Amicizia è… due asciugamani del corredo che sventolano sulle Ande

di Eliana Ribes

Un’altra immagine scattata in Perù dalla giurista maceratese Lina Caraceni ci fa continuare la storia di Nestor e Paulina che ci ha regalato Eliana Ribes. Qui due donne andine mentre filano la lana di alpaca con cui confezionano guanti, cuffie e altri accessori poi messi in vendita in tutto il mondo attraverso la rete del Commercio equo e solidale

Una coppia di peruviani arriva a Macerata per perfezionare l’arte della tessitura. Culture diverse si intrecciano, nuovi legami nascono.

Nestor e Paulina erano alloggiati in un ostello, ma a diversi volontari della Bottega Mondo Solidale di Macerata ha fatto piacere averli ospiti nelle loro case, per approfondire la conoscenza, e anche a noi. Era necessario superare la loro timidezza e il loro riserbo, ed io troppo mi sono data da fare, esagerando come faccio sempre quando mi trovo in una situazione insolita. Con un tono di voce sempre troppo alto, perché ho l’impressione che una lingua straniera si capisca meglio se si alza la voce, come se gli interlocutori fossero sordi, ho introdotto Paulina nella mia cucina e le ho fatto vedere come si cuoce la pasta, come si prepara un sugo semplice, e, cosa ancor più inopportuna per gente che mangia prevalentemente patate, come si impana la carne.

Sicuramente era molto curiosa e non aveva più quello sguardo smarrito e vergognoso dell’inizio, a volte addirittura perso in chissà quali lontananze, ma credo non le sia servito a niente. Ogni tanto però, mi regalava un sorriso contento e birichino che me la faceva sentire vicina.

Mio marito Silvano, anche con l’aiuto di mia figlia Irene che conosce lo spagnolo, intratteneva Nestor che raccontava qualcosa del suo mondo e anche dei pericoli che riservavano ai giovani le grandi città del Perù. A tavola c’era molta allegria, perché tutti ridevano delle mie uscite un po’ paradossali e del mio eccessivo gesticolare. Gli ospiti usavano le posate con molto impaccio, ma questo non impediva loro di mangiare con gusto tutto quello che c’era nel piatto, con grande piacere anche mio. Nestor alla fine se n’è uscito con un’espressione così originale che non potrò mai dimenticare: «Vorrei essere un cammello, immagazzinare tutto il possibile per i periodi di magra, ma questo non è fattibile! Particolare apprezzamento ha mostrato verso la frutta e la verdura che neppure scendendo al mercato di Juli, la cittadina più vicina al loro villaggio, 30 chilometri, riescono a procurarsi con facilità.

Questo è stato l’incontro più ravvicinato che ho avuto con loro a Macerata, in altre occasioni li ho visti a casa di amici, ma le circostanze hanno voluto che partendo da questa nostra terra privilegiata conservassero un ricordo materiale della mia famiglia. Durante il loro soggiorno avevo messo a disposizione di Paulina, che ne aveva bisogno, due asciugamani, i più belli del mio modesto corredo.
Mio marito aveva prestato a Nestor il suo orologio, per farlo orientare meglio con gli orari e metterlo in condizione di rispettare i diversi impegni. Non li abbiamo rivoluti indietro, e a me sapere che a 4.000 metri di altitudine sventolano i miei asciugamani dà una sensazione di felicità e di leggerezza. Penso inoltre che finché l’orologio continuerà a battere anche Nestor ricorderà con più vicinanza questi suoi amici italiani.

Nel corso degli anni mi sono più volte chiesta come abbiano potuto fare Nestor e Paulina a rassegnarsi ad accettare tanta disuguaglianza e a ritornare ad una esistenza così misera e tribolata. So per certo che il commercio equo e solidale, l’unica forma di cooperazione che li ha raggiunti e valorizzati, riesce a vendere con sempre maggiore difficoltà i loro manufatti, ma che è riuscito se non altro, con un finanziamento della Regione Marche, a far installare dieci pannelli solari sulle case di Choccoconiri.

Le famiglie che le abitano possono così avere un po’ di corrente elettrica, comunicare per le loro necessità con un personal computer, non disponendo nemmeno di un presidio sanitario, e sentirsi meno isolate dal resto del mondo ascoltando la radio.
Come staranno Nestor e Paulina? Me lo chiedo tante volte, ma evito di trovare questa risposta che pesa sulla mia coscienza di donna occidentale a cui non manca niente e che tuttavia è spesso in affanno. Nel marzo del 2014, questo sì, si è saputo che la signora Florencia è morta durante un violento temporale, colpita da un fulmine mentre custodiva i suoi alpaca, sferruzzando o filando come faceva sempre, per non perdere momenti di vita preziosi.

II – Fine

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