«La notte mi assale l’emozione: e se ricoverano anche Andrea?»

di Maria Grazia Nichetti

Febbre, saturazione, pressione, ossigeno, cibo, sonno, incubi, reazioni del corpo, dolori, ansie, rapporto con altre donne malate, notizie sulle condizioni del marito Andrea Veronesi – come lei stimato psicologo di Milano – alle prese con la stessa malattia ma a casa. «Tutto è iniziato con un raffreddore», il diario dal Covid di Maria Grazia Nichetti prosegue.

Questo è il quaderno nel quale la psicologa milanese Maria Grazia Nichetti ha annotato il suo “attraversamento” del Covid, dal raffreddore con cui la malattia si è annunciata fino alla fine dell’incubo durato oltre un mese di cure ospedaliere (la foto è sua).

14 novembre Questa notte ho dormito abbastanza fino alle 4,20, poi sono stata sveglia (se continua così mi farò dare qualcosa per dormire, quando mi sveglio nella notte mi assale l’emozione del momento che sto vivendo, penso a casa e mi viene un po’ da piangere, anche la preoccupazione per Andrea che non è seguito da nessuno… e se viene ricoverato anche lui??? Devo farmi dare qualcosa per dormire meglio, più rilassata, sicuramente il cortisone mette agitazione). Al passaggio il medico prova la saturazione con oss: 95, quindi mi toglie l’ossigeno per un po’ e poi la riprova, ma la saturazione si abbassa a 90: quindi rimesso ossigeno a 2 litri questa volta.

Quando il medico mi visita, mi ausculta e mi dice di fare un respiro lungo a bocca aperta, faccio fatica alla fine del tentativo di respiro, mi viene da tossire… ma, questa volta riesco a farne due o tre di fila (a mio parere un po’ meglio ed esprimo la mia soddisfazione con un gesto come dire “evvai”!!!). Il dott. Pelucchi, dopo avermi visitato mi dice «va bene che è psicologa, va bene l’energia, ma deve essere più calma, ci vuole pazienza»… mah! Da quando ha saputo che sono psicologa (qualche giorno fa mi ha chiesto se volevo fare un colloquio con la loro psicologa, perché mi ha visto un po’ in ansia, ma io lo ero perché sapevo che avevano bisogno di letti e avevano già spostato persone e io ero un po’ preoccupata. Io qui sto bene, mi sento curata bene, compresa, e non volevo cambiare); continua a dire che devo stare calma che ci vuole tempo, bah, che concezione ha della psicologa???

Scaricata già due volte nella mattina ma con feci normali e senza troppa fatica; dopo essermi lavata tutta, cambiata, mi sono messa nel letto e ho dormito per 40 minuti prima del pranzo. La terza volta scaricata con feci meno formate alle ore 13,45: la dottoressa Albricci ha detto che mi farà dare fermenti lattici da prendere per qualche giorno nel primo pomeriggio. Questi cambiamenti continui, non mi scarico o mi scarico troppo, prendono la mia attenzione, è come se il mio corpo si stesse risvegliando a poco a poco. Oggi proverò anche a fare lo shampoo secco che mi hanno portato, è dal 23 ottobre che non mi lavo i capelli e, con le sudate fatte per la febbre e i farmaci, vorrei sistemarmeli, vedremo cosa viene fuori.

Presi i fermenti lattici e sembra che le scariche si fermino; ho fatto anche lo shampoo e mi sembra di essere un’altra persona. È strano come le piccole cose di cura della persona ti facciano sentire un po’ meglio. È strano anche come uno sbadiglio e uno starnuto riescano difficili senza il respiro. Oggi pomeriggio mi sento meglio, ed è difficile far passare il tempo: leggo un po’ la rivista, un po’ le parole crociate, un libro, scrivo, ma le ore stentano a passare. Cominciamo qualche volta a parlare tra noi io e G. e ci raccontiamo qualcosa di noi. Lei è stata ricoverata come me il 2 novembre, dopo 13 giorni passati a casa stando male con nausea, vomito continuo e febbre. È sposata, ha quattro figli maschi e 5 nipoti femmine, ci scambiamo i pareri sul nostro stato di salute e ci ritroviamo ad essere un po’ complici di questo momento di ospedalizzazione. Domani poi è domenica e, nonostante la presenza continua di dottori, le operazioni e le routine sono tutte rallentate…

15 novembre (domenica), alle 6 senza febbre, alle 8 saturazione 97, pressione 110/65: direi meglio di ieri, vediamo come va la giornata… Sentito Andrea ha ancora 37,4, poco raffreddato, questa notte ha dormito, saturazione 93/95… prenderà Tachipirina… È passata la dottoressa Albricci e mi ha detto che le cose stanno andando bene e voleva sapere con chi vivo a casa, perché c’è la possibilità, nei prossimi giorni, di andare al piano di sopra a fare la convalescenza oppure a casa. Le dico che a casa Andrea è positivo anche lui, e per loro questo sarebbe possibile. A dire il vero questa notizia di avere la possibilità di andare a casa non mi rende molto contenta (anche se mi manca casa), mi sento ancora fragile, non autonoma nella respirazione. Comunque viene fatto lo stesso discorso a G., è evidente che stanno organizzando per la settimana e per le continue presenze in arrivo… Urgenze. D’altronde noi ormai stiamo meglio e capisco la necessità di lasciare il posto a gente più bisognosa.

Oggi a pranzo: piccola lasagna, arrosto di tacchino con carote, arancia, dolcetto. Mi vedo molto dimagrita, l’altra sera mi accovaccio per prendere delle cose dal cassetto dell’armadietto… ma non mi riesco a tirar su da sola e un infermiere che passa di lì mi dà una mano… i muscoli si sono rattrappiti… povera me, ritornerò con la forza di prima ?
Ore 15: temperatura 37, presa bustina di fermenti lattici.

16 novembre, apiretica, 110/60 pressione, 97 saturazione. Insonne fino a mezzanotte e 40, poi mi addormento e alle 2,10 incubo, grido, strano sogno dove io passavo quasi carponi, guardata male da altre persone al mio passaggio, graffiavo altre donne e me stessa, mi sono svegliata con il braccio destro dolorante perché appoggiato sul comodino, il dorso della mano era tutto rosso e dolorante… Forse la situazione attuale mi crea un po’ di ansia e paura…G. si spaventa, mi chiede se va tutto bene, l’ho svegliata e me ne dispiace. Anche il cortisone so che fa avere incubi…

Andrea ha parlato con la dottoressa, che gli dà finalmente il cortisone in gocce (40 x due volte al giorno) per fare alzare la saturazione che è un po’ bassa (93). Questa mattina ancora 37,7, prenderà tachipirina. Anche la farmacista dà consigli a Maurizio che va in farmacia per Andrea, gentilissima, e aggiunge anche l’eparina da farsi… Ma la notizia migliore è che ha ricevuto una telefonata dall’infermeria di Niguarda che aveva avuto il suo nominativo dall’ATS per essere monitorato telefonicamente ogni giorno e in più ha la possibilità di farsi visitare a Villa Marelli per controllare i polmoni. SONO CONTENTA COSÌ SI SENTE CURATO E ASSISTITO ANCHE LUI (e io sono più tranquilla). Io scaricata nel pomeriggio con raccolta feci che ho consegnato, temperatura 37, presi fermenti lattici, dal prelievo risulta leggera anemia… (dall’esame risulterà poco sangue nelle feci).

Ore 15,30: sentito Andrea con saturazione 91 che si alza a 95 dopo le 17,30, sta a letto anche se è senza febbre, un po’ agitato in quanto non sa bene se può prendere altro cortisone, lo trovo innervosito, non può prenderne di più relativamente al suo peso, domani mattina chiederà quando gli telefoneranno.

17 novembre, ore 6: sfebbrata più prelievo venoso; ore 8: 120/60 pressione, saturazione 97/70. Andrea sta meglio, saturazione 95/96, non ha febbre. Passato il dottor Pelucchi, alla visita sente ancora crepitii alla base destra, sempre 2 litri ossigeno, senza, scende a 91. Ha segnato di farmi dare qualche cosa per dormire e in lista per fare una lastra ai polmoni, questa mattina. Non mi sono ancora scaricata; ore 15: temperatura 37,2. Alle 17 il dottor Pelucchi mi riporta che stanno aspettando l’ok da Villa Igea in via Marcona per accogliermi per la convalescenza, la notizia lì per lì mi coglie di sorpresa… lo spostarmi mi spaventa un po’, glielo dico
che qui mi trovo bene ma poi mi spiega che non mi spostano di sopra al terzo piano perché non è gestito dall’ospedale ma da una cooperativa e per la complicanza dell’altra patologia, la leucemia, si sentono più sicuri a mandarmi in una struttura ospedaliera. Capisco allora che ci hanno pensato e mi riservano un’attenzione nel discutere il mio caso. Anche G. verrà spostata per la convalescenza al terzo piano. I valori del sangue: linfociti 80.000… mi è uscita una macchia scura screpolata sulla mano sinistra, sulle nocche più
evidente ma anche un po’ sulla mano destra, stesso punto… tipo geloni. Andrea alle 19 saturazione 96 è sfebbrato, sta abbastanza bene, domani chiederà di poter essere visitato a Villa Marelli.

18 novembre, sfebbrata, alle 6 ho dormito in modo più continuativo grazie alle gocce che mi hanno dato di Lexotan, nonostante la notte movimentata in corsia. Ore 8: 98 di saturazione, 110/60 pressione. Forse perché ho riposato bene oggi per la prima volta “mi sento bene”…. Alle 10 passa il dottor Pelucchi, saturazione 94/70, ci sono sempre crepitii, sempre a destra, mi comunica che non ci sono ancora posti liberi alla Villa Igea, per oggi niente spostamento. Invece comunica a Gloria che in giornata verrà spostata al piano superiore, di preparare la sua roba. Mi /ci dispiace di questa cosa, subito mi viene di dirle che se vuole ci possiamo scambiare il numero di cellulare, per rimanere in contatto, lei è d’accordo e lo facciamo subito prima che poi gli eventi si sommino… Quando ti dicono che “ti devi spostare”, in ospedale ti devi far trovare pronta…

G. è di origine peruviana, ha 60 anni ed è da 25 anni in Italia. Abita con la famiglia a Monza e gestiscono un ristorante peruviano. Mi invita ad andarla a trovare non appena le situazioni migliorino, sia di salute che Covid e le sue precauzioni: chissà quando questo sarà possibile!!! In queste occasioni di ricoveri si creano solidarietà e complicità. Difatti nella mattinata viene spostata e subito vengono a pulire, disinfettare il tutto, sicuramente arriverà qualcun altro… Infatti nel pomeriggio tardi hanno inserito la signora di 78 anni, Covid anche lei, scoperto durante la sua degenza in un altro reparto e poi spostata qui, con artrite reumatoide, marito infermo a casa e figlio di oltre 40 anni autistico che vive con loro. Una signora di origine siciliana che vive nell’hinterland milanese. Di buona famiglia ma con un sacco di problemi (che riesce ad esternare tutti nei due giorni di condivisione prima del mio spostamento). Vediamo come va la notte chiederò di nuovo di darmi le gocce.

Continua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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