«Ho una laurea in Economia, ma sono felice di aver potuto virare su qualcosa di più umano»

di Giorgia Farace

Giorgia Farace

Giorgia Farace si presenta: il racconto del suo viaggio a Taranto, pubblicato ieri, era il suo primo post sul nostro blog. Questa bella foto, che mettiamo grande per la bellezza del colore del cielo che fa bene al cuore in giorni così tristi per le notizie dal mondo, è quella del suo profilo Facebook. Qui è sul San Bernardino, nel Cantone dei Grigioni, in Svizzera

Sono seduta alla scrivania. Insieme con la mia responsabile, mi occupo della formazione dei medici in specializzazione e della formazione del personale amministrativo del Cardiocentro di Lugano. Nel 2014 ho conseguito la laurea in Economia, materia in cui però mi riconosco poco. Perciò sono felice di aver potuto virare su qualcosa di più “umano”.

La mia passione è la danza classica, disciplina che ho ripreso quest’anno dopo dieci anni di attività e dieci lunghi anni di stop. Ci è voluto molto coraggio per riavvicinarsi alla sbarra.
Amo viaggiare. Non lettini e spiagge. Ma persone e luoghi. Parlare con chiunque abbia voglia di raccontare anche solo un pezzo del luogo in cui sono. Percorrere strade secondarie e cercare l’autenticità del posto.

Sono tornata da un breve viaggio e, seduta dietro questa confortevole scrivania, mi si è riacceso quel senso di tristezza ed abbandono che mi ha accolto il 5 giugno a Taranto, dove sono arrivata dopo due giorni girovaghi nei dintorni per festeggiare il compleanno del mio compagno. Era domenica, eppure per le strade non c’era nessuno. Sembrava una grande città abbandonata. Ci siamo infilati nelle vie della parte vecchia e per caso abbiamo incontrato il “proprietario” del virgolettato che compare nel mio post pubblicato ieri, responsabile dell’Associazione culturale Nobilissima Taranto, che ci ha raccontato un po’ la sua storia. Era ai piani medio-alti dell’Italsider fino al passaggio ad Ilva, quando – ci ha detto – si è dimesso e ha aperto una piccola attività in proprio. Nel tempo libero, con il solo supporto di volontari, prova a riportare alla luce gli ambienti ipogei di Taranto. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo per visitarli poiché avevamo fissato il volo di ritorno. Ma ci siamo ripromessi di tornare.

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