Cinema: piccolo grande amore

di Alberto Pezzotta e Anna Gilardelli*

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Le locandine di due film di Luigi Comencini che verranno riproposti durante il Festival Piccolo Grande Cinema, a Milano dal 4 novembre 2016. I bambini, sua fonte di ispirazione, sono al centro del docufilm antologico realizzato dalla Cineteca Italiana che il grande regista ha contribuito a fondare (http://pgc.cinetecamilano.it/2016/)

Le origini della Cineteca italiana affondano negli anni trenta, quando alcuni giovani appassionati di cinema, spesso futuri registi (Luigi e Gianni Comencini, Alberto Lattuada, Luciano Emmer, Luigi Rognoni) si raccolgono intorno a Mario Ferrari, poi scomparso prematuramente, cominciano a salvare vecchie pellicole dal macero e a organizzare proiezioni di film. Queste, dal 1936, diventano pubbliche, in sedi che vanno dal Cineguf presso l’Anteo di via Milazzo a un’ex macelleria nei pressi di via Farini.

Grazie a loro, nel 1940 i milanesi possono vedere per la prima volta La grande illusione di Renoir, inviato clandestinamente da Parigi da Henri Langlois della Cinémathèque Française. Durante la guerra il patrimonio della futura cineteca, che comprende pellicole condannate dal nazismo come L’angelo azzurro, trova rifugio a Vaprio D’Adda, nella cascina di un parente di Lattuada.

Nell’aprile 1946 i Comencini e Lattuada organizzano la rassegna “50 anni di cinema” all’Alcione Supercinema (oggi Teatro Versace), patrocinata dal sindaco Greppi. I milanesi affollano la sala per vedere film di Lumière e Méliès, titoli recenti e ancora inediti (Les enfants du Paradis di Carné, Enrico V di Laurence Olivier, L’ombra del dubbio di Hitchcock), e classici poco o mai visti durante il fascismo, come quelli di Chaplin, Dreyer, Ėjzenštejn, Pabst, Vigo. “Mio padre, mio fratello e io non perdemmo, credo, una sola serata. Io avevo quarttordici anni. […] Si entrava con la luce del crepuscolo e si usciva a notte avanzata, euforici e stremati”, ha scritto Giovanni Raboni in La cineteca desiderata.

Le 400mila lire di incasso servono a fondare l’anno dopo la Cineteca italiana, prima nel nostro paese. Nascono un archivio (in via Sammartini dal 1955), che presto affronta problemi di conservazione e restauro delle pellicole, un Museo del cinema (dal 1967), trasferito alla Manifattura Tabacchi di via Fulvio Testi.

incompreso

* Io, francamente, mi trasferirei armi, libri, computer e bagagli al Museo del cinema. E, quando succede, strabuzzo gli occhi se qualcuno dei miei amici/conoscenti cinefili ammette, ignaro, di non essersi mai seduto in una delle poltroncine azzurre della sala nell’ex Manifattura Tabacchi per perdersi dentro un film come si conviene. In ogni caso: il Museo Interattivo del Cinema di Milano è in festa. Nella nostra Agenda “Oggi e dintorni” tutti gli appuntamenti e i relativi link, mentre bambini, ragazzi, famiglie e appassionati di ogni età aspettano Piccolo Grande Cinema, «il Festival delle nuove generazioni» in programma dal 4 al 13 novembre. 

Per l’occasione ho tirato giù dallo scaffale Milano d’Italia. Viaggio nei luoghi che hanno fatto 150 di storia del nostro Paese di Alberto Pezzotta e Anna Gilardelli (Bompiani 2011): da lì proviene questo capitolo. 

(Paola Ciccioli)

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