Rosalìe, una tra i Mille

di Angela Giannitrapani – da Marsala

Le due foto del post (insieme ad altre che pubblicheremo in seguito) ci arrivano da Marsala e si riferiscono al monumento dedicato ai Mille garibaldini che resero l’Italia unita. Tra i nomi incisi sulle lastre metalliche c’è anche quello di una donna, Rosalìe Montmasson Crispi, e a farcelo scoprire è questa mail di Angela Giannitrapani che a Marsala è nata e che anche questa estate ci ha fatto una regalo di conoscenza durante le sue vacanze (https://www.turismocomunemarsala.com/monumento-ai-mille.html)

Carissime Vera e Paola,
vi ho lasciate con l’anticipazione della presenza di una donna, l’unica, tra i 1088 uomini che salparono da Quarto alla volta di Marsala, durante la Spedizione di Garibaldi nel maggio del 1860. E così è. Ve ne racconto brevemente: si tratta di Rosalìe Montmasson Crispi, moglie di cotanto uomo!
Nata in Alta Savoia, dopo i suoi primi vent’anni scorrazzò in lungo e in largo raggiungendo e collegando le cellule rivoluzionarie in Sicilia, Malta e Inghilterra in preparazione dei moti che precedettero e prepararono lo sbarco di Garibaldi e le successive battaglie.

Spirito indomito e appassionata repubblicana fu sposata a Francesco Crispi per 25 anni, disconosciuta da lui come moglie nel 1878 in seguito al suo matrimonio con Lina Barbagallo, e per questo imputato di bigamia, ma assolto perché ormai rilevante uomo di governo. Ma un altro alto tradimento Rosalìe lo subì dalla Storia e dagli storici che le negarono l’intensa attività rivoluzionaria e la relegarono in un folcloristico piccolo cameo che si restrinse a tal punto, col tempo, da spedirla per direttissima nell’oblìo.
Ora, si dà il caso che la poetessa e scrittrice Maria Attanasio di Caltagirone, per caso, inciampa sulle sue orme e ne scrive una storia documentata dal titolo La ragazza di Marsiglia uscito in giugno per Sellerio. Io ho incontrato l’autrice a Milano e ho fatto da intermediaria per la sua venuta a Marsala la scorsa settimana. Evento che ha visto un pubblico partecipe e ricco di studiosi locali e lei dalla prorompente loquela.
Ma devo anche farvi un mea culpa : finché non ho letto il libro non avevo mai saputo di Rosalìe e non avevo mai notato di quante tracce fosse disseminata Marsala, la mia città!! In seguito alla lettura ho trovato documenti in Biblioteca e nell’Archivio Storico, dei quali è responsabile una mia cara amica, ne ho avuto cenni dai miei amici studiosi di Storia locale e, udite udite… ne ho letto il nome, inciso  a traforo sulle lastre di ottone brunito che simulano le paratie dei bastimenti Piemonte Lombardo, che trasportarono i 1089 garibaldini, all’interno del Monumento ai Mille eretto sul lungomare Boeo a 500 metri da casa mia!!!! Vergogna!!!
Ma ciò a dimostrazione che quando la Storia degli uomini cala il velo e la dimenticanza dei posteri impolvera le tracce, gli occhi delle  nuove generazioni guardano senza vedere.
A documentazione di ciò che dico, vi mando una foto dell’autrice durante l’incontro marsalese, delle immagini del Monumento di cui vi ho parlato e del particolare (non molto nitido, purtroppo) del nome di Rosalia Montmasson inciso sulle lamine, insieme ai rimanenti 1088 nomi dei picciotti .
Non so se vi ho annoiato, ma se così non fosse sarei felice di aver condiviso con voi la mia nuova passione.
Dopo tanta pazienza da parte vostra, concludo questo mio lungo messaggio, non prima di avervi abbracciato di cuore,
Angela

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