E que o mundo nos ouça: «a culpa nunca é da vítima»

di Luara Colpa*

brasile

«L’impronta di una mano insanguinata, sul volto. E 720 paia di slip, bianchi e rossi, sulla spiaggia di Copacabana. 720, tanti quanti sono gli stupri che avvengono in Brasile ogni 72 ore. Su una delle spiagge più famose del Paese va in scena la nuova protesta contro le violenze sulle donne, dopo il caso della 16enne vittima di una violenza sessuale di gruppo a Rio de Janeiro». (http://www.corriere.it/)

Trinta.

Vinte e nove

Vinte e oito

Vinte e sete

Vinte e seis

Vinte e cinco

Vinte e quatro

Vinte e três

Vinte e dois

Vinte e um

Vinte

Dezenove

Dezoito

Dezessete

Dezesseis

Quinze

Quatorze

Treze

Doze

Onze

Dez

Nove

Oito

Sete

Seis

Cinco

Quatro

Três

Dois

Um

Nenhum.

Eu tiraria todos – um por um – de cima de você neste momento, irmã.  Eu limparia seu corpo, tiraria o som dos seus ouvidos, o cheiro deste lugar, as lembranças. Se o tempo voltasse, eu os impediria de terem saído de casa. Todos eles.

Eu desligaria os celulares, os computadores, tiraria baterias dos carros, dos ônibus. Eu faria feitiço, veneno, poção, dor de barriga para todos. Trinta.

Eu te levantaria daí e te levaria pra ver o pôr do Sol no Arpoador, se o mundo girasse ao contrário… Mas o mundo não gira.

Foram Trinta.

Um ex-companheiro e vinte e nove “amigos”. Nenhum deles se compadeceu. Vinte e nove seres humanos toparam se unir a um criminoso.

Trinta.

Trinta e um agora compartilharam. Trinta e dois riram. Trinta e três justificaram. Trinta e quatro se excitaram, trinta e cinco procuram o vídeo neste momento.

Agora o número se torna uma projeção geométrica. A misoginia aparenta infinita, o ódio e o machismo aparentam grandiosos demais. A primeira reação do público masculino em geral é ver o vídeo.

No entanto, quando pensei que fôssemos só nós duas, olhei para o lado e vi três, quatro, cinco. Chegaram seis, sete, oito, trinta.

Em segundos fomos noventa, cem, mil, somos milhares por você. Aquele som, aquele cheiro… Queremos que sua memória apague, mana!

E que o mundo nos ouça: “A CULPA NUNCA É DA VÍTIMA”. Que ecoe.

Que ecoe: Daqui vocês não passam.  Não passarão.

Que cada uma de nós seja porta voz do ocorrido¹. Se a grande mídia não denuncia a violência contra a mulher periférica, que nossas mãos sejam denúncia.

Na violência contra a mulher todas metemos a colher.

DENUNCIE.

Brasile

In Brasile gli episodi di violenza sessuale sono circa 50 mila all’anno. L’ultimo è quello che ha visto protagonista una 16enne, abusata da una trentina di uomini e tra loro anche il suo fidanzato. (http://www.corriere.it/) Proprio di questo parla il testo che proponiamo nella versione originale

*Luara Colpa é brasileira, tem 28 anos. É mulher em um país patriarcal e oligárquico. Feminista e militante por conseguinte. Estuda Direito do Trabalhador e o que sente, escreve.

Questo testo è – come dice il titolo – un grido al mondo perché non consideri mai una donna stuprata colpevole della violenza subìta. Lo ha scritto una  femminista brasiliana inorridita da quanto accaduto a una ragazza abusata da trenta uomini, tra cui l’ex fidanzato, che hanno filmato lo stupro di gruppo e postato il video sui social network. Ci è stato segnalato da Darlane Soffi, brasiliana, laureata in sociologia, che risiede con la famiglia nell’hinterland milanese e che ne ha curato per noi la traduzione in italiano: la pubblichiamo domani. (p.c.)

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