«Ho ascoltato i rintocchi festosi e tristi di tanti campanili»

di Anna Caltagirone Antinori

la-maestra-antinori

L’immagine del profilo Facebook di Anna Caltagirone, “la maestra Antinori”

Cara Paola,

mi scuso per il ritardo con cui ti ringrazio del libro che mi hai mandato; ho voluto prima leggerlo perché il titolo m’incuriosiva. Nei ricordi della signora Mariagrazia, ho trovato molti punti di contatto che richiamano alla mia mente momenti di vita vissuta. Anche io avrei tante cose da raccontare, anche perché le circostanze mi hanno portato ad ascoltare i rintocchi di diversi campanili e tu sai che ogni tocco ha un suono ora sereno, ora festoso, ora triste, segue gli eventi e tu ascolti e rifletti.

Quante persone care ho conosciuto! A quante usanze mi sono adeguata! Il tempo passa e i ricordi restano a farti compagnia nei momenti di solitudine. Siamo vicini alle feste natalizie e colgo l’occasione per augurare a te e ai tuoi familiari di trascorrerle con serenità e gioia. Auguro alla signora Sinibaldi di vivere ancora tanti bei momenti da raccontare in un secondo libro con lo stesso stile scorrevole e piacente.

A te un abbraccio affettuoso.

Anna Antinori

mamma-con-marvi-e-fabrizio

Convento di Urbisaglia, Macerata, dicembre 1960: Gina Aguzzi Ciccioli con Maria Vittoria e Fabrizio Antinori (foto dall’archivio privato della signora Anna Caltagirone Antinori)

*Mi ha insegnato a leggere, a scrivere, a tentare di migliorarmi. Sempre. “La maestra Antinori” ha accompagnato i miei sogni e i miei passi con quel suo grembiule nero lucido che non permetteva alla polvere bianca dei gessetti usati per scrivere sulla lavagna di sporcarle il vestito. Giorni fa è venuto a Milano il figlio Fabrizio, mio coetaneo e dolcissimo compagno di giochi. Gli ho consegnato un copia del libro di Mariagrazia Sinibaldi, edito dall’Associazione che presiedo, perché ho pensato che alla signora Anna potesse interessare. E anche perché ho pensato che potesse incoraggiare la “maestra Antinori” a scrivere, a scrivermi. E queste sono le sue parole. E questa è la foto che questa mattina le ha accompagnate: ci sono Fabrizio bambino con la sorella Maria Vittoria, per noi Marvì, e una donna giovane, sorridente e forte: mia madre Gina.

Grazie.

(Paola Ciccioli)

 

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