«Mia madre Vera e il segreto delle sue Madonne gentili»

di Novella Omodeo Salè*

Milano, 19 marzo 2017. Vera Tiberto Omodeo Salè al braccio di Padre Traian Valdman, parroco della chiesa di via De Amicis, diventata il luogo di culto della comunità ortodossa rumena. Per questa chiesa la scultrice ha realizzato negli Anni ’80, molto silenziosamente, il portale e la via Crucis (la foto è di Pino Montisci, al quale va un grazie speciale per il bellissimo servizio fotografico che ci ha donato)

La mamma si estraniava sempre dai discorsi di politica, che non la coinvolgevano affatto. Lei pensava alle sue faccende, alla spesa, alle cene col papà e i loro amici, e a un certo punto anche alla sua passione per l’arte che per tanti anni aveva per forza di cose dovuto accantonare.

Quando ormai eravamo tutti già al liceo o all’università, la mamma ricominciò a coltivare la sua passione per la scultura. Si iscrisse a un corso serale a Brera e iniziò a dedicarvisi con impegno ammirevole. In altre parole era sempre fuori.

Prima della scultura si dedicò per un po’ a un corso di cucina e per qualche mese ne godemmo i risultati grazie alla produzione di grandi teglie di gnocchi alla parigina e torte alle mele.

(…)

La mamma finalmente si sentiva realizzata e iniziò a produrre una serie di sculture che presto invasero la casa.

Noi all’inizio, presi dalla quotidianità dei nostri impegni, non sembravamo accorgerci troppo del talento della mamma, ma lei in pochissimo tempo rivelò doti decisamente sorprendenti.

Le sue mani creavano dal nulla figure di ballerine e di giovani Madonne la cui grazia sorprendeva noi tutti e presto il suo ritorno a Brera ci parve come qualcosa di ineluttabile.

La mamma ha abbellito le nostre case con bassorilievi, sculture e piccoli presepi e tutti rimangono sorpresi nel sapere che l’autrice di questi oggetti così unici è una persona anonima, anziché un’artista di fama.

Avrebbe potuto organizzare delle personali o farsi recensire, ma lei faceva solo mostre per vendite di beneficenza e non ha mai cercato di far notare le sue opere in sedi specializzate. Io penso che l’arte sia per lei un modo di esprimere il suo animo gentile, e fin da allora la purezza delle forme che creava le dava sufficiente soddisfazione, così come sembrava soddisfarla la sua vita in generale.

*Questo e altro scrive Novella, figlia (insieme con tre sorelle e un fratello) di Vera Tiberto Omodeo Salè, la scultrice che ieri mattina è stata accolta da un applauso ammirato e commosso nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria, a Milano, dove sono custodite alcune sue importanti opere. Queste riflessioni di Novella sono contenute in un “libro di famiglia” che ho potuto leggere grazie a un’altra figlia di Vera, Serena. Le ho trascritte sul mio diario il giorno di Ferragosto del 2016, in un pomeriggio pieno di luce e di bellezza sul lago di Lecco.

(Paola Ciccioli)

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