Il licenziamento della vergogna voluto dal direttore di Panorama: Mondadori sconfitta anche in appello

di Paola Ciccioli

Paola Ciccioli fotografata dal suo compagno Luca Bartolommei

Paola Ciccioli fotografata dal suo compagno Luca Bartolommei

«Abbiamo vinto! appello respinto e Mondadori condannata a pagarmi le spese. Sentiamoci dopo».
Questo il testo dei due sms che mi ha inviato il mio avvocato, Livio Neri, comunicandomi l’esito del processo di secondo grado (tenutosi giovedì 12 novembre a Milano) sul mio licenziamento in tronco da Panorama.
Dovrò tornare sull’argomento e rendere pubbliche le singolari proposte avanzate dal legale della casa editrice per evitare il giudizio d’appello, peraltro voluto dalla stessa Mondadori dopo la sentenza di primo grado a loro sfavorevole.

 Per ora ricordo soltanto che sono stata licenziata per aver preso le distanze dal direttore Giorgio Mulè e contestato alcune promozioni da lui decise, scrivendo in una mail all’allora direttore generale periodici: «Quest’uomo, per così dire, non conosce la vergogna. Peggio per lui, ma anche per noi».

AGGIORNATO IL 14 NOVEMBRE 2015

7 Risposte

  1. SBAM!!!😉

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  2. Quanta fatica, quanto coraggio, quanto amore di chiarezza. A presto, nostra cara amica indomita. Angela e Giampiero

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  3. Felicitá, una volta tanto!

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  4. sai cos’è stata e cos’è per me la tutela del posto di lavoro a fronte della coerenza e del coraggio, sempre, di dire quel che si pensa a chiunque. 43 anni fa, proprio in uno dei giornali dove hai lavorato tu, ho subito la stessa tua sorte. a me andò male in pretura del lavoro. oggi mi sembra giusto che simili sentenze non si ripetano più. in bocca al lupol.

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  5. Carissimo Massimo. Elena. Angela, Giampiero. Giorgina. Amici che scrivete e che chiamate: grazie. Qui a casa abbiamo cominciato a sbevazzare appena è arrivato il primo sms dell’avvocato e dunque, vista l’ora e i bicchieri andati, meglio centellinare le parole. La professione mi ha dato (oltre a infinite rogne) molte grandi soddisfazioni. La sera in cui mi sono messa a scrivere quella mail sapevo quel che stavo facendo. Non avevo messo in conto il licenziamento in tronco perché davvero non mi sembrava proprio ci potesse essere il “fumus”. Ma non dire, non parlare e non scrivere toglie al giornalista la sua stessa natura, lo trasforma in un qualcosa di inutile e dannoso persino per se stesso. Non era e non è questa la mia strada. Baci.

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  6. Mi raccomando dopo la sbornia tutti a nanna, congratulazioni esimia collega

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  7. Grande Paola..anche se non ho tue notizie recenti…mi complimento per quanto ottenuto…spero nel contempo tu abbia letto il libro ti lascai tempo addietro.
    con affetto—Sandro

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