, è la possibilità che ci viene offerta per essere persone libere e capaci di avere delle idee.

«Leggere un libro è un ordigno per infiammare l’immaginazione», scrive Bennett ne La sovrana lettrice. Sono pienamente d’accordo e come la sua regina sono una tardodiscente («chi impara solo in età avanzata», pagina 42, ndr) ma con tanta voglia di scoprire il mondo anche e soprattutto attraverso gli occhi e il sapere altrui.

Grazie Paola, leggevo anche prima di incrociarti virtualmente, ma adesso lo faccio in modo più consapevole.

Suore a Castelluccio

Leggendo e camminando a Castelluccio, nel cuore del Parco nazionale dei Monti Sibillini (la foto è di Ivana Forconi)

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La sovrana lettrice

di Alan Bennett*

Londra, Buckingham Palace, 25 luglio 2019. La regina Elisabetta II stringe la mano a Boris Johnson, leader del Partito conservatore e diventa ufficialmente primo ministro del Regno Unito dopo le dimissioni di Theresa May (foto da https://www.ilpost.it/2019/07/24/boris-johnson-primo-ministro-regno-unito/)

Fu tutta colpa dei cani. Di norma, dopo aver scorrazzato in giardino salivano da veri snob i gradini dell’ingresso principale, e generalmente li faceva entrare un valletto in livrea.

E invece quel giorno, per qualche ragione, si precipitarono di nuovo giù dai gradini, girarono l’angolo e la regina li sentì abbaiare a squarciagola in uno dei cortili.

La biblioteca circolante del distretto di Westminster, un grande furgone come quello dei traslochi, era parcheggiata davanti alle cucine. Era un’ala del palazzo che a Sua Maestà non era molto familiare, e certo non aveva mai visto la biblioteca parcheggiata lì, vicino ai bidoni della spazzatura, e neppure l’avevano mai vista i cani, il che spiegava tutto quel baccano; così la regina, non essendo riuscita a zittirli, salì gli scalini del furgone per andare a scusarsi.

L’autista, seduto di spalle, stava attaccando un’etichetta su un libro, e sembrava che l’unico frequentatore della biblioteca fosse un ragazzo magrolino coi capelli rossi e un grembiule bianco, che leggeva rannicchiato nel passaggio. Poiché nessuno dei due aveva notato la nuova arrivata, lei tossicchiò e disse:

«Mi spiace per questo tremendo chiasso». Al che l’autista si alzò di scatto e batté la testa contro lo scaffale dei Dizionari, mentre il ragazzo balzò a sua volta in piedi ribaltando Fotografia & Moda. Continua a leggere