«La mano dispettosa del tempo rimescola le caselline importanti della vita»

di Rosa Di Paolo

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Rosa Di Paolo in uno scatto pieno di luce a Trani, «una città di mare che mi piace tanto e che visito spesso, anche perché è ad appena una cinquantina di chilometri da Palazzo San Gervasio, il paese lucano dove abito»

Data la mia non più giovanissima età, i ricordi cominciano ad essere numerosi. S’intende, io mi vedo come sempre. Eppure non lo sono più. C’è voluto tempo per capire che non sono più la stessa. Le mie piccole rughe mi dicono che non sono più una bimba; ed oggi mi chiedo: quanto tempo ci vorrà per non dimenticarmi che non sono più la stessa di ieri?

Ai tempi della mia adolescenza, quando sentivo dire che il vero nemico è il tempo, non davo importanza a questa espressione. Adesso, a distanza di anni, mi rendo conto che invece è così.

Il tempo scorre inesorabilmente e ci lascia un carico di ricordi, a volte piacevoli, a volte un po’ meno, che comunque lasciano il segno e danno, altrettanto inesorabilmente, un’impronta al nostro carattere.

Non so cosa mi stia succedendo, ma è come se all’improvviso qualcosa fosse cambiato e il cambiamento, lo sappiamo, comporta sempre disorientamento perché ci costringe a separarci da “parti di sé sperimentate e consolidate implicando una riorganizzazione della propria identità”. E non è poco!

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«Un drink e sei più appetibile». Quando il sesso tra i giovani diventa violenza

di Erica Sai

Erica Sai

Erica Sai

Ogni giorno, immersa nelle più semplici attività quotidiane, rimango colpita da una particolarità dell’ambiente sociale che mi circonda. Prendendo l’autobus, camminando per la strada, navigando su Internet, mi ritrovo a captare conversazioni, osservare comportamenti, leggere frasi che hanno un medesimo filo conduttore: sono propri di persone giovani e connotati da una “brutalizzazione” della sessualità.

La sensazione è che ci sia una grande confusione intorno al concetto di libera espressione della propria sessualità e di quali siano poi i confini della violenza. La convinzione è che questo dipenda dalla deriva sociale nella quale siamo precipitati, caratterizzata da una rappresentazione univoca della donna tanto falsa quanto denigrante e da un sessismo più o meno sottile portato alla luce del sole, normalizzato.  Continua a leggere