Anche il giornalismo aspetta la sua ripartenza

Testo e foto di Paola Ciccioli

La partigiana e prima donna ministra della Repubblica italiana, Tina Anselmi, in una foto scattata da Paola Ciccioli durante l’incontro online con 83 partecipanti, organizzato giovedì 23 aprile dalla Casa della Cultura di Milano per parlare dei libri di Pier Luigi Vercesi (“La notte in cui Mussolini perse la testa”, Neri Pozza) e di Daniele Biacchessi (“L’Italia liberata”, Jaca Book). Quest’ultimo ha fatto ascoltare anche una parte dell’intervista da lui registrata al telefono quando già Tina Anselmi si era ritirata a Castelfranco Veneto dove è morta il 1° novembre 2016 all’età di 89 anni

«Facciamo prima un punto sulla realtà. Sono trent’anni che il Paese non è governato: accorgerci ora che abbiamo cinquemila letti in terapia intensiva quando la Germania ne ha 28 mila, scoprire che le carceri sono in subbuglio e che è possibile scappare sui tetti, ammettere adesso che andavano costruite altre strutture perché i detenuti potessero vivere in condizioni almeno vivibili; è il conto che stiamo pagando per essere stati distratti, per non aver preteso una guida vera».

Estrapolo queste parole del filosofo Umberto Galimberti da una sua lunga riflessione sull’Andrà tutto bene che ci ha sostenuti in queste settimane di isolamento e ringrazio Gabriella Cabrini per averla pubblicata sulla sua pagina Facebook.

«Non aver preteso una guida vera», anche per me questo è il punto, il male che ci ha assediati. Lo dico da cittadina e lo dico da giornalista che ha vissuto sulla propria pelle il traumatico passaggio dal giornalismo sia pure imperfetto dei fatti al giornalismo della diffusa complicità con il marketing.

Non abbiamo preteso, come avremmo dovuto, una guida vera nella politica. Non abbiamo preteso una guida vera nei giornali.

Domai è il 25 aprile, è per me una ricorrenza di commozione e di rabbia. La rabbia di vedere giornaliste e giornalisti pubblicare ora libri sui resistenti di allora, dopo aver impiegato gli ultimi decenni a consolidare relazioni di potere con i responsabili della cancellazione del vero dai media.

Anche per noi occorre una ripartenza.

One thought on “Anche il giornalismo aspetta la sua ripartenza

  1. Abbiamo bisogno di giornalismo vero, così come abbiamo bisogno che tutti assumano impegno civile e professionale. Il giornalismo sano è l’anticorpo sociale alle epidemie perchè tiene sveglia la conoscenza e la coscienza di un popolo, quando si ammala restiamo senza difese.
    Angela Giannitrapani

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