Mondo

Lo scrittore di Istanbul

donne-si-tengono-per-mano-mentre-fuggono-dallaeroporto-ataturkÈ da quasi trentacinque anni che scrivo romanzi. Nei primi venti anni non ero consapevole di essere uno scrittore di Istanbul, semplicemente scrivevo quello che mi capitava. Ma sono vissuto a Istanbul tutta la vita, quindi sono entrato in contatto con la gente di Istanbul. Ogni scrittore, ogni romanziere scrive quello che conosce meglio. All’inizio, quando stavo scrivendo i miei primi romanzi, non pensavo: “Ecco sto scrivendo un romanzo su Istanbul”. Non me lo sono mai detto; ma quando i miei libri hanno iniziato a essere pubblicati a livello internazionale, hanno iniziato a chiamarmi “lo scrittore di Istanbul”…

She is a prostitute, then “his own” property: Italian sheets and newspapers drifting

 by Roberta Valtorta*

Valtorta 1

 

«Maybe due to the heat or to a sudden hormone derangement, but the blameless and good guy achieved the Guinness World Records in a few hours. It would have been the particularly engaging and pleasant appearance of the young girl, the first to be approached, to provoke a real insanity act by that guy who defined the girl as “very cool with the miniskirt”». Il Giornale

This is an example of what you can find out in the newspapers that we read every day. It is becoming more and more common reading an article describing an event, which simply justifies the executioner and makes the victim guilty

Etty, de jonge schrijfster die eenmaal groot een schrijfster wilde zijn

door Alba L’Astorina*

Ik heb onlangs Etty Hillesum leren kennen. Het was op de tentoonstelling die Milaan aan haar gewijd heeft ter gelegenheid van de Memorial Day, waar een vijftigtal foto’s, alle afkomstig uit het Joods Historisch Museum in Amsterdam, tentoongesteld werd die haar laten zien in  familie, met haar vrienden, met haar minnaars, op de “mooiste plek in de wereld”, haar geliefde schrijftafel, en tussen de iconen van haar favoriete auteurs, Rilke, Jung, Dostojevski [i]…

Nel campo di concentramento la scoperta di un tassello di storia e di dolore della mia famiglia

Testo e foto di Elisabetta Baccarin

A Dachau, visitando l’esposizione permanente all’interno degli ex edifici di manutenzione, sono rimasta colpita da questa carta d’identità.

Foto Dachau

 

mi è balzata agli occhi per quanto è simile alle nostre attuali. mi ha fatto ricordare del fratello di mio nonno, ettore baccarin, che da vari documenti in rete ho scoperto essere nato a teolo PD il 26/1/1904, arrestato a teolo, deportato da bolzano il 14/12/1944 a mauthausen e deceduto a melk il 12/2/1945…

Un dito sopra quei numeri come un bacio sulla bua dei bimbi

Elisabetta Baccarin all’Englischer Garten di Monaco di Baviera

Elisabetta Baccarin all’Englischer Garten di Monaco di Baviera

di Elisabetta Baccarin*

io ho visto prima le mani.

stava aiutandomi a smontare pezzi della sua giardinetta fiat che si trovava arrugginita da anni nell’aia della cascina dove abitava e che mi sarebbero serviti per aggiustare la mia. Alcune sue galline amavano far le uova in quell’automobilina e lui aveva messo del fieno sui sedili per renderla più accogliente.
ha messo una mano vicino alla mia mentre tenevo fermo un pezzo che lui ha smontato.

ho detto
‘che mani grandi che ha!’

e lui di getto
‘sì. ho mani grandi. deformi. me le hanno martellate in campo di concentramento. non ce la facevo più a lavorare. non riuscivo più a stringere i pezzi di ferro che mi obbligavano a lavorare. allora me le hanno martellate. poi sono guarito. ma non del tutto’…

«Facteur ne fais pas joujou»

par Marcel Proust

La Tour Eiffel spenta ieri sera alle 20 in segno di lutto per la strage nella redazione del settimanale satirico “Charlie Hebdo” e per lo sconvolgente attacco alla libertà di espressione. Dei francesi e dell’intera umanità (immagine da http://www.bbc.com/)

La Tour Eiffel spenta ieri sera alle 20 in segno di lutto per la strage nella redazione del settimanale satirico “Charlie Hebdo” e per lo sconvolgente attacco alla libertà di espressione. Dei francesi e dell’intera umanità

ADRESSES

Facteur d’un pied rythmique il faut que tu t’en ailles

Cent neuf, au bout de l’avenue Henri Martin

Porter ce mot à la Comtesse de Noailles

Qu’aiment le mélitot, la carotte et le thym…

«Et puis je suis allé au marché aux esclaves…»

par Jacques Prévert

Con questa immagine il quotidiano francese Le Monde (www.lemonde.fr/) ha fissato l’orrore dell’attacco di questa mattina contro “Charlie Hebdo”. Due uomini armati hanno fatto strage della redazione del settimanale satirico, nel cuore di Parigi: 12, al momento, i morti. Compreso il direttore Stéphane Charbonnier, Charb, 46 anni, che proprio in un’intervista a Le Monde aveva detto: «Je préfère mourir debout que vivre à genoux». «Preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio». Era protetto dalla polizia dopo l’incendio doloso subito da “Charlie Hebdo” nel 2011 in seguito alla pubblicazione di caricature di Maometto.

Con questa immagine il quotidiano francese Le Monde (www.lemonde.fr/) ha fissato l’orrore dell’attacco di questa mattina contro “Charlie Hebdo”. Due uomini armati hanno fatto strage della redazione del settimanale satirico, nel cuore di Parigi: 12, al momento, i morti. Compreso il direttore Stéphane Charbonnier, Charb, 46 anni, che proprio in un’intervista a Le Monde aveva detto: «Je préfère mourir debout que vivre à genoux». «Preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio». Era protetto dalla polizia dopo l’incendio doloso subito da “Charlie Hebdo” nel 2011 in seguito alla pubblicazione di caricature di Maometto.

POUR TOI MON AMOUR

Je suis allé au marché aux oiseaux

Et j’ai acheté des oiseaux

Pour toi

mon amour

Je suis allé au marché aux fleurs

Et j’ai acheté des fleurs…

«Your children are not your children»

by Kahlil Gibran

Illustrazione da "Il Profeta"

Illustrazione da “Il Profeta”

And a woman who held a babe against her bosom said, Speak to us of Children.

And he said:

Your children are not your children.

They are the sons and daughters of Life’s longing for itself.

They come through you but not from you,

And though they are with you yet they belong not to you.

 

You may give them your love but not your thoughts,

For they have their own thoughts.

You may house their own thoughts.

You may house their bodies but not their souls,

For their souls dwell in the house of to-morrow,

which you cannot visit, not even in your dreams…

Italians abroad: «Abbiamo fatto tremila chilometri per avere una vita normale»

di Alba L’Astorina

"Un'italiana in kayak tra i fiordi norvegesi", di Francesca Alviani, giovane abruzzese che vive a Bergen e lavora come fotografa d'interni

“Un’italiana in kayak tra i fiordi norvegesi”, di Francesca Alviani, giovane abruzzese che vive a Bergen e lavora come fotografa d’interni

È a Laura, a Gigi, a Giusy e a tanti altri amici sparsi per il mondo che penso mentre guardo Emergency Exit – Storie di giovani italiani all’estero, il documentario di Brunella Fili, giovane regista pugliese, sulla vita di alcuni connazionali che hanno deciso di darsi una nuova opportunità al di fuori dei confini del proprio paese. Anche i miei amici, laureati e qualificati, come gli intervistati nel video, prima di andare a Nottingham, a Dublino, a Marsiglia, hanno lavorato in Italia diversi anni, accettando spesso incarichi mal pagati e precari…

My “other possible life” in Suderbyn ecovillage, Sweden

by Giada Sofia Conti

The volunteers of Suderbyn ecovillage during the "exploration" of Baltic sea. All the images of this service(article) have been taken from Giada's travel companions

The volunteers of Suderbyn ecovillage during the “exploration” of Baltic sea. All the images of this post have been taken from Giada’s travel companions

I live my 25 years as a study phase to make a choice. In march I took my degree in Psychology and from the first of September I’ll start working full time in the office where I spent the last 4 years between volunteering activities and term employment contracts. I feel lucky but at the same time I feel I have to do everything in my power to choose a path that mirrors my way of being and interests, struggling against the strong risk of living an unsatisfying life. This summer I could have chosen to give myself a beautiful vacation in an exotic place to celebrate the end of my student career and to escape from thoughts and responsibilities that have been floating around my mind for a while…

Smartphone en lugar de la Vía Láctea, pero ir caminando hacia Santiago sigue siendo como ir hacia la humanidad

por Cecilia Gaipa

En tiempos ancestrales, los peregrinos recorrían el Camino de Santiago usando el sol para encontrar el sendero hacia el Oeste. Por la noche, la Vía Láctea era quien indicaba el camino. En una antigua leyenda, se dice que la Vía Láctea fue creada por el polvo que creaban los peregrinos al caminar. De acuerdo con este mito, este camino estrellado protegía a los pelegrinos y llenaba las calles de Santiago de Compostela con una energía positiva y regeneradora. En realidad, muchas de las personas que vivían esta experiencia lo definieron como un cambio total en sus vidas. Se decía que el Camino de Santiago te permitía descubrir tu verdadera alma, te purificaba y tras esta verdad, empezaba una nueva vida. Si yo tuviera que comparar mi experiencia con todas estas afirmaciones, sólo diría: “yo realmente no pienso eso”…

La mia “altra vita possibile” nell’ecovillaggio di Suderbyn, in Svezia

di Giada Sofia Conti

I volontari dell’ecovillaggio di Suderbyn “in esplorazione” del mar Baltico. Tutte le immagini di questo servizio sono state scattate dai compagni di viaggio di Giada

I volontari dell’ecovillaggio di Suderbyn “in esplorazione” del mar Baltico. Tutte le immagini di questo servizio sono state scattate dai compagni di viaggio di Giada

Vivo i miei 25 anni come una fase di studio per compiere una scelta. A marzo mi sono laureata in Psicologia e dal primo settembre comincerò a lavorare a tempo pieno nell’ufficio dove ho trascorso gli ultimi 4 anni tra attività di volontariato e contratti a progetto. Mi sento fortunata ma allo stesso tempo sento di dovermi impegnare ancora molto per scegliere una strada che rispecchi la mia indole e i miei interessi, contrastando così il forte rischio di vivere una vita che non mi soddisfi. Quest’estate avrei potuto scegliere di regalarmi una bella vacanza in qualche posto esotico per festeggiare la fine della mia carriera come studentessa e per sfuggire a pensieri e responsabilità che da tempo aleggiano nella mia mente…

Di nuovo “noi”: un oceano e 37 anni dopo

di Adele Colacino

La mia vita l’ho passata in gran parte attraversando il mare. Tra il nord dell’Italia e il Venezuela.

Due mondi totalmente diversi che non si sono mai veramente amalgamati né nel mio cuore né nella mia testa.

Mi piaceva stare nella mia casa in Venezuela, con mamma e papà e il mio fratellino, ma fu deciso che dovevo stare lontano, in Italia con gli zii e con la nonna, dovevo andare a scuola in Italia e fui impacchettata e spedita, senza poter dire: NO!

Può un pacchetto decidere il suo percorso? Ha due etichette incise nella pelle, una da dove viene e una dove andrà…

“Was es ist”, Quel che è

Erich Fried

WAS ES IST

Es ist Unsinn

sagt die Vernunft

Es ist was es ist

sagt die Liebe

 

Es ist Unglück

sagt die Berechnung

Es ist nichts als Schmerz

sagt die Angst….

 

“Nature in equity”, la natura per equità…

Emily Dickinson*

Garlands for Queens, may be –

Laurels – for rare degree

Of soul or sword.

Ah – but remembering me –

Ah – but remembering thee –

Nature in chivalry –

Nature in charity –

Nature in equity –

The Rose ordained!

 

«Ce n’était pas la vie. Ce n’était pas Paris. C’était le mois d’août».

Anna Gavalda

Nous avons traversé Paris en nous donnant la main. Depuis le Trocadéro jusqu’à l’île de la Cité en longeant la Seine. C’était une soirée magnifique. Il faisait chaud. La lumière était douce. Le soleil n’en finissait pas de se coucher. Nous étions comme deux touristes, insouciants, émerveillés, la veste sur l’épaule et les doigts emmêlés. Je faisais le guide. Je n’avais pas marché comme ça depuis des années. Je redécouvrais ma ville. Nous avons dîner place Dauphine et passé les jours suivants dans sa chambre d’hôtel…

«Ho pensato alle bombe, al rumore che si può sentire. Alle conseguenze»

di Elisabetta Baccarin

Ieri notte durante il nubifragio un fulmine è esploso in cielo e si è scaricato su un pilone dell’energia elettrica. I gatti sono saltati per aria, mi è volato il cellulare di mano e sono quasi caduta dalla sdraio per l’esplosione.

Ho pensato alle bombe, al rumore che si può sentire. Alle conseguenze.

E seguendo i pensieri sono passata per parole ai fiori:

fuoco artificiale arto artificiale fiore artificiale.

Fuoco artificiale è sbagliato: fuoco d’artificio.

Così come troppe volte risulta sbagliato arto artificiale: sarebbe più onesto dire arto d’artificio, che è quello che si mette ai bimbi che se li giocano sulle mine, gli arti…

The daughter has Asperger’s syndrome: she takes a leave from her job to attend the same class and graduate together

by Maria Elena Sini

Lucia looks younger than her age: she doesn’t apply makeup as her classmates do, she doesn’t experiment new strange hairstyles or hair colours like other girls of her age, she isn’t a fashion victim but she always wears jeans and a black hooded sweatshirt. Only the image is sufficient to describe her “uniqueness”. Lucia has Asperger’s syndrome, a pervasive developmental disorder related to autism that doesn’t present in all people who suffer from the same set of symptoms. Lucia has limited social relations and often expresses her discomfort zoning out from the class. When Lucia breaks the connection with the rest of the world she covers her head with the sweatshirt’s hood and isolates herself in another reality through drawing or typing furiously on the keyboard of her computer game…

Il calcio italiano è fuori dal mondo: “maschi ignoranti”, direttori di giornali “datati” e “figlie di” (magari intelligenti)

di Andrea Colombo

Carolina Morace ha ricoperto molti ruoli nel mondo del calcio: prima giocatrice ad altissimi livelli, poi allenatrice di club maschili e femminili e commissaria tecnica, infine commentatrice tecnica e opinionista.

– Lei ha iniziato nel settore femminile giocando per circa 20 anni in giro per l’Italia e anche per la Nazionale: com’è percepito il calcio femminile rispetto al più seguito calcio maschile?

«Il mondo femminile in Italia, sia a livello sportivo che lavorativo, è molto indietro rispetto alla maggior parte dei Paesi europei e Oltreoceano. In Italia una atleta viene prima giudicata in base alla sua “bellezza” dopo in base alle sue capacità, probabilmente perché la maggior parte dei direttori in campo giornalistico sono uomini e, purtroppo, quasi mai giovani ma spesso “datati”, come età e come mentalità»…

Carolina Morace: «Tavecchio è lo stereotipo dell’italiano approssimativo, scelto per il posto sbagliato»

di Paola Ciccioli

Cominciamo dalla fine. Andrea Colombo, studente all’università Bicocca, per superare la seconda prova dell’esame di Psicologia delle influenze sociali concorda con me un tesina sulle donne nel calcio e la intitola “Il più maschilista degli sport”. Calciatore e, per così dire, cultore della materia, per approfondire l’argomento come si conviene contatta a Perth Carolina Morace che in Australia «guida un’accademia di calcio femminile». Lui le manda via mail alcune domande, lei risponde per iscritto in modo asciutto…

Palestina, un foglio lacerato dal vento è la mia sfida a chi non prende una posizione contro questa guerra

Testo e foto di Adele Colacino

È una stagione strana: di solito ci si lamenta del caldo, il rumore dei condizionatori e lo sbatacchiare dei cancelli durante la notte entrano nelle camere da letto attraverso le imposte aperte alla luna, alle cicale e ai grilli che suonano vicino, mentre da più lontano arriva la musica delle discoteche aperte fino all’alba.

Anche a luglio inoltrato, al mattino Manuel e Rocco hanno aperto tutti gli ombrelloni, sistemato le sdraio e i lettini,  il lido è rimasto quasi vuoto, animandosi un po’ al sabato e alla domenica. Sotto i pochi ombrelloni occupati, durante la settimana sono quasi tutti nonni con i nipotini…

Cuerpo de mujer, Corpo di donna

di Pablo Neruda 

Sono i versi del poeta cileno che ieri ho voluto dedicare a Ombretta Buongarzoni per l’inaugurazione della sua mostra alla Locanda delle Logge di Urbisaglia, l’antro magico in cima a una delle colline della “terra delle armonie” maceratesi nel quale entrambe siamo nate.

È stato il quadro che ha scelto per presentare la sua personale, “Afrodite”, a farmi fare un’associazione con la poesia di Pablo Neruda, letta, riletta al telefono al mio maestro di spagnolo,Francesco, ripassata ad alta voce e sottolineata a matita nei punti sdrucciolevoli per la pronuncia.

Abbiamo fatto un piccolo esperimento, ieri. Sentivo importante esserci e così il mio saluto le è arrivato in collegamento Skype…

Con il sorriso di Laura, continua in Perù il volo di solidarietà del suo Angelo

di Alba L’Astorina

Scorro le foto che quotidianamente Laura Mancuso posta dal Perù sulla sua pagina di Facebook, e mi sembra più breve e sopportabile la distanza che divide le nostre vite. Le dà un senso.

La osservo sorridere tra le donne del villaggio sulle Ande peruviane, dove si trova in questi giorni, Mollebamba, un nome esotico sperduto in uno degli 8 distretti della provincia peruviana di Santiago de Chuco. Il paesino (in antica lingua quechuaMullipampa) fa parte di uno dei 25 governi regionali che amministrano il Perù, dal nome altrettanto evocativo: Region de La Libertad….

L’apparizione di un cammelliere nel deserto afghano. E le avventure che gli ho fatto vivere

Testo e foto di Lucia Vastano 

Nella vita accade spesso che le cose importanti ci succedano per caso, proprio quando non le andiamo a cercare. Non dico che quell’incontro durato qualche manciata di minuti in mezzo al deserto afghano abbia realmente cambiato la mia vita, ma di fatto qualche conseguenza l’ha provocata. Sicuramente più di innumerevoli inutili ore trascorse con conoscenti, colleghi, intellettuali veri o presunti e purtroppo anche amici. Sterili, come dei muli. Le ore, intendo. Da quell’incontro fugace è invece nato Un cammelliere a Manhattan, un mio romanzo a cui sono particolarmente affezionata….

Smartphone al posto della via Lattea, ma camminare verso Santiago è ancora andare verso l’umanità

di Cecilia Gaipa

Nei tempi antichi, quando i pellegrini percorrevano il Cammino di Santiago, usavano il sole per trovare la rotta verso Occidente. Di notte, questa direzione veniva indicata dalla via Lattea. Secondo una leggenda, la via Lattea è stata formata dalla polvere che i numerosi pellegrini sollevavano con le loro scarpe, camminando. E sempre secondo questa leggenda, questo tragitto stellato protegge i pellegrini e riempie le strade che portano a Santiago di un’energia positiva che ricarica sia il corpo sia l’anima. Infatti, molte persone che hanno vissuto quest’esperienza l’hanno definita come qualcosa che ti cambia totalmente. Il Cammino di Santiago ti fa scoprire la tua vera anima. Il Cammino di Santiago ti purifica, dopo di esso inizia la tua nuova e vera vita…

Gli occhi di cielo che urlano: «Giustizia per Bhopal»

Testo e foto di Lucia Vastano

sheela, bhopal

Quegli occhi non te li aspetti. Perlomeno non te li aspetti lì, in quel posto e addosso a una bambina indiana, dalla pelle color delle nocciole. Occhi azzurri profondi, come il cielo e la camicetta che indossa. Due occhi che parlano come purtroppo non può fare lei, Sheela (è il nome che le ho dato io), nata a Bhopal oltre vent’anni dopo la strage di 25mila innocenti avvenuta la notte del 3 dicembre 1984, ma che porta addosso l’eredità di quel gas, l’isocianato di metile, fuoriuscito dallo stabilimento della multinazionale americana Union Carbide. Una nube mortale che ha soffocato un’intera città e che ancora intossica il suo suolo e la sua aria…

Papà, ridotto a lavorare sotto terra come i topi

28 maggio 2014

di Nora Scarnecchia, figlia di un minatore morto di silicosi*

Madri, mogli e figlie piangono i minatori morti nella strage del lavoro di Soma, In Turchia

Vengo da Barrea in provincia di L’Aquila e quello che racconto è un pezzo di storia della mia famiglia, ma è soprattutto il ricordo di mio padre. Papà era venuto a lavorare in Belgio, da solo, immediatamente dopo la guerra. Rientrati dallo sfollamento dopo la liberazione, avevamo trovato la nostra fattoria distrutta dai bombardamenti. La situazione finanziaria dei genitori era quasi a zero perché durante la guerra si comprava tutto a mercato nero. Per nutrire la famiglia di sette figli minorenni, papà decise di andare a lavorare nelle miniere del Belgio. «Solo per poco tempo» – ci assicurò. Infatti sia lui che noi tutti in famiglia ci illudevamo di ricominciare a lavorare in azienda agricola come prima

Nella Harlem che rinasce e prega in musica con il gospel. Tra cappelli colorati e turisti in tenuta da ginnastica

Testo, foto e ricerca immagini di Alba L’Astorina

Gospel "rubato" al Silvia's restaurant

Ho provato tempo fa a far parte di un coro gospel a Milano, dopo che quello in cui avevo cantato per alcuni anni, dedito a tutt’altro genere musicale, si era sciolto. Ero contenta: il maestro era bravo, il gruppo in buona parte proveniente da ex compagni di coro, il repertorio di quelli il cui ascolto mi ha sempre dato emozioni forti. Eppure, dopo un paio di lezioni, ho abbandonato il corso. La parola gospel in inglese significa Vangelo, e la forte tensione religiosa oltre al continuo riferimento, in quei brani, ai testi evangelici, mi imbarazzava; mi sembrava di appropriarmi di un contesto che mi affascina molto ma che non mi appartiene, quello dei canti religiosi dei cori afro-americani. In effetti ho scoperto, quando mi sono avvicinata a questa musica, che quello che noi chiamiamo gospel music si riferisce a due generi che hanno in comune l’origine, ma si sono sviluppati in contesti diversi. Entrambi provengono dagli inni corali cristiani-metodisti degli afroamericani, a loro volta nati dagli antichi canti spontanei degli schiavi nei campi di lavoro, soprattutto quelli di cotone negli Stati Uniti d’America…

Con le “militanti della memoria”, per restituire l’identità alle vittime della dittatura argentina

Nunca Más! Mai Più!
Argentina 1976-1983

Franca Jarach, desaparecida all'età di 18 anni

L’università di Milano-Bicocca sostiene la campagna per il diritto all’identità promossa dall’ambasciata della Repubblica argentina in Italia, con il sostegno della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), per «restituire l’identità» a chi ne è stato derubato durante il regime dittatoriale in Argentina (1976-1983) e per continuare a tenere viva la memoria. Durante la dittatura, infatti, i militari fecero scomparire 30 mila persone e tra queste centinaia di bambini, figli dei desaparecidos. Da allora le Abuleas de Plaza de Mayosono alla ricerca dei loro nipoti ancora vivi, alcuni dei quali potrebbero trovarsi in Italia, cittadini argentini o italiani nati in Argentina in quei terribili anni…

“Russia 1991″, nella storia con il coraggio di due fotografe

di Alba L’Astorina

russia_locandinaUn reportage fotografico racconta gli intensi e drammatici giorni del tentato golpe di Mosca del 1991, e porta alla ribalta volti, storie, simboli e accadimenti di uno dei momenti più significativi della Russia contemporanea. Il reportage, a cura di Bruna Orlandi[i] e Alessandra Attianese[ii], si intitola Russia 1991. Un altro luogo, un altro tempo e sarà in mostra a Il Tornio di Agenzia X, a Milano, dal 14 fino al 24 maggio nell’ambito di Photofestival. Dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 19 (http://www.photofestival.it/)….

“Imagine” il giorno degli avanzi a Central Park

Testo e foto di Alba L’Astorina da New York

rockoftherock (17)

Nei miei ricordi di quando vivevo a Napoli, il giorno successivo a Pasqua, la Pasquetta, è sempre stata una giornata delirante. Bellissima, per carità, salutare! Chiunque decida di uscire dalla propria casa e godere di una giornata di moto all’aria aperta fa una cosa a mio avviso buona. Solo che nel giorno della Pasquetta vigeva per i napoletani una sorta di obbligo a trascorrere la giornata fuori casa che, come è possibile immaginare, rendeva molto affollate le località classiche verso cui tutti si dirigevano: Ischia, Procida, il bosco di Capodimonte, il monte Faito, la spiaggia di Miseno, e intasava di traffico le strade per raggiungerle…

Da Hershey’s, sulla 42esima, dove il cioccolato ha il sapore che mio padre portava a casa

di Alba L’Astorina da New York*

Alba a Central Park

Tra una visita e l’altra ci capita sempre di passare da Times Square, sulla 42esima, dove sorgono negozi colossali multipiano dedicati alle grandi marche del divertimento e dell’industria dolciaria, tra questi M&Ms e la fabbrica di cioccolato Hershey’s  (la più grande compagnia di produzione in USA), anche noto per essere il cioccolato ufficiale delle forze armate statunitensi. Ha una formula particolare la cioccolata Hershey’s, che pare non fosse tanto gradita dai consumatori non americani, al punto da non essere riuscita a sbarcare oltre oceano, soprattutto in Italia, ma solo nelle basi NATO sparse per il mondo. Ed è da quella di Bagnoli che la cioccolata è transitata per arrivare nelle nostre case a Napoli…

A Ellis Island, dove i nomi della mia famiglia sono stati “abitati” da altre persone

Testo e foto di Alba L’Astorina da New York

Statua Libertà Ellis Island

Anche se può suonare strano da una napoletana come me, ma la mia visita a New York durante il periodo di Pasqua 2014 ha molto a che fare con i ricordi della mia infanzia. Il legame più importante è di certo con mio padre, che per anni ha lavorato come civile presso il Comando delle Forze Alleate del Sud Europa di Bagnoli, una delle più grandi basi NATO d’Italia. Attraverso la mensa ufficiali, dove mio padre prestava servizio, arrivavano a casa nostra i sapori e le tradizioni tipiche degli americani che frequentavano la base. Ma in questa immersione in emozioni del passato che è diventato il mio soggiorno a New York…

Argentini d’Italia, «In questo sfondo infinito siamo…»

di Paola Ciccioli

Una domenica mattina, domenica 6 aprile, va il Cd di Ivano Fossati. Ma la canzone che si impone, e vuole essere ascoltata e riascoltata, è una soltanto: “Italiani d’Argentina”. «Ecco, ci siamo. Ci sentite da lì…».

Vado a cercare il video su Youtube e trovo immagini in bianco e nero di partenze, valigie, vecchi e poveri cappelli, uomini ammassati su bastimenti verso l’avvenire, bambini dagli occhi spauriti.

«In questo sfondo infinito siamo…».

 

Voglio condividere, nel significato più praticato di questi tempi. E allora posto il video e la canzone sulla mia pagina Facebook, digitando anche cinque nomi, che si illuminano di blu per il contatto telematico sul social network: Francesco Pulitanò, Alejandro Librace, Francesca Capelli, Alberico Capitani, Liliana Severini…

Makramè, il tessuto del benessere imbastito di asimmetrie

di Antonella Piccolo e Wanda Di Pierro

Makramè apertura

«Makramè – tessere percorsi relazionali –  è un’associazione che nasce nel settembre 2005 e che inizia

la sua attività operando nei campi della convivenza, dell’integrazione e del disagio psicologico, sociale e istituzionale.

L’immagine del makramè, come tessuto costituito da fili di diverso spessore intrecciati e annodati, rappresenta per noi l’idea delle possibili connessioni tra la pluralità di persone, relazioni, spazi e significati all’interno del tessuto sociale. Fondiamo dunque la nostra azione a partire dall’assunto che il benessere delle persone sia strettamente connesso all’appartenenza a reti sociali plurali…

 Con il mio nome ma non a nome mio!

La strage di Madrid in 192 scatti

di Alba L’Astorina

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Le stazioni ferroviarie si assomigliano tutte un po’. Ovunque binari, treni, panchine, sale d’attesa, cartelloni, e passeggeri che partono, arrivano, sostano, si affrettano.
La mattina, poi, nelle stazioni ferroviarie, si ripetono rituali comuni a milioni di persone nel mondo. Donne e uomini “della realtà” abbandonano le loro case, dopo aver salutato genitori o figli, e diventano pendolari che incrociano altri pendolari, studenti, professionisti, operai.
E’ questo rituale della vita che la mattina dell’11 marzo del 2004, tra le 7:36 e le 7:42, è stato spezzato, impedito nel suo ripetersi. Quattro convogli ferroviari delle linee regionali spagnole, un treno fermo e uno in arrivo verso la stazione di Atocha, un treno nella stazione di Santa Eugenia e uno in quella di El Pozo, sono saltati in aria a seguito dello scoppio di diversi ordigni piazzati nei loro vagoni[1]. Le vittime, 192 in totale[2], erano in maggior parte operai e impiegati che andavano al lavoro e studenti di alcuni istituti tecnici e del Politecnico di Madrid…

Elogio del margine di una Penelope egiziana

A Milano dall’età di 2 anni, diventa cittadina italiana

di Alba L’Astorina

Daphne Cazalet, "Scritto sulla pelle"

“Nonostante il mio velo africano, la faccia da indiana-calabrese, col naso egizio e i capelli neri e crespi, il marito col turbante che da lontano potrebbe sembrare addirittura un po’ talebano, giurerò davanti a un funzionario del comune di Milano di essere italiana, italianissima, “un purosangue d’Arabia”. Verrò “naturalizzata”, cioè, riconosciuta, in termini di immigrazione, come fossi un po’ più naturale, normale, e finiranno i miei incubi più atroci dopo 29 anni vissuti a Milano e 7 di attesa da quando ho presentato la domanda di cittadinanza. 

Quindi, ad esempio, come tutti gli italiani, potrò vivere serenamente la mia disoccupazione, senza il timore di non vedermi rinnovato un pezzo di carta dal quale dipende la mia vita in Italia; oppure potrò migrare in un altro paese ancora, senza la paura di non riuscire a tornare nel posto in cui più ho vissuto, qui. Potrò votare…

Insomma, cosette di questo tipo…

Con queste parole Heba, una giovane amica egiziana, ha annunciato a me e ai suoi cari, che presto sarebbe diventata cittadina italiana…

“Ho letto di Anita Sarkeesian sul blog della presidente Laura Boldrini”

di Paola Re*

Anita Sarkeesian

Quando ho iniziato a compiere le ricerche per la realizzazione di questa tesina, il mio scopo era quello di trovare informazioni per poter analizzare dettagliatamente il ruolo che i personaggi femminili, umani e non, ricoprono all’interno dei diversi videogiochi presenti sul mercato. Procedendo nelle mie ricerche, mi sono imbattuta in un’interessante serie di video caricata su Youtube intitolata Tropes vs Women in videogames. In questi video vi era una donna che, parlando direttamente alla telecamera, esaminava i personaggi femminili presenti nei videogiochi e i ruoli da essi ricoperti. L’autrice e protagonista di questi video è Anita Sarkeesian, una giovane attivista per i diritti delle donne che, ormai da anni, si batte per denunciare e cambiare l’immagine femminile trasmessa dai vari media. Per raggiungere il suo obiettivo ha aperto un canale Youtube intitolato Feminist Frequency, dove periodicamente carica video in cui descrive a fondo l’immagine della donna che emerge da film, telefilm, riviste e libri. Tropes vs Women in videogames è il suo ultimo progetto ancora in fase di realizzazione.

Esso consiste in un’analisi completa della rappresentazione dei personaggi femminili all’interno dei videogiochi, prendendone in considerazione tutti i vari aspetti. Il fine di questo dettagliato esame è di portare alla luce e demolire tutti quegli stereotipi che stanno alla base di un’errata e denigrante raffigurazione delle figure femminili…

 

La creatività femminile per la Palestina

6 febbraio 2014

di Alba L’Astorina

Il muro lungo 75 Km che divide la popolazione palestinese a Gerusalemme est

Il muro lungo 75 Km che divide la popolazione palestinese a Gerusalemme est (foto di Bruna Orlandi)

Un libro, un documentario, una serie di foto: usando parole e immagini di alcune artiste contemporanee, l’incontro organizzato dal Centro Comunitario Puecher di Milano il prossimo venerdì 7 febbraio cerca di ricordare “Il dramma della Palestina tra passato e futuro”. Il libro è Golda ha dormito qui, di Suad Amiry, scrittrice palestinese, che racconta l’inquietudine di quei palestinesi costretti ad abbandonare le proprie case sotto i bombardamenti israeliani a partire dal ’48. Dichiarati “proprietari assenti” delle proprie abitazioni, che il governo ha consegnato a nuovi inquilini ebrei, i personaggi del libro non si rassegnano alla perdita della loro dimora che subiscono…

«Quei ragazzi tristi che hanno dovuto lasciare l’Europa»

Antonella Pagnanelli

Antonella Pagnanelli

4 novembre 2013

di Antonella Pagnanelli, da Calgary*

Stasera ho cenato in un bar/ristorantino in centro a Calgary: città molto ricca (qua ci sono gas e petrolio alla grande e infatti è piena di americani). La mia cameriera era una ragazza scozzese, sulla venticinquina: passa nel ristorante 13/14 ore a giorno, delle quali tre nel pomeriggio sono di pausa (ma lei vive troppo lontano dal centro per andare a riposarsi un po’ a casa). Prende 9 dollari canadesi, circa 7 euro, LORDI l’ora. È qui da due mesi, con il suo ragazzo che ha un lavoro “normale”. Lei mi ha ripetuto cento volte, in pochi minuti, di essere tanto stanca. Mi ha fatto vedere le braccia piene di eczema per lo stress… Le ho chiesto se mangiasse adeguatamente e mi ha risposto mica tanto e che ha perso quattro chili in due mesi…

A Teheran, nella parte femminile dell’autobus

27 settembre 2013

reportage di Marina Severini*

Il manifesto dice che il velo "è una protezione, non una limitazione".

Il manifesto dice che il velo “è una protezione, non una limitazione”.

Ho avuto la fortuna di fare un viaggio in Iran nel mese di agosto e di essere ospitata da amici e dai loro amici e parenti in varie zone del paese: Teheran, Isfahan e Rasht (città che si trova a nord, a ridosso del mar Caspio). Ho incontrato pochi turisti occidentali, anche in luoghi che per il loro splendore potrebbero essere mete simili al Colosseo o alle nostre città d’arte; negli scambi occasionali che ho avuto con loro è sempre emerso che la difficoltà di fare un viaggio in Iran è molto legata a un senso di paura per un paese che ci viene mostrato solo attraverso immagini di manifestazioni antioccidentali.

Quello che ho scoperto è al contrario la grande ospitalità degli iraniani- non solo di chi mi ha effettivamente ospitata ma anche di quelli semplicemente incontrati per la strada o nella visita a una moschea… riconoscevano immediatamente in me una straniera (nonostante il mio foulard e le maniche lunghe); molti mi hanno fermata per la strada per chiedermi da dove venivo e dirmi solamente benvenuta in Iran….

Se scegliete Buenos Aires, non fatelo per un moroso (nel senso di uomo)

3 settembre 2013 –

di Francesca Capelli, da Buenos Aires

Francesca Capelli

Francesca Capelli

Non mi sento un cervello in fuga, nel senso non sono candidata al Nobel e nessuna università statunitense mi ha offerto un budget di milioni di dollari per fare ricerca. Un cervelletto però sì. O forse una gallina. Non ho nessuna storia di sopruso subìto in Italia che mi abbia spinto ad andarmene. Facevo la giornalista freelance, guadagnavo bene (una delle poche, forse perché questa strada l’ho scelta anziché subirla), scrivevo libri per ragazzi, qualche testo teatrale, traducevo romanzi. Poi un giorno ho deciso che tutto questo avrei potuto continuare a farlo altrove. A metà del 2011 ho preso la decisione, mentre una voce dentro di me diceva: «Via via via dall’Italia prima possibile»…

Maschi e femmine in viaggio. Dallo sguardo assassino di Bahìa all’amicizia dei giorni nostri

di Francesco Pulitanò

Francesco Pulitanò, Paola Ciccioli e Maria Elena Sini sul Corcovado, Rio de Janeiro 1990 (foto di Saverio Bianchi)

Brasile, Salvador de Bahìa, Agosto 1990. Due maschi adulti milanesi, qualche anno in meno della quarantina, stanno finendo di parlare con la “reception” di un hotel pluristellato e affollato di turisti. Quand’ecco che, giusto lì accanto, fanno la loro repentina comparsa due giovani donne, qualche anno in più della trentina, che, scambiandosi rapidamente poche parole, rivelano senza ombra di dubbio la loro natura di compatriote. Le due italiane sembrano un po’ in affanno e alquanto a disagio nella loro comunicazione con il personale dell’albergo…

 

Vera, una madre che piange la figlia desaparecida

Martedì 4 giugno 2013, ore 10.00

Università Milano Bicocca – Edificio U7, Aula Pagani (3° piano) – Via Bicocca degli Arcimboldi 8, Milano

Incontro con Vera Vigevani su desaparecidos ed esiliati durante la dittatura argentina.

Grazie alla collaborazione traAmnesty International Lombardia, l’Associazione 24 marzo e Dipartimento di Sociologia corso di laurea magistrale PROGEST, Vera Vigevani incontrerà gli studenti e il pubblico di Milano portando la sua testimonianza per la creazione di una memoria condivisa, affinché nessuno dimentichi e certe cose non si possano più ripetere

Sessismo e Pubblicità, Milano tradisce l’Europa. DonneInQuota crea una rete internazionale: è nata Wecams

Donatella Martini

di Donatella Martini

Sarà  anche vero, per dirla con Lucio Dalla, che Milano è vicina all’Europa. Ma in fatto di pubblicità sessista, e di azioni concrete per ripulire la città  da manifesti e immagini che offendono le donne, Milano e la sua amministrazione sono lontane dalle disposizioni europee in materia».

Donatella Martini, presidente di DonneinQuota, annuncia così la nascita di una coalizione di livello internazionale contro l’uso offensivo e distorto del corpo femminile nei media e in pubblicità….

L’Africa e le sue donne

di Angela Lucrezia Calicchio*

Con la XII edizione di TRAMEDAUTORE si conclude il nostro viaggio nel teatro africano avviato nel 2009, dando voce, quest’anno, ad artisti provenienti da altri paesi: Capo Verde, Etiopia, Rwanda, Uganda, Zimbabwe.

Paesi teatralmente poco esplorati dal teatro italiano, eppure al centro di un forte interesse internazionale, con una presenza ancor più significativa delle donne impegnate sul terreno della scrittura e dell’arte, che stanno dando un forte impulso al futuro dell’ Africa e costituiscono un motore per il rinnovamento. Saranno, infatti, alcune artiste africane presenti in questa edizione, a chiudere, anche simbolicamente, la nostra incursione nel continente nero

La miliziana: storia di Mika, la “capitana” della Revolution

Nel libro “La miliziana”, edito da Guanda, la scrittrice argentina Elsa Osorio ricostruisce la figura di Micaela Etchebéhère, unica donna che durante la guerra civile spagnola comandò una milizia antifranchista. Una biografia romanzata. Anzi, un dialogo a distanza fra autrice e protagonista a cavallo tra immaginazione e storia di Valeria Gandus

Che storia, quella di Mika. E l’abbiamo ignorata per 70 anni. Ci voleva una donna determinata come la scrittrice argentina Elsa Osorio per raccontarcela in un libro prezioso: “La miliziana”, edito da Guanda.

Mika era il soprannome di Micaela Etchebéhère, ebrea argentina di origini russe con due passioni nel cuore: suo marito Hipòlito e la rivoluzione. Fu l’unica donna che durante la guerra civile spagnola comandò una milizia antifranchista:…

Donne ucraine

Una poesia particolare come epigrafe alla propria tesi, intitolata “Donne ucraine in Italia: una migrazione per lavoro. Un’indagine qualitativa“. Questa la scelta fatta da Stefania Fiocco che si è laureata in Psicologia, con il massimo dei voti e la lode, all’università Bicocca di Milano.

La donna ucraina

Occhi grigi, occhi bruni, snelle e robuste,
se ne vanno le belle donne dalla Ucraina-madre.
Vanno in un paese straniero non per riposare,
non fanno crociere, vanno a lavorare.
Hanno lasciato a casa tutti i loro cari:
i mariti amati, i loro figli, i vecchi genitori.
Là erano ingegneri, maestre e sarte,
all’estero sono diventate domestiche-schiave….

Cuba, lutto tra le Dame in bianco: addio alla dissidente Laura Pollan

La fondatrice del movimento di mogli e familiari dei prigionieri politici dell’isola è scomparsa a 63 anni per un arresto cardiaco. L’associazione da lei fondata vinse il premio Sakharov per la difesa dei diritti umani

L’AVANA – Un grave lutto ha colpito le ‘Damas de blanco’ (‘Dame in bianco’), l’organizzazione delle mogli e dei familiari dei dissidenti cubani. La leader del movimento Laura Pollan è morta per un arresto cardiaco in una clinica all’Avana, dove lo scorso 7 ottobre era stata ricoverata in gravi condizioni di salute. Aveva 63 anni e soffriva di diabete e complicazioni polmonari

Parigi, in centinaia alla “SlutWalk” per dire “no” alla violenza contro le donne

Un centinaio di donne ha animato a Parigi una SlutWalk, letteralmente ‘marcia delle sgualdrine’ una delle manifestazioni che, iniziate nell’aprile 2011 a Toronto, sono assurte a movimento di protesta in tutto il mondo contro il sessismo e la violenza sessuale alle donne.  Vestite con abiti provocanti, molte le scollature e le minigonne, le manifestanti parigine hanno sfilato sotto il sole dietro ad uno striscione su cui campeggiava la scritta; “No è no. Uno stupro non è mai né consentito, né provocato e non è mai la colpa della vittima!”….

Salviamo Kate dalla lapidazione

Si chiama Kate ma non è la duchessa di Cambridge, sposa di William. E’ nigeriana, ha 34 anni e rischia la lapidazione se sarà rimpatriata nel suo Paese d’origine da cui è fuggita. Kate Omoregbe è in Italia, condannata a scontarequattro anni di carcere per detenzione di droga. Nel 2008 divideva la sua abitazione con altre ragazze. Un giorno mentre si trova da sola in casa il suo appartamento viene perquisito. C’è della droga, di modica quantità. Lei si dichiara innocente ma non le credono. La rinchiudono nella casa circondariale della città del Pollino dove si trova tuttora, in attesa di uscire, in anticipo, per buona condotta…

Se le primavere arabe tradiscono le donne

di Cecilia Zecchinelli 

Hala Misrati, la star della tv di Gheddafi finita sui media del mondo per il suo ultimo show con pistola prima dell’arresto, era diventata una celebrità negli ultimi mesi, la voce più forte della propaganda. Ma è difficile pensare che seanche avesse vinto il Colonnello, cosa ormai impossibile, la tostissima ex scrittrice di romanzi rosa avrebbe trovato un ruolo di leadership nella Jamahiriya. E anche le amazzoni del Qaid (guida), tanto decantate e poi sparite, avevano un ruolo ancillare nonostante le divise e le armi: nessuna femminista araba le ha mai portate d’esempio e in Occidente piacevano soprattutto agli uomini. Ma se il maschilismo dei vecchi regimi arabi, caduti e non, è cosa nota, che dire dei governi nascenti?…

L’odissea giudiziaria della donna coraggio cinese

di Riccardo Noury

Io e il governo cinese abbiamo di Mao Hengfeng la stessa opinione: è una grande rompiscatole.  Qui ci dividiamo: perché, insieme a milioni di attiviste e attivisti per i diritti umani, la tenacia e l’ostinazione di questa donna  sono motivo di ammirazione; per Pechino, sono attitudini da stroncare. Neanche Tina Marinari, che pubblica periodicamente sul sito della Sezione Italiana di Amnesty International appelli in favore di Mao Hengfeng, ormai tiene più il conto di quante cause questa donna abbia fatto sue…

Slutwalk Berlin 2011

L’Africa che cammina con i piedi delle Donne

Prosegue la carovana delle donne africane “Walking Africa” verso il Nobel per la Pace 2011. È iniziato oggi ad Ancona il IX Convegno internazionale di ChiAma l’Africa. Prossimi incontri il 23 maggio al Parlamento europeo di Bruxelles e il 25 maggio alla Farnesina a Roma.

Ancona, 21 maggio 2011 – È iniziato ad Ancona il IX Convegno internazionale di ChiAma l’Africa, quest’anno titolato “L’Africa che cammina con i piedi delle donne” e dedicato alla Campagna Noppaw (Nobel Peace Prize for African Women). Come di consueto, lo storico appuntamento promosso da ChiAma l’Africa in collaborazione con Solidarietà e Cooperazione Cipsi, con il Ministero degli Affari Esteri italiano e con il contributo della DGCS/MAE, vede la partecipazione di numerosi ospiti italiani e africani…

Fermate lo “stupro correttivo”

Lo “stupro correttivo”, l’orrenda pratica di stupro delle lesbiche nel tentativo di curare la loro omosessualità, sta diventando una vera e propria emergenza in Sud Africa. Ma alcuni attivisti coraggiosi stanno agendo e chiedendo al mondo intero di rivolgersi al Presidente Jacob Zuma e al Ministro della giustizia, che potrebbero condannare e penalizzare questi atroci crimini. Sosteniamoli!
Millicent Gaika è stata legata, strangolata, torturata e stuprata ripetutamente per cinque ore di seguito da un uomo che sosteneva di “curarla” dalla sua omosessualità. E’ sopravvissuta per miracolo, ma non è l’unica: questo crimine immondo è comune in tutto il Sud Africa, dove le lesbiche vivono nel terrore di essere attaccate. Ma nessuno è mai stato condannato per “stupro correttivo”…

Sakineh, la beffa del regime

A casa solo per la confessione tv sul luogo del delitto. Press Tv trasmetterà stasera e domani il programma registrato nella casa di Ashtiani: la notizia del rilascio era falsa

TEHERAN (10 dicembre) – Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio e per complicità nell’omicidio del marito, non è stata liberata, ma solo condotta nella sua casa a Tabriz per essere intervistata dalla tv nazionale «sulla scena del delitto»….

Monica Frassoni, nei primi 100 per «Foreign Policy»

«Io, unica italiana tra i pensatori chiudo l’epoca dei verdi tristi»

MILANO – La prima a essere sorpresa è proprio lei, Monica Frassoni, co-presidente del Partito europeo dei Verdi (eurodeputata fino al 2009), nata a Veracruz (Messico) 47 anni fa, cresciuta a Brescia e, soprattutto, «esplosa» a Bruxelles. La rivista americana Foreign Policy la colloca al trentaduesimo posto nella speciale classifica dei «100 migliori pensatori del mondo per il 2010» («top global thinkers»). Trentaduesima: subito dopo il premier inglese David Cameron. Ma prima dell’economista francese Jacques Attali e del Nobel per la letteratura, lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, in una graduatoria che vede ai primi tre posti, nell’ ordine, Warren Buffett, Bill Gates e il presidente del Fmi, Dominique Strauss-Kahn…

Sakineh, fissata per domani l’esecuzione

Iran, la donna sarà lapidata
Sakineh Mohammadi Ashtiani, l’iraniana di 43 anni, finita nel braccio della morte della prigione di Tabriz, cinque anni fa per adulterio e concorso in omicidio, sarà giustiziata mercoledì. A dare la notizia è stato il Comitato internazionale contro la lapidazione. Del caso Sakineh si è interessata tutta la stampa mondiale e le molte pressioni e proteste hanno spinto inizialmente Teheran a commutare la pena da lapidazione in impiccagione….

Hilton Hotel: dite no alla tratta del sesso

La famosissima catena alberghiera Hilton potrebbe essere complice nella tratta delle schiave del sesso. Gli alberghi sono fra i principali crocevia in questo commercio dell’orrore, ma l’Hilton si rifiuta di firmare un codice internazionale di condotta contro la tratta del sesso. Costruiamo una megapetizione e consegnamola al Presidente dell’Hilton attraverso paginate di giornali nella sua città…

Il mio passaporto di che rosso è?

di Alice Elliot*
L’assessore romano alla scuola Laura Marsilio, in visita a una scuola elementare, ha dichiarato che i bambini nati in Italia da genitori stranieri non sono realmente Italiani. A me, sinceramente, è salita un attimo di ansia identitaria. Un genitore italiano basta per essere italiana? Qui c’è poco da scherzare. Qui si parla di me, della mia appartenenza. Qui, se si comincia a misurare l’italianità a seconda dei genitori, potrei avere dei problemi pure io. Perché non solo mio padre non è italiano ma io non sono neppure nata in Italia. Però ci ho vissuto 20 anni: vale? Quanti punti ho nella scala da 0 a 100 dell’italianità pura? L’assessore Marsilio dice che i figli di stranieri in Italia sono stranieri. Mi sono guardata allo specchio e ho pensato: oddio, parlava di me?…

I figli di Sakineh: «Muoriamo ogni giorno. Il mondo adesso non ci abbandoni»

L’appello lanciato attraverso una lettera aperta: «Siamo stati minacciati. Su nostra madre troppe menzogne»

TEHERAN – «Aiutateci! Ci sentiamo soli e, tranne il nostro coraggioso avvocato Javid Hutan Kian, all’interno della Repubblica islamica siamo completamente abbandonati». È questo il disperato appello lanciato in una lettera aperta da Sajjad e Sahideh Ghaderzadeh, i due figli di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana che rischia la lapidazione per adulterio. La lettera è stata inviata dall’avvocato della famiglia, Hutan Kian, all’Adnkronos….

È donna, ma non è sottomessa perciò la trattano da prostituta

Sulle offese a Carla Bruni, parla lo scrittore Marek Halter, firmatario della petizione per liberare Sakineh: «Anch’io sono stato attaccato dalla stampa iraniana. Ma non mi hanno mai detto cose così orrende, perché sono un uomo… Nel Novecento, come diceva Goethe, il termometro per misurare l’umanità erano gli ebrei. Nel ventunesimo secolo, credo che siano le donne. Basta guardare come vengono trattate in un paese per capire qual è davvero la situazione. »…

Teheran insulta Carla Bruni. Tutti zitti, nessuno s’indigna

I giornali iraniani danno della “prostituta” alla signora Sarkozy. La sua colpa: essersi schierata contro la lapidazione di Sakineh

di Fiamma Nirenstein

In altri tempi sarebbe stata una dichiarazione di guerra: non si è mai dato di prostituta alla moglie di un re, di un primo ministro o un presidente di un Paese straniero, e nemmeno all’anima gemella di un qualsiasi uomo di onore senza che, nella storia e nella letteratura, questo creasse reazioni di sdegno popolare, diplomatico, ritiro di ambasciatori, duelli, cazzotti… Invece Carla Bruni, per aver difeso la vita di Sakineh Mohammadi Ashtian, la donna iraniana condannata alla lapidazione, dicendo che «la Francia non abbandonerà la signora Mohammadi Ashtiani madre di famiglia di 43 anni» si è vista trattare da «prostituta»…

Per Sakineh le ore più difficili. L’Italia si unisca a noi francesi

Una sfida per le Democrazie – Se saremo ogni giorno di più, riusciremo a salvare questa donna che è colpevole solo di essersi innamorata

di Bernard-Henry Levy

È la domanda che si sono fatti, già da una quindicina di giorni, i firmatari dell’appello «Fermiamo la lapidazione di Sakineh». È la domanda che si pongono le decine di migliaia di donne e di uomini che da quel momento in poi ogni giorno, a ogni ora – e certi giorni al ritmo di una firma ogni due o tre secondi – si sono uniti al primo appello. Ma, ovviamente, nessuno può rispondere a questa domanda spaventosa. E nulla ci assicura che, nei giorni a venire, forse domani stesso, o la notte seguente, quell’atroce sentenza non venga eseguita, riducendo il bel viso di Sakineh Mohammadi Ashtiani alla stessa poltiglia sanguinolenta di quello dei due amanti, lapidati a morte senza pietà il mattino del 16 agosto scorso, nei pressi di Kunduz, una regione dell’Afghanistan sotto il controllo dei talebani….

Lapidazione, né Greci né Latini ucciderebbero così Sakineh

di Eva Cantarella

Come morirebbe Sakineh, condannata alla lapidazione, se la pressione dell’ opinione pubblica internazionale non riuscisse a bloccare la mano ai suoi carnefici (è attesa per oggi la sentenza sul riesame del caso)? Avvolta in un sudario bianco, verrebbe sepolta fino al petto e uccisa da parenti e astanti a colpi di pietre, le cui dimensioni dovrebbero essere tali da non consentirle una morte troppo rapida. Di media grandezza, le pietre dovrebbero garantire la durata media dell’ esecuzione: circa trenta minuti…

Giustizia e vita per Sakineh. Fermate un crimine che uccide l’Iran

Bernard Henri Levy

Accusata di adulterio, rischia la lapidazione

di Bernard Henri Levy

Questo è un nuovo appello per Sakineh Mohammadi Ashtiani, la giovane donna iraniana che rischia la condanna alla lapidazione con la presunta accusa di adulterio e di complicità in omicidio. Il Brasile le ha promesso asilo, ma l’Iran ha respinto l’offerta. Questo è un appello in extremis. È stato firmato, oltre che dall’autore di queste righe, da altre diciassette personalità, scrittori, attivisti dei diritti umani e politici, sia uomini che donne, indignati, tutti, dal persistere di questo abominio nel ventunesimo secolo: Wole Soyinka, Patrick Modiano, Milan Kundera, Jorge Semprún, Ségolène Royal, Rachida Dati, Simone Veil, Marjane Satrapi, Juliette Binoche, Mia Farrow, Bob Geldof, Taslima Nasrin, Ayaan Hirsi Ali, Jody Williams, Sussan Deyhim, Yann Richard, Elisabeth Badinter….

Afghanistan. Il volto di Aisha

Con questa copertina il Time si chiede se sia giusto che gli Usa lascino il Paese

di Antonio Sgobba

Che cosa accade se lasciamo l’Afghanistan. La foto in copertina dell’ultimo numero di Time non lascia dubbi. Il volto di Aisha, 18 anni, condannata dai talebani per essere scappata dalla famiglia che abusava di lei. La sentenza venne eseguita dagli stessi familiari: il cognato le teneva fermo il capo mentre il marito estraeva un coltello per amputarle naso e orecchie. Non è accaduto dieci anni fa, scrive il Time, quando i talebani erano al potere in Afghanistan, ma solo l’anno scorso. Ora Aisha vive nascosta in un rifugio per donne maltrattate…

«L’Italia sana deve dire basta»: El Paìs intervista Milena Gabanelli

La giornalista lancia un accorato appello all’Italia migliore sul problema della legalità. «L’opposizione è inesistente e il popolo si fa sentire poco. C’è chi delinque, chi evade – dice la giornalista di Report – ma anche chi vede e non dice nulla»

di Miguel Mora *

Milena Gabanelli è una delle grandi giornaliste investigative italiane. Nata nel 1956 in un paesino della Brianza, vicino a Milano, lavorava come venditrice di mobili, ma si laureò in Storia del Cinema ed entrò alla Rai. Oggi, è la giornalista più querelata del Paese, nonostante non abbia perso una sola delle quasi 40 cause accumulate, per un valore di circa 300 milioni di euro. Milena Gabanelli è, oggi, lo spauracchio degli amministratori pubblici e degli amministratori delegati delle imprese italiane. «Secondo me, ha avuto un peso rilevante Andrea della Valle, proprietario di Tod’s; il mio nome compare nei suoi consigli di amministrazione almeno tre volte alla settimana», spiega. E che cosa dicono? «Avete visto che cosa ha detto domenica quella troia della Gabanelli?»…

Appello per Sakineh a rischio della vita

Un tribunale iraniano l’ha messa a morte. Ma Amnesty vuole salvarla

di Dacia Maraini
Un caso urgente: si tratta di Sakineh Mohammad Ashtiani, condannata alla lapidazione dal tribunale religioso – che coincide con quello civile – e detenuta nel braccio della morte del carcere di Tabliz, a nord ovest dell’Iran. Non è lei a chiedere solidarietà ma i due figli adulti che supplicano il mondo di intervenire. Già molte organizzazioni internazionali, guidate da Amnesty International, si stanno dando da fare.Ma il caso è complicato. La donna di 43 anni è in prigione da cinque. I giudici si fanno forti della sua confessione. Sakineh ha ammesso non uno ma due adultèri. Per questo è stata condannata a morte per lapidazione, secondo le leggi della Sharia…

Reggiseno e négligé, le foto osé delle deputate ceche

La polemica – Il calendario ha scandalizzato il Paese. Tra le modelle, la vice presidente della Camera. Accusate di proporre vecchi stereotipi, le donne si difendono: «Così siamo libere»

di Maria Serena Natale
BERLINO — Picconatrici con lo stiletto, ennesimo equivoco sulla mercificazione del corpo o ironica rivincita delle belle-e-intelligenti? Il calendario delle deputate pin-up accende l’estate in Repubblica Ceca — il Paese dell’ex premier…

Islanda, legalizzate le nozze gay e la premier sposa la sua compagna

28 giugno 2010

Il matrimonio celebrato subito dopo il sì alla legge. Madre di due figli ormai adulti, la Sigurdardottir era già unita civilmente dal 2002

di Paolo G. Brera
Oggi spose, senza troppi convenevoli. La premier islandese Johanna Sigurdardottir, ex hostess amatissima dal suo popolo eletta primo ministro a febbraio dello scorso anno, ha inaugurato ieri la nuova legge che consente di celebrare matrimoni omosessuali sposando ufficialmente la sua storica compagna, Jonina Leosdottir, con la quale si era già unita civilmente nel 2002. Nessuna cerimonia solenne, solo un paio di firme su un documento che chiede, e automaticamente ottiene, la conversione in matrimonio dell’unione civile…

Dunja Mijatovic (Osce): “No alla legge bavaglio”

Intercettazioni, bocciatura senza appello dall’Osce

L’Osce contro il Ddl intercettazioni: il provvedimento segna una tendenza alla criminalizzazione del lavoro dei giornalisti. L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) chiede pubblicamente all’Italia di non approvare il testo licenziato dal Senato lo scorso 10 giugno. Nel caso lo si voglia comunque approvare sono indispensabili degli emendamenti, affinché la nuova legge possa essere in linea con gli standard internazionali in materia di libertà di espressione e con l’attività portata avanti dall’Osce. La raccomandazione si legge in una nota pubblicata online sul sito dell’organizzazione ed è a firma di Dunja Mijatovic, delegata per la libertà dei media…

Iran, censura contro il film su Neda

Un anno fa Neda Agha-Soltan è diventata un simbolo della protesta antigovernativa a Teheran quando è stata uccisa durante una manifestazione. Oggi, a quasi un anno dalla sua morte, il film documentario prodotto dall’americana HBO su Neda è stato boicottato dalle autorità iraniane che hanno fatto ricorso ad interferenze nelle trasmissioni satellitari e a tagli dell’energia elettrica per impedire alla popolazione di Teheran di vederlo…

Womenomics: hai potere e non lo sai?

24 febbraio 2010

L’Espresso parla, nel numero in edicola, di “Womenomics“, il libro di successo di due giornaliste televisive,Claire Shipman e Katty Kay. In sintesi, Antonio Carlucci, autore dell’articolo, (“Ragazze Womenomics”, L’Espresso 20/2/2010) scrive che il libro «fotografa perfettamente la svolta: sempre più donne scelgono la flessibilità nell’orario di lavoro e usano ogni ora di tempo guadagnata per dedicarla a se stesse, ai figli, alla famiglia, ai propri passatempi. E sempre di più vengono accontentate perché le aziende, gli studi professionali, i giornali, sanno che lavoreranno meglio e con maggiore serenità. E alla fine daranno molto più valore al loro lavoro». Ma tutto questo succede in America dove «l’ultimo dato di inizio febbraio dice che gli occupati negli Usa sono per il 50,1% donne e per il 49,9% uomini»…

Elvira Dones su la Repubblica parla in nome delle belle ragazze albanesi: “Signor Berlusconi, basta battutacce”

16 febbraio 2010

da la Repubblica del 15 febbraio 2010

La lettera. Elvira Dones, scrittrice e giornalista albanese replica alla battuta di Berlusconi“Quelle donne le ho incontrate. Mi hanno raccontato le loro vite violate, strozzate, devastate”

In nome delle belle ragazze albanesi: “Signor Berlusconi, basta battutacce”…

La Svizzera: anni-luce dall’Italia

Doris Leuthard

8 febbraio 2010

«Usciamo dai confini nazionali. Giusto un’ora di macchina da Milano ed eccoci nella Confederazione elvetica dove le tre principali cariche istituzionali sono guidate da altrettante donne. A parte il titolo un po’ usurato, il settimanale L’Espresso racconta questo spicchio di realtà femminile che, vista dall’Italia, sembra lontana anni luce»….

Shirin Ebadi: la costanza del Nobel

10 gennaio 2010

Pubblichiamo qui di seguito due articoli di Silvia Truzzi (pubblicati su il Fatto) che mettono in risalto due modi di essere donna in contrapposizione allo stereotipo femminile dominante in Italia.

La costanza del Nobel

di Silvia Truzzi

La non violenza è una qualità del cuore, non può venire da un appello alla ragione. Lo diceva quel signore minuto, calvo e indiano che seppe fare del suo nome un vessillo di pace. Gandhi portò con la dolcezza la sua nazione all’indipendenza e come tanti giusti venne assassinato…

 

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