«E con occhi che si aprivano dopo un sogno vide tutta la bellezza intorno a sé»

di Judith C. E. Belinfante*

Una tempera dall’opera “Vita? o Teatro?” di Charlotte Salomon, in mostra al Palazzo Reale di Milano fino al 25 giugno 2017. Collection Jewish Historical Museum, Amsterdam © Charlotte Salomon Foundation Charlotte Salomon®

La giovane artista Charlotte Salomon decise di dipingere la storia della sua vita durante una difficile crisi esistenziale. Nel 1939, all’età di 21 anni, fuggì da Berlino e trovò rifugio presso i nonni materni nel sud della Francia. In meno di due anni, fra il 1940 e il 1942, produsse un’incredibile serie di immagini, costruite con un disegno possente e colori di forte espressività. Mise insieme oltre milletrecento fra tempere, veline, annotazioni musicali, varianti pittoriche e altre prove, creando una sintesi delle arti con elementi appartenenti alla pittura, alla letteratura, alla musica, al teatro, al cinema e al fumetto. Charlotte Salomon concepì Leben? oder Theater? (Vita? o Teatro?) come un Singspiel (ossia un dramma con musica) suddiviso in tre parti, con un prologo, una parte principale e un finale. I personaggi dell’opera sono suoi familiari e amici, ai quali vengono dati nomi immaginari, tanto che la stessa autrice vi compare nelle vesti di Charlotte Kann. Charlotte Salomon interpretò quindi la sua storia biografica fondendo realtà e finzione.

Il prologo tratta dei primi anni dell’artista a Berlino, fino al 1937. La sezione principale verte sulla sua formazione e sul suo grande amore, l’insegnante di canto Alfred Wolfsohn (alias Amadeus Daberlohn), nonché sulla relazione di Wolfsohn con lei e con la sua matrigna, la cantante d’opera Paula Salomon-Lindberg (alias Paulinka Bimbam). L’epilogo riguarda gli anni fra il 1939 e il 1942, trascorsi da Charlotte nel sud della Francia, e vi si narra anche della nascita di Vita? o Teatro?, che si distribuisce in circa mille fogli, spesso dipinti e scritti su entrambi i lati, tra cui l’autrice ha selezionato una serie numerata di circa ottocento tempere per il racconto definitivo. L’opera era conclusa da pochi mesi quando, nell’ottobre del 1943, all’età di 26 anni, Charlotte Salomon veniva uccisa ad Auschwitz.

All’origine del suo capolavoro autobiografico vi è il modo insolito e coraggioso con cui Charlotte volle confrontarsi con il tragico passato della famiglia e con la sofferta esperienza di ebrea vissuta nella città di Berlino.

A seguito del suicidio della nonna, nel 1940, e della scoperta della lunga catena di suicidi del ramo materno, sentì di essere dinanzi a una scelta: togliersi anche lei la vita o intraprendere «qualcosa di davvero totalmente folle». Se ne andò, per così dire, in ritiro e, in un impeto di inaudita energia creativa, cominciò a dipingere: «E con occhi che si aprivano dopo un sogno vide tutta la bellezza intorno a sé, vide il mare, sentì il sole e seppe che per un po’ di tempo sarebbe dovuta scomparire dalla scena umana e che avrebbe dovuto fare qualsiasi sacrificio per creare il suo nuovo mondo traendolo da profondità insondabili». Durante l’estate del 1942, nell’albergo in cui alloggiava a St. Jean Cap Ferrat, Charlotte Salomon lavorò giorno e notte per completare la sua opera. Dopo averla conclusa, affidò Vita? o Teatro? al dottor Moridis di Villefranche-sur-Mer perché ne avesse cura, dicendogli: «C’est toute ma vie» (è tutta la mia vita). Al termine della guerra il dottore consegnò i dipinti a Ottilie Moore, alla quale erano dedicati. L’americana Ottilie Moore aveva offerto ospitalità a Charlotte e ai suoi nonni nella propria villa di Villefranche e, nel 1947, donò l’opera autobiografica e un autoritratto di Charlotte ai genitori dell’artista, Albert e Paula Salomon, che nulla sapevano dell’esistenza di Vita? o Teatro? Albert e Paula fecero realizzare cinque scatole rivestite di tessuto e i dipinti rimasero conservati lì dentro per oltre dieci anni. Nel 1959 i Salomon richiamarono l’attenzione dello Stedelijk Museum di Amsterdam sulla serie e nel 1961 il museo allestì un’esposizione dell’opera. Il 20 novembre 1971 Albert e Paula Salomon donarono poi la serie allo Joods Historisch Museum di Amsterdam, dove è tuttora conservata a cura della Fondazione Charlotte Salomon.

*Tratto dal catalogo della straordinaria mostra “Vita? o Teatro? Charlotte Salomon” (Marsilio) allestita dal 30 marzo al 25 giugno 2017 nelle sale al piano terra del Palazzo Reale di Milano. Per la prima volta in Italia, l’esposizione curata da Bruno Pedretti presenta 274 opere dell’originalissima autobiografia dell’artista berlinese uccisa ad Auschwitz all’età di 26 anni, incinta del suo primo figlio.

(Paola Ciccioli)

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