«Chichicastenango non è un paese, è un’esperienza di vita»

di Marcela Serrano*

Chichicastenango

Chichicastenango in una foto del 1965 postata su Facebook dalla nostra Mariagrazia Sinibaldi. Il nome di questa località del Guatemala deriva da “Tenango”, che vuol dire “Il luogo, e “chichicas”, ortiche. Qui in bianco e nero e avvolta non nella nebbia ma nel fumo dell’incenso, è in realtà un tripudio di colori

Chichicastenango non è un paese, è un’esperienza di vita.

La definizione è di Violeta ed è azzeccatissima.

Anche se la città alle 6 del mattino è già sveglia, mi sono rifiutata di cambiare le mie abitudini. Violeta mi ha portato il caffè in camera verso le otto, già vestita dopo doccia e colazione. È diventata un’indigena, ho pensato.

“Non in tutto il Guatemala si trova caffè buono. È un privilegio di Antigua, perché siamo circondati di piantagioni”.

Ha preso posto alla guida e siamo partite verso il famoso paese sulle montagne che tutti i giovedì e le domeniche si trasforma in un mercato. Il villaggio-mercato più bello di tutta l’America, afferma Violeta senza esitazioni. Pare che persino i messicani lo vorrebbero, il che la dice lunga.

*Gliel’ho portato a casa, questo romanzo di Marcela Serrano, Antigua, vita mia (Feltrinelli 2007). Volevo spingerla a raccontare dei suoi viaggi nel Centro America, di tanto in tanto evocati con un’immagine, un ricordo, una ricetta. Ma niente, Mariagrazia Sinibaldi di quei viaggi parla poco e scrive per niente. Pazienza, il libro è tornato a casa mia. Poi, sabato sera, sulla sua pagina Facebook compaiono una foto di Chichicastenango, un bianco e nero del 1965, e poche parole di accompagnamento: «Emozionante. Come sarà ridotta adesso per via dei turisti? In quei giorni gli unici europei eravamo mio marito e io». Siccome Chichicastenango e il Guatemala sono davvero «esperienze di vita» che non si dimenticano, sono tornata più volte a guardare quella foto che adesso è qui, sul nostro blog. E dico nostro non a caso. Perché Mariagrazia e io non siamo le Josefa e Violeta del romanzo di Marcela Serrano, certo che no. Però anche noi, insieme, saremo presto in viaggio…

(Paola Ciccioli)

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