Cinema: piccolo grande amore

di Alberto Pezzotta e Anna Gilardelli*

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Le più belle foto realizzate da Luigi Comencini sono esposte dal 15 dicembre 2016 nel foyer di Spazio Oberdan di Milano in occasione del centenario della nascita (1916) del grande regista. La mostra è anche l’evento inaugurale delle manifestazioni con le quali per tutto il 2017 verranno festeggiati i 70 anni della Cineteca Italiana, fondata nel 1947 proprio da Comencini insieme con Alberto Lattuada. (http://oberdan.cinetecamilano.it/)

Le origini della Cineteca italiana affondano negli anni trenta, quando alcuni giovani appassionati di cinema, spesso futuri registi (Luigi e Gianni Comencini, Alberto Lattuada, Luciano Emmer, Luigi Rognoni) si raccolgono intorno a Mario Ferrari, poi scomparso prematuramente, cominciano a salvare vecchie pellicole dal macero e a organizzare proiezioni di film. Queste, dal 1936, diventano pubbliche, in sedi che vanno dal Cineguf presso l’Anteo di via Milazzo a un’ex macelleria nei pressi di via Farini.

Grazie a loro, nel 1940 i milanesi possono vedere per la prima volta La grande illusione di Renoir, inviato clandestinamente da Parigi da Henri Langlois della Cinémathèque Française. Durante la guerra il patrimonio della futura cineteca, che comprende pellicole condannate dal nazismo come L’angelo azzurro, trova rifugio a Vaprio D’Adda, nella cascina di un parente di Lattuada.

Nell’aprile 1946 i Comencini e Lattuada organizzano la rassegna “50 anni di cinema” all’Alcione Supercinema (oggi Teatro Versace), patrocinata dal sindaco Greppi. I milanesi affollano la sala per vedere film di Lumière e Méliès, titoli recenti e ancora inediti (Les enfants du Paradis di Carné, Enrico V di Laurence Olivier, L’ombra del dubbio di Hitchcock), e classici poco o mai visti durante il fascismo, come quelli di Chaplin, Dreyer, Ėjzenštejn, Pabst, Vigo. “Mio padre, mio fratello e io non perdemmo, credo, una sola serata. Io avevo quarttordici anni. […] Si entrava con la luce del crepuscolo e si usciva a notte avanzata, euforici e stremati”, ha scritto Giovanni Raboni in La cineteca desiderata.

Le 400mila lire di incasso servono a fondare l’anno dopo la Cineteca italiana, prima nel nostro paese. Nascono un archivio (in via Sammartini dal 1955), che presto affronta problemi di conservazione e restauro delle pellicole, un Museo del cinema (dal 1967), trasferito alla Manifattura Tabacchi di via Fulvio Testi.

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La locandina di uno dei film di Luigi Comencini riproposti durante il Festival Piccolo Grande Cinema, che si è tenuto a Milano dal 4 al 13 novembre 2016.

* Durante tutto il 2017 si terrà a Milano il grande evento “Cineteca 70” per festeggiare la Fondazione Cineteca Italiana, la prima in Italia. Sarà un compleanno lungo dodici mesi, punteggiato da «una nutrita serie di iniziative, scandite dal riferimento ai numeri 7 e 70, attraverso rassegne filmiche, mostre e percorsi museali, iniziative editoriali, campus a tema cinematografico, convegni ed eventi che celebreranno con modalità innovative e creative i primi 70 anni dell’istituzione». Colgo l’occasione per riproporre  questo capitolo tratto da libro Milano d’Italia. Viaggio nei luoghi che hanno fatto 150 di storia del nostro Paese di Alberto Pezzotta e Anna Gilardelli (Bompiani 2011). 

(Paola Ciccioli)

AGGIORNATO IL 15 DICEMBRE 2016

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