Se senti qualcosa che non va, come se ci fosse una lite…

di Luca Bartolommei

luka

Alcune immagini dal Web del singolo Luka, canzone del 1987 nella quale Suzanne Vega affronta il tema delle violenze familiari sui minori

My name is Luka,

I live on the second floor,

I live upstairs from you,

Yes, I think you’ve seen me before.

 

If you hear something late at night,

Some kind of trouble, some kind of fight,

Just don’t ask me what it was.

I think it’s because I’m clumsy,

I try not to talk too loud,

Maybe it’s because I’m crazy,

I try not to act too proud.

 

They only hit until you cry,

And after that you don’t ask why,

You just don’t argue anymore.

 

Yes, I think I’m okay,

I walked into the door again,

If you ask that’s what I’ll say

And it’s not your business anyway.

 

I guess I’d like to be alone,

With nothing broken, nothing thrown.

Just don’t ask me how I am.

 

My name is Luka,

I live on the second floor,

I live upstairs from you,

Yes, I think you’ve seen me before.

 

If you hear something late at night,

Some kind of trouble, some kind of fight,

Just don’t ask me what it was.

 

They only hit until you cry,

And after that you don’t ask why,

You just don’t argue anymore.

(Suzanne Vega – Luka – Album: Solitude Standing, aprile 1987)

Una bella chitarra acustica, power chords, poche battute di introduzione e Suzanne Vega comincia a raccontarci di Luka, il bambino, quanti anni avrà… 9 o 10 non di più, che abita al secondo piano, giusto sopra di noi. Sì, quello un po’ goffo, un po’ schivo, non una teppa sfrontata come ne vediamo tanti, a volte sembra triste.

È vero che ogni tanto anche noi sentiamo che da lassù (ma è poi così tanta la distanza? Forse sì, forse è meglio che sia tanta) arrivano rumori, urla, ogni tanto vola pure qualcosa, ma poi tutto passa e torna il silenzio, almeno si può dormire in pace.

In fondo, le liti fanno parte della vita familiare, e poi ci sono momenti in cui i ragazzi te le tirano proprio fuori, e poi, e poi, e poi arriva il giorno che Luka ci parla. Si presenta, non possiamo più salutarlo in fretta con un <<ciao, tutto bene?>>, non possiamo più evitare quello sguardo, dobbiamo fermarci, guardarlo e ascoltarlo. Particolare non da poco, uno dei nostri figli è con noi.

 

TRADUZIONE DEL TESTO DELLA CANZONE

download

La cantautrice americana Suzanne Vega

Mi chiamo Luka,

abito al secondo piano,

vivo sopra di te,

si, penso che tu mi abbia già visto.

 

Se senti qualcosa di notte, tardi,

qualcosa che non va, come se ci fosse una lite,

non chiedermi cos’è stato.

 

Penso che sia perché sono impacciato,

cerco di non parlare a voce troppo alta,

forse è perché sono pazzo,

cerco di non sembrare troppo arrogante.

 

Ti picchiano solo finché piangi,

dopodiché, tu non chiedi perché,

semplicemente, non discuti più.

 

Sì, penso di stare bene,

ho di nuovo attraversato quella porta,

ecco cosa dirò se me lo chiederai,

e, in ogni caso, non sono fatti tuoi.

 

Sì, mi piacerebbe stare solo,

con nulla che viene rotto,

nulla che viene lanciato.

Solo, non chiedermi come sto.

 

Mi chiamo Luka,

abito al secondo piano,

vivo sopra di te,

si, penso che tu mi abbia già visto.

 

Se senti qualcosa di notte, tardi,

qualcosa che non va, come se ci fosse una lite,

Non chiedermi cos’è stato.

 

Ti picchiano solo finché piangi,

dopodiché, tu non chiedi perché,

semplicemente, non discuti più.

Ogni tanto sentiamo… Ciao, tutto bene… OGNI TANTO?  TUTTO BENE? Minga tropp, verrebbe da dire, e intanto guardiamo il nostro, o la nostra, Luka sapendo che, come chiuderemo la porta di casa nostra dietro di noi, ci farà qualche domanda, perché i bambini fanno domande, eccome.

Domande su altri, o altre, Luka, magari scopriremo che addirittura ne conoscono un paio.

E non lo sapevamo. Storie da secondo piano. Non nostre, storie di altri.

La canzone non dura molto, non fa perdere molto tempo, quindi, dopo averla ascoltata insieme, tra l’altro anche il video è carino, mettiamoci tranquilli e proviamo a dare delle risposte.

Suzanne Vega, intanto, ci saluta con la sua bella voce e con la chitarra che va a chiudere il brano con un classico finale rallentato. Prendiamo un bel respiro e…

Una Risposta

  1. E dalla grande Suzanne è arrivato, via facebook, un italianissimo Grazie!

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