L’amore al tempo delle bombe

di Giulia Berti Lenzi

Una storia familiare che è anche la nostra Storia. Dopo “Da Giulia a Giulia“, il racconto continua.

“Lisetta”, la mamma di Giulia Berti Lenzi in una fotoriproduzione della stessa autrice del post

Durante quel mese di manovre militari a Carlazzo, mio padre conobbe la mia mamma. Se ne invaghì e la corteggiò. Anche a mamma piacque subito il giovane tenente e accettò di passeggiare con lui, sempre scortata dalla sorella maggiore! Si fidanzarono ufficialmente e dopo qualche mese si sposarono. Andarono a vivere a Roma, dove papà era stato chiamato in servizio e dove risiedevano i suoi genitori. Qualche mese dopo mamma rimase incinta di me e, quasi contemporaneamente, papà dovette lasciarla per partecipare alla campagna di Grecia e Albania. Nonna Giulia e nonno Giuseppe la vollero a Torino e la mandarono a prendere. Nel mese di aprile del 1941 nacqui io!

Finita la campagna di Grecia, mio padre, promosso maggiore, tornò a Torino. Restammo ancora un paio d’anni, ma l’8 settembre del 1943 l’armistizio di Badoglio sconvolse la nostra vita. L’esercito italiano cessò di esistere, fu lasciato a se stesso, in balia degli eventi, come quando si calpesta un formicaio. Soldati, ufficiali, allo sbando furono obbligati a difendersi dai tedeschi che li catturavano, li imprigionavano, li reclutavano per le loro follie. E mio padre, insieme ad altri militari, amici e uomini dovette fuggire.

Lasciò mamma, di nuovo incinta di mia sorella e me piccolissima con i nonni e delle zie a Torino e, con la morte nel cuore, da Carlazzo arrampicandosi sulla montagna, con l’aiuto di certi contrabbandieri raggiunse, insieme agli altri, la Svizzera. Qui fu internato in un campo di raccolta, dove fu scelto, in seguito come ufficiale di collegamento. Intanto, a Torino, che incominciava ad essere bombardata dagli alleati, i nonni decisero di trasferirsi , insieme a mamma e alle altre figlie, anche loro a Carlazzo, nella casa delle vacanze.

Fecero partire prima la mia mamma con un treno da Torino a Milano, con me e qualche bagaglio. Un treno zeppo di gente, che continuava a fermarsi in mezzo alla campagna e che impiegò una vita ad arrivare! Loro l’avrebbero raggiunta appena possibile. Appena scesa dal treno a Milano, aiutata da una signora gentile, mamma fece appena in tempo ad uscire dalla stazione che iniziarono i bombardamenti sulla città! Fu una strage! Tutti lo ricordano! Qualcuno da Como era venuto a prenderci, non so chi fosse! Ci scortò fino a Como, ci mise su un battello che attraversò il lago al buio, a causa del coprifuoco. Di notte arrivammo a Menaggio.

Continua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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