Dignità, rispetto e «un buon lavoro» per la vedova di Alika Ogochkwu

di Paola Ciccioli

Immagine da @nidcom_gov

Aike Dabiri-Erewa è la presidente della Nigerians in Diaspora Commission (NiDCOM), ente governativo che rappresenta le cittadine e i cittadini nigeriani sparsi in tutto il mondo. Già parlamentare, esperta di giornalismo e comunicazione, studi anche ad Harvard, Alike Dabiri-Erewa è vicinissima al presidente della Nigeria, l’ex generale Muhammadu Buhari, del quale ha favorito la rielezione nel 2019 attraverso il movimento “Nigeria Together”.

Nella foto di apertura – estratta dalla stessa Commissione da un video messo in rete ieri sera – compare accanto a quella, ormai nota in ogni continente, dell’immigrato Alika Ogochkwu, massacrato di botte il 29 luglio 2022 lungo il corso di Civitanova Marche dal 32enne Filippo Ferlazzo.

Ieri pomeriggio a Macerata si è tenuta in prefettura una riunione per affrontare la delicatissima gestione delle conseguenze di questo delitto e del clamore suscitato, tanto che – alla presenza di rappresentanti dell’ambasciata della Nigeria a Roma – è stata deciso lo svolgimento di una manifestazione “di pace” in programma 6 agosto.

Mi riprometto di tornare su questa iniziativa e, bandendo ora per ragioni di pietà e di opportunità ogni accento critico dalle mie parole, sottolineo che nel video (nel quale in coda si parla anche di due nigeriani uccisi in Canada) la presidente della diaspora nigeriana rassicura i suoi connazionali sullo svolgimento delle indagini, ringrazia quanti hanno offerto aiuto e solidarietà a Charity Oriachi, la vedova dell’ambulante ucciso, e chiede per lei un buon lavoro («a good job»), perché possa provvedere alla famiglia. Dignità e rispetto, dunque.

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3 thoughts on “Dignità, rispetto e «un buon lavoro» per la vedova di Alika Ogochkwu

  1. Giusto; e un lavoro dignitoso per tutti. Sia per gli exracomunitari, che per gli italiani.Servirebbe dare dignitá di un lavoro e non le elemosine dei redditi di cittadinanza !(Se non ai veri indigenti : quelli davvero non in grado di lavorare) Tutti gli altri dovebbero potersi
    mantenere lavorando. Serve creare lavoro, secondo me, e per tutti : italiani e non . Mi permetto aggiungere che chi viene da noi deve essere informato circa le nostre abitudini e il rispetto che è dovuto alle donne nella nostra cultura: comunque vestano (mi riferisco alle molestie rivolte su un treno dai ragazzini stranieri a ragazze italiane che erano in “short “ed anche alle aggressioni di Milano a Capodanno dove si sono “allungate le mani” su un gruppo di ragazze : ed è successo anche in Germania) .Bisognerebbe integrare e rispettare le diverse culture. Non si può morire per aver preso per un braccio una donna sconosciuta in strada. E, comunque, è intollerabile venire uccisi quale che ne sia il motivo .Ma tutti noi siamo a rischio esattamente come quell’Ambulante , in quanto -secondo me- sono in libera circolazione persone dalla mente squilibrata che nessuno provvede a curare/custodire Poteva succedere a chiunque : senza nessuna differenza di di cittadinanza, etnie ,o colore della pelle Siamo tutti a rischio come quel pover’ Uomo perchè uno squiibrato può colpire ovunque

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    • “Lo Squilibrato” è già stato esaminato da esperti della materia? Questi disumani episodi dovrebbero almeno divenire arco per lanciare frecce verso una diversa cultura umana e sociale.
      Giusto dare lavoro alla vedova d mettiamoci pure gli italiani che il lavoro Dignitoso non lo trovano da anni e sempre per responsabilità degli stessi . Mettiamo come petrusinu ogni minestra, anche il reddito di cittadinanza, ma qui occorre fare GIUSTIZIA. Punto e a capo innanzi tutto, e mi ripeto, per quelli come me che non ne possono più di appartenere ad un genere umano indifferente, razzista, ipocrita. All’età di dieci rimasi orfana di padre per un incidente stradale, chi lo investi’ sul marciapiedi era un cittadino influente sul territorio. Il tribunale diede, vincolandoli fino alla maggiore età dei tre figli, un milione e mezzo di lire. Diamo alla vedova un lavoro dignitoso e ci sentiremo tutti a posto, dopotutto potevano pure restare a casa loro!

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