Il segreto del talento di un ragazzo sovrappeso e cattivo

di Wisława Szymborska*

HitchcockTruffaut1

Inizia oggi allo Spazio Oberdan di Milano il ciclo “Hitchcock/Truffaut, Geni a confronto” (nella foto, i due grandi registi. Con un grazie a Cristiana Ferrari dell’ufficio stampa) http://oberdan.cinetecamilano.it/

Hitchcock deve essere stato l’incubo di ogni dietista. È vissuto fino a tarda età, sebbene per tutta la sua vita adulta si sia dovuto portare sul gobbo svariate decine di chili in sovrappeso. Mangiava incredibili quantità di carne grassa, ricchi intingoli e dolciumi. L’alcol fu il fedele compagno delle sue giornate, dalla mattina fino a notte fonda. E per di più visse incessantemente in preda allo stress. Ebbe duri scontri con produttori, sceneggiatori e attori. Fu un esempio ambulante di come non si dovrebbe vivere, se solo si desidera rimanere in salute e lavorare con efficienza. Ma lui lavorava, eccome. Pochi altri nel mondo del cinema possono eguagliarlo, da questo punto di vista. Girò cinquantatré film, una decina dei quali sono entrati stabilmente nella storia del cinema. E si tratta di film che ancora oggi tengono lo spettatore con il fiato sospeso. Aggiungiamo i numerosi lavoretti effettuati per la televisione e i film che non riuscì a realizzare, nonostante li avesse preparati per mesi. Alla fine morì ma, se la memoria non mi inganna, sono cose che capitano anche alle persone che hanno molta cura di sé…

Su un fenomeno di tal fatta è impossibile scrivere un esile librettino, pertanto il suo biografo, Donald Spoto, ha dato alle stampe un librone dove descrive e analizza nel dettaglio il lavoro svolto da Hitchcock per ciascuno dei suoi film. Vi troviamo anche numerose opinioni di critici e ricordi frammentari di coloro che lo conobbero e che, divertiti o inorriditi, dovettero sopportarne le fisime. Infine abbiamo qualche enunciato dello stesso maestro. Vorrei che ve ne fossero di più, perché costituiscono i momenti più divertenti della lettura. Nessuno è mai riuscito a ottenere da Hitchcock confessioni personali. Il regista infatti si sottraeva, magari ricorrendo a qualche trovata che cogliesse di sorpresa i suoi ascoltatori. Non c’era modo di capire se stesse parlando sul serio o se stesse scherzando. L’autore della biografia avrebbe dovuto presentarci Hitchcock lasciandolo così com’era. Invece Spoto ha cercato di spezzarne il guscio, per vedere che cosa vi fosse sotto. Quali fobie celasse, quali dolori, inibizioni, complessi nascondesse. E in effetti li ha rintracciati tutti, proprio tutti, ma viene da chiedersi a che pro. È noto, per esempio, che un appetito sfrenato è spesso una forma di reazione a qualche insuccesso nella sfera amorosa. Ma è altrettanto noto che il mondo è pieno di mangioni che si innamorano di graziose biondine senza esserne contraccambiati. Come mai solo uno di loro ha girato La finestra sul cortile o Gli uccelli? Il segreto del talento rimane un mistero. Indipendentemente da quante aragoste mangiate per disperazione abbiano concorso a realizzare questo o quel film.

(…)

Donald Spoto, Alfred Hitchcock, traduzione dall’inglese di Jan Stanisław Zaus, Wydawnictwo Alfa [Casa Editrice Alfa], Warszawa, 2000.

hitchcock truffaut 2

La rassegna in programma allo Spazio Oberdan fino al 14 luglio presenta il documetario di Kent Jones “Hitchcock/Truffaut” che, attraverso rare immagini d’epoca, il parlato originale e preziose testimonianze racconta la lunga intervista di François Truffaut ad Alfred Hitchock fatta nell’estate del 1962 negli Stati Uniti

*Devo separarmi da questo libro, devo restituirlo alla Sormani e sono già in ritardo. Ma come si fa? Ho pensato di prendere appunti, trascrivere, fare fotocopie. La verità è che dovrei averlo in casa e andarlo a consultare di tanto in tanto. Le Letture facoltative di Wisława Szymborska (Adelphi 2006) sono un concentrato di intelligenza e ironia, una originale, profonda e divertita lezione sulla lettura e sulla scrittura. Oggi ho riportato soltanto in parte la lettura su Hitchcock, intitolata “Un ragazzino cattivo”, perché ho già trascritto qui per intero quella – fantastica – sulla “Vita psichica dei cani”. Non voglio far innervosire l’editore. Tantomeno il curatore Luca Bernardini e men che meno la traduttrice Valentina Parisi. Rendiamo così giustizia a entrambi, ringrandoli per essere i veicoli italiani del genio simpatico della grande poeta polacca.

(Paola Ciccioli)

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2 Risposte

  1. Ho appena finito di leggere nel gruppo di Scritturate di Anna Pascuzzo il libro di Domitilla Melloni dal titolo Forte e sottile è il mio canto – Storia di una donna obesa-
    Talvolta agli occhi disattenti sfugge l’importanza tra l’obesità e la voracità.

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  2. Adele, ciao! Perché non ci scrivi qualcosa in più sul libro appena letto (e sul gruppo di Anna)?

    Mi piace

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