“Viaggio in Europa” seduti sul divano

Milano, 28 giugno 2017: Federico Leonardi durante il suo “Viaggio in Europa” in casa di Mariagrazia Innecco. In questo fermo immagine dal video girato da Adele Sacco, il percussionista Nicola Di Caprio, a destra, e (alla sinistra del protagonista) il chitarrista Giulio Burratti e Rocco Fava

di Luca Bartolommei

Per la prima volta ho assistito a una performance teatrale in un appartamento, riservata ad una stretta cerchia di invitati. A Milano.

La serata inizia in una bella casa dove una trentina di persone è riunita per assistere alla lettura teatralizzata di “Viaggio in Europa”, testo scritto e recitato da Federico Leonardi. Accompagnato dal batterista/percussionista Nicola Di Caprio e dal chitarrista Giulio Burratti, il professore di filosofia ci fa decollare dalla Mesopotamia della room 56 del British Museum per portarci a Istanbul, poi a Napoli, ad Atene, Berlino, Parigi, insomma voliamo tra storia, realtà e sogni guidati dalla sua voce che ogni tanto cambia timbro e volume, facendoci sobbalzare. Un calice di bianco aiuta ad affrontare meglio i vuoti d’aria causati dai contrappunti vocali incalzanti di Rocco Fava. Sono curioso di sapere chi è (ammesso che esista davvero e abbia un’identità) il personaggio femminile che va e viene nelle parole di Leonardi nella sua narrazione. Il pubblico si è dimenticato la pasta fredda del buffet, non ci si muove nemmeno per prendere un sorso d’acqua, fortunatamente non fa caldo. Difficile scegliere su e tra quali isole saltellare per andare da Istanbul ad Atene, tante rotte possibili, ma sempre lì si arriva per trovarvi purtroppo una disperazione profonda. Grande dolore. Ma durante il viaggio abbiamo, forse, intravisto una sirena che sembrava quasi scortarci, chioma scura come la schiena dei delfini dell’Egeo.

Siamo tornati in Italia, a Napoli, tra 99 Posse e femminielli dalla voce profonda e dal temperamento irrequieto che raccontano di loro e della loro città. La tensione si alza, il viaggio sta terminando quando la sirena di cui sopra entra in scena (ma allora esisteva…) con le fattezze di Barbara De Pasqual che di verde vestita mette la parola fine al viaggio.

Suspence, silenzio, applausi e musica per salutare definitivamente il pubblico e riaprire gli occhi, oddio ma allora era tutto un sogno, nella room 56 del British Museum da dove eravamo partiti nel 6000 a.C.

Salutiamo con calore Mariagrazia Innecco, ospite squisita, entusiasta e coinvolgente, io dimentico l’ombrello sul suo pianerottolo, e ci dirigiamo verso casa. Dal non-caldo di prima siamo passati al decisamente fresco. La giacca ti salva sempre. La temperatura solletica l’appetito e, riapprodati all’Isola, ci sediamo all’angolo Borsieri/Perasto per una pizza in due, tavolini già sistemati per la chiusura ma stasera sono come al solito tutti gentilissimi e ci ri-apparecchiano all’esterno. La birra rinfresca ulteriormente e alziamo i boccali al passaggio di vari amici (sì, stasera è e sarà una serata davvero particolare) come Carmelo, esegeta di Chuck Berry e suonatore di chitarre rosse, con sua moglie che ci sorride, Marta, con la giacca a vento ma senza il fido trombone al seguito, e suo marito Vincenzo, artista e artigiano costruttore di dulciane che mi ricorda l’appuntamento per le prove della Banda Dehors. Musica che, anche se non la cerchi, ti sta sempre intorno. Destino?

Alzando lo sguardo dalla margherita con doppia mozzarella e volgendolo aldilà della chioma di una Paola sempre più bella con quella corona di capelli candidi e quel filo di rossetto, si vedono tre o quattro camion con il logo Rai HD parcheggiati a fianco del Nordest fino al Blue Note. Chi starà suonando? Magari a quest’ora avranno già finito, mah, andiamo a vedere.

Davanti al locale c’è un signore che fuma il sigaro, non lo riconosco, Paola si rivolge a lui e dice «buonasera maestro!», io lo guardo e vedo che, ossignur, è Roberto Vecchioni che, gentilissimo e disponibile (ma non sa che io sono milanista) ci spiega di essere lì per partecipare con una sua canzone a una serata-tributo dedicata a Lelio Luttazzi. Tombola!

Il primo atto si chiude con una coppia appassionata ed affamata di musica che cerca di entrare, senza invito in una serata ad inviti, a vedere cosa succede al Blue Note.

Come dicono quelli esperti di comunicazione, stay tuned!

 

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2 thoughts on ““Viaggio in Europa” seduti sul divano

  1. Proprio in questi giorni una mia amica genovese in Sardegna per le vacanze, mi raccontava di un’esperienza di teatro in un appartamento con una ventina di persone. Anche lei riferiva di una serata interessante,intima e coinvolgente….Ah le grandi città !

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