«Il libro di Mariagrazia? È terapeutico»

di Roberta Valtorta

«E come sempre mi assalgono i ricordi, strana cosa i ricordi; belli o brutti che siano, hanno una loro strana forza, una loro terribile volontà, vivono di vita propria e se, avvicinandosi, mi afferrano in qualche modo, diventano i miei padroni. Sono loro che mi trascinano via. Io non posso che seguirli.»

(È come vivere ancora – La vera signora del blog, Mariagrazia Sinibaldi)

porto-recanati

Porto Recanati, 22 luglio 2016, presentazione di “È come vivere ancora”, il libro di Mariagrazia Sinibaldi, prima da sinistra nello scatto della nipote Elisabetta Volpini. Accanto a lei, sul divano del Circolo della vela, le giornaliste Paola Ciccioli e Maria Luisa Scassellati Sforzolini

Se dovessi descrivere “È come vivere ancora – La vera signora del blog” di Mariagrazia Sinibaldi in una sola parola, userei sicuramente un aggettivo: TERAPEUTICO. Sfido chiunque abbia già letto questo libro (e chi lo leggerà) a non essere travolto dall’irrefrenabile voglia di riavvicinarsi ai propri ricordi, alla propria scatola delle foto, ai profumi e ai suoni del proprio passato. Per me la tentazione è stata fortissima e, nostalgica come sono, ci ho messo davvero poco a lasciarmi trascinare.

Ho pensato a quell’odore che la terra tira fuori dopo le prime gocce di pioggia, ho pensato all’odore di erba bagnata e a quanto sia forte ancora oggi il collegamento immediato di quel profumo con Casasco d’Intelvi, piccolissimo comune comasco nel quale ho trascorso quasi tutte le estati della mia infanzia. Ho pensato a due persone speciali che ora non ci sono più, persone che mi sono state vicinissime e che ho sempre considerato sangue del mio sangue, anche se di sangue non ne abbiamo mai avuto in comune nemmeno una goccia. In un cassetto della memoria ho ritrovato il suono delle loro voci e il profumo della loro casa.

Ho pensato al trasloco che mi ha cambiato la vita e a come tutto fosse differente prima di quel momento. Ho letto del ritorno di Mariagrazia nel suo vecchio quartiere e io ho pensato al mio, al tragitto da casa a scuola e a quanto ora sia tutto tristemente diverso.

Ho letto il ricordo de la signora del blog della nevicata dell’85 e tra la mia collezione di film mentali ho ripescato quello nato dai racconti di mia mamma. Nel 1985 io non c’ero ancora, ma mi è stata descritta tante, tante, tante volte quella nevicata: «tuo fratello aveva la neve che gli arrivava fino al naso perché lui era alto così! Era carinissimo mentre cercava di uscire da casa». Mio fratello aveva 5 anni e oggi, ad ogni nevicata, mia madre racconta di quella volta che nevicò come non mai e il meccanico che viveva dall’altra parte della strada fece un pupazzo di neve enorme, mentre mio fratello rimase a casa dall’asilo perché impossibilitato anche solo a mettere la punta di un piede fuori dalla porta. Ho fatto leggere a mia mamma il ricordo di Mariagrazia; ha annuito e ha sorriso soddisfatta, quasi come se quel ricordo fosse anche il suo: «Visto? Te l’avevo detto che aveva nevicato tantissimo!».

Ho letto delle disavventure della signora Vecchiottina e mi sono sentita meno sola nella mia sbadataggine quotidiana: che siano 26 o 70, gli anni non fanno molta differenza!

Ho provato a intuire qualcosa della sua vita dalle sue parole e che dire? Altro che Vecchiottina, questa signora, in realtà, è proprio una forza e, per usare le parole della prefazione di Paola, «È anche la testimonianza di quanto sia ottuso lo sguardo di chi, imbattendosi in una qualsiasi signora Vecchiottina, non ne veda la forza dell’intelligenza, del sapere e della curiosità».

AGGIORNATO IL 27 SETTEMBRE 2016

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6 thoughts on “«Il libro di Mariagrazia? È terapeutico»

  1. Come è bella questa ‘ recensione ‘! Come ha saputo cogliere la forza dei profumi! Io Mariagrazia ringrazio davvero Roberta per aver letto al di là delle righe il mio mondo che l’ha aiutata a trovare il suo

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  2. Non vedo l’ora di leggerlo questo libro della realtà di mariagrazia! Sarà per me sicuramente spunto per qualche racconto e occasione per conoscere mariagrazia.

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  3. Cara Elisabetta, siamo in contatto con la Biblioteca di Cologno Monzese dove tutto è nato, in un certo senso, e contiamo di presentare lì il libro di Mariagrazia tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Prima, però, Mariagrazia dovrebbe presentarlo a Sassari, grazie anche alla collaborazione della nostra Maria Elena Sini che lo ha già letto e passato a sua madre… Avremo modo di “parlarne” molte volte nel corso dell’estate: è mia intenzione ospitare qui tutti i commenti che abbiamo già ricevuto e quelli che arriveranno, nella speranza che arrivino anche le critiche. Del resto, senza le critiche (meglio se amorevoli) come si va a migliorare?

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