“È come vivere ancora”: io l’ho letto tutto d’un fiato pensando a mamma, papà, mia figlia, un’amica e la zia professoressa

di Margherita Rinaldi

margherita

Margherita Rinaldi, giornalista, è autrice del libro “Il panorama qui è meraviglioso, bisogna che ce ne innamoriamo” (Amazon Kindle), illustrato con le foto di Corrado Maggi, nel quale ha raccolto le interviste pubblicate nella pagina “Gente della città” del suo blog Segmenti (https://segmentiblog.wordpress.com/). La foto è quella del suo profilo Facebook

Cara Mariagrazia e cara Paola,

il libro, come dicono i marchigiani, “me lo sono bevuto“. L’ho letto tutto d’un fiato con il pensiero fisso del passaparola: questo capitolo devo farlo leggere alla mia mamma, questa storia può piacere al mio papà, quest’altra è per mia figlia, quell’episodio lo racconterò a un’amica, questo stile così familiare, lineare, pulito ed elegante lo segnalerò a mia zia, professoressa d’italiano in una scuola di Lima, i cui studenti trarrebbero sicuramente giovamento dalla lettura. Dunque per me funziona.

Mi sono ritrovata con Mariagrazia sommersa dalla nevicata dell’ ’85, ho immaginato i suoi abiti ricordando le camicette di seta plissettata di mia madre (qualcuna sta ancora nell’armadio mio e di mia figlia) e ho ripensato alle vecchie foto di mamma diciottenne, scattate in qualche studio fotografico della città di Roma, che aveva accolto anche lei, anche lei in arrivo dalle Marche. Ho pensato a quel viaggio festoso in treno, Porto RecanatiAncona, all’abito scuro e pesante dei ragazzi e ho rivisto il mio papà giovanissimo posare davanti all’obiettivo in giacca e cravatta. E la festa, il ballo, e quel ritardo rispetto all’orario imposto dalla mamma…

È cosa dei miei giorni di mamma, di queste vacanze del 2016, in cui mi rallegro della spensieratezza dei miei figli, che supera di gran lunga la preoccupazione, e a volte la tristezza, per i loro ritardi, per i loro silenzi, per i loro passi che inevitabilmente si discostano sempre di più dai miei. A ogni pagina di questo libro è davvero come vivere ancora. Del resto è questo quello che deve fare un libro: vivere ancora, ogni volta di vita propria, e farti vivere ancora, un nuovo pensiero, un altro ricordo, una nuova emozione.

Milano 10 giugno 2016: nella foto di Lorenzo Di Palma l'arrivo dalla tipografia degli scatoloni con le copie di “È come vivere ancora. La vera signora del blog”, il libro di Mariagrazia Sinibaldi (per informazioni e ordinazioni donnedellarealta@gmail.com)

Milano 10 giugno 2016: nella foto di Lorenzo Di Palma l’arrivo dalla tipografia degli scatoloni con le copie di “È come vivere ancora. La vera signora del blog”, il libro di Mariagrazia Sinibaldi (per informazioni e ordinazioni donnedellarealta@gmail.com)

È un libro a quattro mani. Maria Grazia ci ha messo la generosità e il coraggio di condividere i suoi ricordi, in una forma e con uno stile mai stonati, che aderiscono perfettamente alla quotidianità delle storie raccontate, con un bell’uso della lingua italiana che sa alternare agilmente i registri, adattandoli ai tempi e ai temi della narrazione. Paola ha unito questi ricordi con un filo sottile e discreto, ma non invisibile, che racconta una storia tra le storie: quella della stima e dell’affetto per una “signora vecchiottina” capace di superare il tempo ogni giorno, con l’ironia, con la capacità di stare nel presente e di guardare verso il futuro senza spaventarsi di fronte alle diavolerie del progresso e anche, cosa più difficile di tutte, di mettersi seduta, di tanto in tanto, a piangere dei propri “venerdì 17”, perché, come forse direbbe la stessa autrice, “quanno ce vo’, ce vo’ “.

E in questo filo conduttore si intravvede anche il progetto che Paola mi ha raccontato di avere: di dare voce, forma e parola a ciò che oggi troppo spesso è silenzio. A questo progetto io auguro, di cuore, grande crescita e lunga vita.

AGGIORNATO IL 27 SETTEMBRE 2016

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