La ricerca del lavoro

di Erica Sai

Nella Giornata mondiale della poesia, che l’Unesco ha voluto coincidesse con l’inizio della primavera, una poesia scritta da Erica Sai il 7 marzo sul treno da Milano a Luino (foto da Facebook)

Invia

invia pezzi di carta

virtuali e secchi

e fatti goccia

nel mare.

 

Diventa invisibile

come tutti gli altri

nell’istante paradossale

in cui tenti disperatamente

di farti vedere.

 

E poi racconta

racconta a tutti

che ti chiedono pressanti

se sei ancora – ma dai ancora!

sul fondo dell’oceano.

 

Perché chi sei

se non annaspi

in quella superficie dannata

nella finta posizione

adatta a te, secondo l’etichetta?

 

Non importa – oh no!

quello che fai di più bello

perché non è Lavoro

e rimani schiacciata

sotto tonnellate d’acqua asfissiante.

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