«È così che parla la vera fede»

di Alāʾ al-Aswānī

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«Un muro di Berlino in Marienburger Strasse, nel quartiere Prenzlauer Berg, ospita il sorriso di Giulio Regeni» http://berlinocacioepepemagazine.com/ «Giulio Regeni è stato rapito, torturato e ucciso da ufficiali della sicurezza egiziana. Una certezza che gli Usa hanno acquisito dall’intelligence nelle settimane successive al ritrovamento del corpo martoriato del ricercatore italiano al Cairo» http://www.repubblica.it/esteri/2017/08/15/news/regeni_new_york_times-173119796/

Alle otto di mattina Taha e lo sheikh Shaker salirono sulla metropolitana per Helwan. Avevano trascorso intere giornate immersi in lunghe discussioni durante le quali lo sheikh aveva cercato di convincere Taha a dimenticare ciò che gli era successo e a ricominciare una nuova vita. Ma lui era ancora così indignato e pieno di collera da aver rasentato il suicidio più di una volta. Alla fine, al termine di una violenta discussione, lo sheikh gli aveva urlato: “Ma allora cosa vuoi? Non vuoi studiare, né lavorare, non vuoi vedere nessuno dei tuoi amici e neppure la tua famiglia. Cosa vuoi Taha?”.

“Vendicarmi di chi mi ha seviziato e umiliato.”

“E come farai a riconoscerli, se non li hai nemmeno visti in faccia?”

“Dalle loro voci. Potrei riconoscere le loro voci fra migliaia. Ti supplico, mio signore, dimmi il nome dell’ufficiale che dirigeva la tortura. Mi avevi detto che conoscevi il suo nome.”

Lo sheikh Shaker rifletté in silenzio.

“Ti prego, mio signore, non avrò pace finché non saprò il suo nome.”

“Non posso affermare con certezza la sua identità, ma di solito la tortura viene diretta dal colonnello Saleh Rashwan e dal maggiore Fathi al-Wakil, entrambi criminali, infedeli che faranno una brutta fine all’inferno. ‘Che pessimo ritorno a casa!’ Ma a cosa ti servirà sapere il nome dell’ufficiale?”

“Mi vendicherò.”

“Non dire sciocchezze. Passerai tutta la vita a cercare qualcuno che non hai mai visto? È una battaglia assurda destinata a fallire.”

“Lo perseguiterò fino alla fine.”

“Lotterai da solo contro un intero sistema che possiede esercito, polizia e armi?”

“Come puoi parlare così dopo averci insegnato che i musulmani sono una sola nazione? Dio non ha forse detto: ‘Quante volte il piccolo ha sopraffatto il grande! Credi in Dio il Meraviglioso’. E Dio dice il vero.”

“Ma la tua lotta contro il sistema ti costerà la vita. Morirai figlio mio. Ti ammazzeranno appena li affronterai.”

Taha tacque e guardò il viso dello sheikh. La parola morte lo aveva scosso profondamente.

“Io sono già morto. Mi hanno ucciso in carcere quando mi hanno violentato sghignazzando. Quando mi hanno dato un nome di donna obbligandomi a rispondere, e io ho risposto sopraffatto da quella terribile tortura. Mi avevano dato il nome di Fawzeyya e tutti i giorni mi picchiavano finché non dicevo di chiamarmi così. Vorresti che dimenticassi tutto ciò e mi rimettessi a vivere?”

Parlava amaramente morsicandosi il labbro inferiore con i denti.

“Senti Taha, te lo dirò per l’ultima volta, che Dio mi assista. Invischiarsi in una guerra contro il regime implica una morte sicura.”

“Non ho più paura di morire. Mi sono preparato spiritualmente per il martirio. Mi auguro sinceramente di morire per la fede e andare in paradiso.”

Fra i due calò il silenzio, poi improvvisamente lo sheikh si alzò, si avvicinò a Taha, lo fissò per un istante e lo abbracciò con trasporto, dicendo con un sorriso: “Che Dio ti benedica figlio mio. È così che parla la vera fede. Ascolta. Adesso torna a casa e prepara i bagagli come se dovessi partire. Domani mattina io ti accompagnerò”.

“Dove?”

Il sorriso dello sheikh si irradiò sul viso: “Non fare domande ed esegui quanto ti ho detto. Saprai tutto a suo tempo”.

*Sono le pagine scelte da Erica Sai da “Palazzo Yacoubian” di Alāʾ al-Aswānī (Feltrinelli, 2006), lo scrittore egiziano che ha usato un edificio del Cairo come metafora della metamorfosi, anche violenta, del proprio Paese. In questo passaggio «è riportato il dialogo tra uno dei personaggi e la sua guida spirituale. Da quel momento il ragazzo verrà arruolato tra gli islamisti».

Libro fondamentale anche per chi voglia tentare di capire il contesto in cui è stato ucciso Giulio Regeni.

Dal 10 al 23 gennaio 2018, Alāʾ al-Aswānī  terrà corsi di scrittura creativa negli Stati Uniti, a Brooklyn, NY.

(Paola Ciccioli)

AGGIORNATO IL 16 AGOSTO 2017

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